Attualità, Home — 20 febbraio 2018 alle 08:48

IMPERIA. “SI ASSENTAVA DAL LAVORO SENZA TIMBRARE IL CARTELLINO”. EX DIPENDENTE DEL COMUNE A PROCESSO PER TRUFFA/LA STORIA

Ieri mattina, in Tribunale a Imperia, davanti al Pm Alessandro Bogliolo e al Giudice Massimiliano Botti, si è tenuta la prima
udienza, con il deposito della lista testi e la calendarizzazione delle udienze. Il 60enne è difeso dall’avvocato Renato Giannelli

di Redazione

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“Si assentava senza alcuna valida motivazione dal luogo di esercizio delle sue mansioni, omettendo di timbrare il cartellino marcatempo, inducendo in errore il dirigente del Settore, e procurandosi un ingiusto profitto patrimoniale pari alle ore di stipendio maturate per i periodi non effettivamente lavorati, con conseguente danno patrimoniale per il Comune di Imperia”. E’ questa l’accusa nei confronti di un ex dipendente del Comune di Imperia, 60 anni, a processo per truffa.

Ieri mattina, in Tribunale a Imperia, davanti al Pm Alessandro Bogliolo e al Giudice Massimiliano Botti, si è tenuta la prima udienza, con il deposito della lista testi e la calendarizzazione delle udienze. Il 60enne è difeso dall’avvocato Renato Giannelli e ha sempre negato ogni addebito, contestando al contrario al Comune, costituitosi parte civile, rappresentato dall’avvocato Stefania Uva, una condotta mobbizzante.

Tra i testimoni figurano, oltre a medici e dipendenti pubblici, anche due dirigenti del Comune di Imperia, Sonia Grassi, dirigente del settore Servizio Sociali, e Antonino Scarella, dirigente del settore amministrativo.

Il processo è stato rinviato al prossimo 19 novembre per l’escussione dei testi del Pm e della parte civile.

Nel dettaglio, l’ex dipendente del Comune di Imperia, è imputato con l’accusa di truffa “perchè, nella sua qualità di incaricato di pubblico servizio con artifizi e raggiri, consistiti nell’assentarsi senza alcuna valida motivazione dal luogo di esercizio delle sue mansioni, omettendo di timbrare il cartellino marcatempo, inducendo in errore il dirigente del Settore, si procurava un ingiusto profitto patrimoniale, pari alle ore di stipendio maturate per i periodi non effettivamente lavorati, con conseguente danno patrimoniale per il Comune di Imperia, il quale versava la retribuzione senza tuttavia ricevere alcuna controprestazione lavorativa da parte del medesimo”.

 
 
 
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