IMPERIA. ELEZIONI POLITICHE 2018. CASAPOUND PRESENTA I CANDIDATI. IL LEADER DI STEFANO: “ITALIANI, FAMIGLIA E STATO I NOSTRI IDEALI. NON BISOGNA AVER PAURA DI NOI”/FOTO E VIDEO

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Si è tenuta questa sera, in piazza Duomo a Imperia, dopo le polemiche degli ultimi giorni, con l’annullamento
del precedente appuntamento all’Hotel Corallo, la presentazione dei candidati di CasaPound per le elezioni politiche

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Si è tenuta questa sera, in piazza Duomo a Imperia, dopo le feroci polemiche degli ultimi giorni, con l’annullamento del precedente appuntamento all’Hotel Corallo, la presentazione dei candidati di CasaPound per le elezioni politiche del prossimo 4 marzo. Presente, oltre ai tre candidati, Manuela Leotta (candidata al Senato), Andrea Lombardi (candidato al Senato) e Gianni Cerruti (candidato alla Camera) anche il leader del movimento, Simone di Stefano, candidato premier.

SIMONE DI STEFANO

“Il nostro programma? Uscire dall’euro, dall’Unione Europea e quindi riconquistare le nostre libertà e riportare la nostra nazione nella direzione che aveva prima dell’euro. Eravamo la quinta economia del mondo, oggi siamo inesorabilmente l’ottava o forse la nona. Per la famiglia mettiamo in campo una proposta che si chiama mutuo sociale, ovvero la possibilità per le giovane coppie di diventare proprietari di casa con un mutuo che non è quello bancario, poi il reddito nazionale di natalità, ovvero 500 euro al mese, da 0 a 16 anni, ad ogni bambino italiano, figlio di italiani. Sostanzialmente, dunque, soldi in tasca ai genitori e non sgravi fiscali o stupidaggini che si sentono in giro. Per quanto concerne gli immigrati prevediamo il rimpatrio. Con uno Stato Sovrano potremmo mettere in campo dei progetti bilaterali con le nazioni di appartenza, andare giù in Africa con le nostre aziende pubbliche e private e costruire strade e scuole. Con un accordo chiaro, però, ovvero che la manodopera deve essere composta da quei ragazzi che sono oggi nei centri di accoglienza e non hanno niente da fare dalla mattina alla sera. Investiamo dunque soldi pubblici, anche privati, per andare in Africa, e portarci i loro ragazzi che così potranno dimostrare di aver davvero voglia di lavorare e non di stare qui ad aspettare un futuro che non c’è, per noi, figuriamoci per loro.

Non bisogna avere paura di Casapound, perché Casapound segue le regole e si candida nelle regole piene della Democrazia, anzi riconosce nella Costituzione la possibilità di costruire quello Stato che vogliamo . Semplicemente vogliamo fare politica come tutti gli altri partiti. Cerchiamo tutti i voti, non solo quelli degli italiani considerati di destra. Noi questa categoria non la riconosciamo, vogliamo parlare a tutti, a chi è di sinistra, a chi è di centro, a chi è di destra, a tutti. Perché parliamo di lavoro, di Stato e di nazione, sono argomenti alla portata di tutti.

Ingresso alla Camera o al Senato? Ci sono dei sondaggi che non sono pubblicati, perché la rilevazione è fatta sui vecchi dati, quando CasaPound si presentò nel 2013. Ricorderete eravamo in pochi collegi, quest’anno siamo in tutti e 63 i collegi. Il nostro simbolo è presente su tutto il territorio nazionale. Abbiamo dei sondaggi che dicono che questo sbarramento del 3% è alla nostra portata”.

ANDREA LOMBARDI

“Presentiamo il nostro candidato premier, Simone Di Stefano, e i candidati alla Camera e al Senato, e inaugureremo la nostra sede, la quarta in Liguria. Il programma di CasaPound si può sintetizzare in ‘Prima gli italiani’, che non vuoldire discriminare tutti i restanti, ma cercare di riportare l’Italia a una posizione di dignità nazionale. Per dignità nazionale si intende un lavoro, pagato, il giusto, non tutti i contratti di precariato, a 3.50 euro all’ora, la casa e la famiglia. Proponiamo politiche di appoggio alle nascite, il mutuo sociale e il redditto nazionale di natalità”.

MANUELA LEOTTA

“Sono entrata in questo movimento trovando i miei ideali e trovandomi a mio agio con persone serie, preparate, che stanno lavorando sul territorio e stanno facendo crescere il movimento. Con la raccolta firme abbiamo trovato grandi consensi. E’ stato molto più facile del previsto. Abbiamo trovato persone inizialmente titubanti, in quando l’etichetta che ci è stata affibiata, è quella di fascisti, cattivi e violenti. Hanno capito subito, però, che non è così. Ci siamo scontrati con realtà che ci danno contro, come l’Hotel Corallo che ci ha negato la sala per la conferenza. Noi vogliamo dimostrare che non possiamo avere un dialogo, la gente che ci dà contro, gli antifascisti, probabilmente hanno paura di un confronto. Ci negano la parola e la libertà di manifestare, cosa che è assolutamente anticostituzionale. Noi attendiamo di avere un confronto con queste persone per raccontare i valori in cui crediamo, la famiglia, la patria, il credo. Cose per le quali ci hanno accusato di fascismo. Credo che il popolo italiano abbia bisogno di credere ancora in questi valori, cancellati in questi ultimi anni”.

GIANNI CERRUTI

“Noi siamo i cattivi, i violenti. E così che ci trattano i mezzi di informazione. Noi siamo in questa piazza qui stasera perché ci è stata preclusa la location, perché ci sono state delle intimidazioni, di stampo quasi mafioso, e abbiamo dovuto rinunciare. Noi comunque siamo contenti, non abbiamo rinunciato. Io non sono un politico, non vengo dalla politica, ho fatto sindacato per 15 anni, ero rappresentante provinciale di un sindacato di categoria autonomo degli infermieri. Qualche mese fa mi è stato consigliato di sospendere l’attività sindacale perché essere in CasaPound comunque dà fastidio, è un problema. Io ho lasciato il sindacato, abbiamo raccolto firme, ci siamo sbattuti giorno e notte, e ce l’abbiamo fatta”.

 

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