IL LEADER DI CASAPOUND AL “CORALLO”. MONTA LA PROTESTA A IMPERIA: “UNA VERGOGNA PER LA CITTÀ”. RAFFICA DI MAIL ALL’HOTEL: “MAI PIÙ NEL VOSTRO ALBERGO”/IL CASO

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Dura anche la presa di posizione del discografico Stefano Senardi che, sul proprio profilo facebook, ha scritto: “I presunti nuovi imprenditori di Imperia hanno messo a disposizione il loro quartiere generale al peggio che c’è (CasaPound)”

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Monta la protesta a Imperia per l’evento organizzato domani sera a Imperia, all’Hotel Corallo, organizzato da CasaPound. Nel capoluogo ligure arriverà il leader nazionale del partito, Simone Di Stefano. Un gruppo di cittadini ha deciso di inviare una mail di dissenso all’indirizzo di posta elettronica dell’albergo, invitando tutti coloro che sono d’accordo con la protesta a fare lo stesso.

“All’attenzione dei proprietari e gestori di Lorenzina mare e Hotel Corallo, certa che prendiate informazioni sulle persone o gruppi a cui affittate le sale, vi ricorderò tuttavia i punti salienti del curriculum giudiziario del segretario nazionale di CasaPound Simone di Stefano che venerdì presenterà il programma del gruppo neofascista (quindi fuori legge) nel vostro albergo.

Nel 2013, durante le manifestazioni del movimento dei forconi, Di Stefano viene arrestato e condannato per furto e oltraggio alla bandiera europea. Il segretario di CasaPound può vantare ben otto condanne definitive, di cui una per ricettazione con pena a due anni e sei mesi di carcere. Non mi dilungo sulle azioni del gruppo che rappresenta e che sono di facile reperimento –pestaggi, aggressioni, scontri con forze dell’ordine– mi limito a sottolineare che la vostra struttura ospiterà un pregiudicato per reati comuni che, in più, fa attivamente apologia di reato politico. Ecco perché mi impegno a evitare di frequentare l’albergo, il ristorante e a dissuadere dal farlo amici e conoscenti. Se lo Stato chiude gli occhi di fronte ai reati, i cittadini devono tenerli bene aperti e combattere con le armi che hanno. Quando e se vi ravvederete, magari ci rivedremo. Saluti”.

Tra i promotori dell’iniziativa c’è Rita Frontero che, contattata da ImperiaPost, ha dichiarato: “Vogliamo dimostrare in modo pacificio il nostro dissenso. Imperia ha un’anima antifascista, è medaglio d’oro alla resistenza. Abbiamo cercato di interessare più persone possibili. Vogliamo dare un segnale forte”.

Anche Barbara ha aderito alla protesta: “C’è sempre una scelta, anche quando è il profitto che ti guida. Il ritornello di Casapound sarà che la ‘sinistra’ difende una democrazia che non esercita. Non mi pare che i loro modi si pongano come democratici. E’ il cittadino comune che è indignato, non i centro sociali, come loro vorrebbero”.

Dura anche la presa di posizione del discografico Stefano Senardi che, sul proprio profilo facebook, ha scritto: “Interrompo gli auguri del mio compleanno per segnalare che i presunti nuovi imprenditori di Imperia hanno messo a disposizione il loro quartiere generale al peggio che c’è (CasaPound). Vergogna per la città medaglia d’oro della Resistenza . Chi crede ancora un po’ nella democrazia da domani non vada più nei loro uffici, ristoranti , alberghi, stabilimenti balneari , bar. Amen”.

Non è la prima volta che, a Imperia, si sollevano proteste per eventi organizzati da CasaPound. Il 1° febbraio dello scorso si tenne un presidio antifascista di fronte alla Biblioteca Civica in occasione della presentazione del libro di Dominique Venner, “Un Samurai d’Occidente – il breviario dei Ribelli”.

 

 

 

 

 

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