Home, Sport — 27 gennaio 2018 alle 07:36

DAKAR 2018. I CAMPIONI LIGURI TORNANO A IMPERIA VITTORIOSI. MAURIZIO GERINI E FAUSTO VIGNOLA:”UN’AVVENTURA UNICA, QUANDO SIAMO ENTRATI IN BOLIVIA…”/L’INTERVISTA

Sono tornati vittoriosi e soddisfatti, sebbene stremati, i piloti liguri Maurizio Gerini e Fausto Vigola, dopo aver partecipato alla rinomata Dakar 2018.

di Redazione

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Sono tornati vittoriosi e soddisfatti, sebbene stremati, i piloti liguri Maurizio Gerini e Fausto Vigola, dopo aver partecipato alla rinomata Dakar 2018.

I risultati sono andati oltre ogni aspettativa. Gerini, di Chiusanico, ha conquistato il 22° posto assoluto, vincendo nella sua classe, la Marathon, e Vignola, di Ortovero, ha terminato posizionandosi al 52° posto. 

La gara, molto impegnativa, ha attraversato 3 stati in sud America, il Perù, la Bolivia e l’Argentina, per un totale di 8793 km e 14 tappe, con l’arrivo a Cordoba (Argentina).

Al loro ritorno a casa, i campioni ponentini sono stati accolti con enorme affetto dai concittadini, sia in aeroporto sia sul web, con centinaia di messaggi di complimenti e entusiasmo.

FRANCO IANNONE

Siamo tornati da 3 giorni dal Sud America. Abbiamo ancora in testa un po’ il jet lag, le atmosfere sud americane ci hanno coinvolto da quando siamo partiti per questa grande avventura.

Io mi sono limitato semplicemente a raccontare, ma i veri protagonisti sono questi due ragazzi che sono il nostro orgoglio ligure, orgoglio del ponente in ambito motorsport. Hanno compiuto una vera e propria impresa.

La Dakar, come più volte ho avuto modo di dire, non è una semplice gara, ma è qualcosa che va oltre la ‘semplice’ competizione. Una prima Dakar per tutti, ma Maurizio Gerini, in particolare, ha conquistato il 22° posto assoluto della Dakar con la vittoria della sua classe, la classe marathon riservata alle moto di derivazione di serie.

Fausto Vignola il pilota di Pogli, nell’entroterra di Albenga, vicino ad Ortovero, ha avuto un debutto eccellente con un 52° posto finale.

Sono risultati veramente straordinari, si dice che solo il 10% dei cosiddetti “ruchi”, coloro che partecipano per la prima volta all’evento, riesce ad arrivare infondo, che già di per sé è un risultato straordinario, immaginatevi riuscire a vincere una classe e altresì riuscire a portare a casa un risultato così eccellente nella classifica assoluta”.

MAURIZIO GERINI

“Stiamo ancora smaltendo la fatica perchè nel rilassarci a casa ci è venuto addosso tutto lo sforzo di questa gara, ancora bisogna smaltire il fuso orario.

Fondamentalmente là era una vita parallela, tutto una cosa a sè. Stiamo cercando di liberarci la mente da questi ritmi incredibili di una gara da pazzi. La soddisfazione di averla terminata, di aver fatto entrambi un’ottima gara è incredibile.

Arrivati a casa, tutta la gente ci ha accolto a festa. Per me è stato incredibile, una cosa bellissima”.

FAUSTO VIGNOLA

“È un’esperienza fantastica su ogni campo, anche a livello umano. Si riesce a capire il livello dell’uomo sino a che punto si può portare. È una gara veramente lunga e non hai tempo di fare niente, tempo e materiale che ti manca per fare qualsiasi cosa.

L’accoglienza che abbiamo trovato quando siamo arrivati a casa dai nostri concittadini ci ha fatto veramente capire che abbiamo fatto una bella cosa a livello sportivo. Abbiamo portato in alto i colori della Liguria in terre così lontane”.

FRANCO IANNONE

Ci abbiamo messo un paio di giorni a realizzare quello che avevamo fatto, attraverso i consensi di tutti coloro che ci sono venuti a cercare dopo. È una cosa che ci riempie di gioia e ci inorgoglisce, perché la nostra terra spesso viene un po’ bistrattata oltre misura, mentre ci fa piacere essere riusciti a far parlare bene di questa nostra Liguria. A me personalmente lascia un ricordo enorme, credo che i ragazzi possano anche testimoniarlo. Abbiamo attraversato tre stati, Il Perù, la Bolivia e l’Argentina”.

MAURIZIO GERINI

“La parte più incredibile per me è stata l’ingresso in Bolivia dove abbiamo trovato l’esercito a tenere le persone in autostrada a impedire loro che invadessero la corsia, per circa 28 km. Era una cosa incredibile, 28km ininterrotti di persone, l’esercito che le teneva staccate, non potevamo fermarci, non potevamo rallentare perchè veramente ti saltavano addosso.

Poi ci hanno spiegato la loro cultura per questo tipo di gare, il motivo per il quale veramente ci vedevano come degli idoli. È stata una cosa incredibile alla quale qui non siamo gran che abituati, perchè, specialmente nella nostra zona, non c’è questa grande cultura di motori o comunque per le moto. Io l’ho vissuta in alcune gare in Italia, nel bergamasco, nel bresciano, dove la forse hanno più cultura rispetto a noi. Però, sentirsi così osannati dalla folla è un’emozione incredibile”.

FRANCO IANNONE

“Fausto in particolare nella capitale boliviana, addirittura ha avuto un’accoglienza quasi fraterna dal presidente della Bolivia, che lo ha abbracciato”.

FAUSTO VIGNOLA

“Quel giorno partivo abbastanza davanti e un uomo della sicurezza del presidente mi ha chiesto di fare una foto con lui. Così io gli ho chiesto se era possibile fare una foto con il presidente e lui ha accettato, portando la mia moto dalla partenza davanti a due poliziotti della sicurezza che ci hanno fatto la foto.

Il presidente è stato molto contento, mi ha chiesto da dove venivo ed era molto interessato”.

MAURIZIO GERINI

Sicuramente non possiamo tralasciare il fatto che grazie al team Solaris che ha fatto questo sforzo immenso è stato possibile tutto questo. Sia da parte mia che di Fausto, credo che sia un ringraziamento grandissimo a loro.

Dietro a questa punta dell’iceberg, c’è stato un lavoro di tantissime persone e in primis per trovare il budget, la logistica, il campo di gara con il team spagnolo che ha provveduto a fornire l’assistenza.

Stavo andando a dormire, erano le 11.30 e ho fatto un video alla moto che praticamente era ridotta al telaio, era smontata completamente e alle 4 della mattina dovevo partire e mi è venuto il dubbio se l’indomani la moto sarebbe stata pronta. Però impeccabilmente, come tutte le notti, i meccanici hanno lavorato alla perfezione. Al mattino la moto era perfetta, linda, pronta all’uso pronta per dare il massimo. Questo accadeva tutti i giorni così”.

FAUSTO VIGNOLA

“Sono meccanici molto preparati su quello, loro non dormono, alla Dakar non dorme nessuno. La grande professionalità dei meccanici è quello che ci ha portato veramente ad essere tranquilli. È molto importante quando uno corre la sicurezza di avere la moto a posto.

Prossimi obiettivi? Cercheremo di portare avanti il discorso del rally raid perchè veramente è un mondo interessante”.

MAURIZIO GERINI

Ci sono una serie di gare classiche durante l’anno in Africa che servono come preparazione in vista di una possibile futura Dakar. Personalmente ora devo riposare un pochino perchè è stata stremante, sia la preparazione sia la gara. 

Vorrei mettere a fuoco e capire per l’anno prossimo se possiamo avere le basi per fare una trasferta degna perchè le energie sono veramente volate via in questa gara. Ho veramente bisogno di ricaricare le batterie e capire se veramente ci sono i presupposti per fare un’altra gara come quest’anno con tutto l’occorrente“.

FRANCO IANNONE

“Quando noi siamo partiti per questa avventura non avevamo velleità alcune. Era la prima esperienza e non avevamo niente da difendere, titoli, risultati etcc. Siamo partiti senza troppe pretese, questo è stato anche il segreto di questo successo dei ragazzi.

Adesso le cose un po’ si complicano, nel senso che abbiamo dei riscontri, abbiamo dei risultati e ovviamente essendo piloti professionisti la loro indole c’è di volersi ogni volta migliorare, di dare un qualcosina in più.

Questo renderà sicuramente la prossima avventura, che spero di condividere ancora con questo trio che si è creato, sicuramente con molta più enfasi e con molta più passione. Questo perlomeno è il nostro auspicio. Ci fa piacere raccontare a tutti gli imperiesi quella che è stata la nostra avventura, un’avventura umana, carica di emotività e di spazi umani. Viva la Dakar”.

 
 
 
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