IMPERIA. CASA FAMIGLIA “POLLICINO” IN VISITA ALL’IPSSC “CALVI” PER SENSIBILIZZARE GLI STUDENTI ALL’ACCOGLIENZA E ALLA CONDIVISIONE/I DETTAGLI

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Coppola ha parlato agli studenti di etica e condivisione, raccontando personali esempi di vita derivanti dalla sua esperienza

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Giovedi 1 febbraio 2018 la classe 1B dell’IPSSC “Calvi” di Imperia ha incontrato il Sig. Nazzareno Coppola della Casa Famiglia “Pollicino” di Imperia per sensibilizzare all’accoglienza e alla condivisione una delle classi del nuovo indirizzo della scuola: quello socio sanitario.

Il tema trattato rientra negli obiettivi scolastici del nuovo percorso formativo proposto:

  • · realizzare azioni in collaborazione con altre figure professionali, a sostegno della persona con disabilità e della sua famiglia;
  • · utilizzare metodologie e strumenti operativi per collaborare a rilevare i bisogni socio-sanitari del territorio;
  • · contribuire a promuovere stili di vita rispettosi delle norme igieniche, della corretta alimentazione, della sicurezza, a tutela del diritto alla salute e al benessere delle persone;
  • · utilizzare le principali tecniche di animazione sociale, ludica, culturale.

La Casa Famiglia Pollicino accoglie bambini in stato di abbandono o semiabbandono, tra zero e dieci anni. Al suo interno vive stabilmente la coppia affidataria, che, oltre ai loro figli, ha scelto di condividere con altri bambini affidati dai Servizi Sociali o dal Tribunale dei Minori, l’esperienza dell’accoglienza. A garanzia di una maggiore professionalità, all’interno della Casa, oltre alla coppia accogliente, operano un’educatrice professionale e alcuni volontari debitamente formati. Il tutto sotto la supervisione di una psicologa-psicoterapeuta esperta in problematiche familiari e minorili.

Coppola ha parlato agli studenti di etica e condivisione, raccontando personali esempi di vita derivanti dalla sua esperienza sul campo di oltre 30 anni, e ha mostrato ai ragazzi uno spot sulla Casa Famiglia con le immagini dei bambini ospiti della casa durante le loro attività. Agli studenti è stato chiesto di annotare su dei “post-it” le parole che venivano loro in mente durante la visione del filmato e quelle più ricorrenti sono state “condivisione”, “amore”, “famiglia”, “aiuto”, “speranza”. Ogni studente ha poi spiegato il motivo della scelta di quella parola, mostrando molto coinvolgimento ed emozione per il tema trattato.

“La vostra scuola ha una caratteristica molto importante – ha affermato in conclusione Coppola – vi prepara a fare un lavoro dove saranno necessari diversi ingredienti come l’amore, l’etica e molte emozioni. Per poter svolgere bene una professione in campo socio-sanitario è indispensabile saper condividere e sapersi mettere sempre in discussione”.

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