LA TRAGICA MORTE DEL DIANESE ROBERTO VIALE, MULTATO IL CACCIATORE 25ENNE CHE LO UCCISE CON UN COLPO DI FUCILE. “NON POTEVA SPARARE IN QUELLA ZONA”

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È stato multato Luigi Maule, il cacciatore 25enne, consigliere comunale a Bardineto, che durante una sessione di caccia aveva colpito a morte il dianese Roberto Viale, invece di un cinghiale.

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È stato multato Luigi Maule, il cacciatore 25enne, consigliere comunale a Bardineto, che durante una sessione di caccia aveva colpito a morte il dianese Roberto Viale, mancando un cinghiale.

Secondo gli inquirenti, Maule non poteva sparare in quella zona, poiché, secondo l’articolo 21 della legge regionale, “la caccia è vietata a distanza inferiore ai cinquanta metri da una strada”. Per questo motivo il 25enne è stato sanzionato.

Maule rimane l’unico indagato nell’ambito del procedimento penale per omicidio colposo.

LA STORIA

Secondo una prima ricostruzione dei Carabinieri, il 58enne si trovava nei boschi di Bardineto, vestito di scuro, insieme alla moglie per cercare castagne e funghi. Maule si trovava circa 70 metri più in alto, e stava puntando un cinghiale. Sparando il colpo con il suo fucile a canna rigata (ora sotto sequestro), però, il 25enne ha mancato la preda, e il proiettile, un calibro 206, ha proseguito la traiettoria fino a incontrare Roberto Viale, colpendolo in pieno petto. Sentendo le urla della moglie, il cacciatore si è precipitato a controllare cosa fosse successo e ha tentato in tutti i modi di fermare il sangue comprimendo la ferita sul petto del 58enne.

Sono stati subito avvisati i soccorritori. Sul posto sono giunti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Finale Ligure, i militi della Croce Verde di Bardineto e i Carabinieri della stazione di Calizzano. Purtroppo, però, il proiettile ha colpito gli organi vitali di Viale e non c’è stato nulla da fare.

Secondo i primi rilievi, dalla posizione del cacciatore, a causa della conformazione del terreno e della fitta vegetazione, non era possibile vedere se ci fossero state delle persone sotto al punto in cui si trovava il cinghiale.

Sempre secondo i primi accertamenti dei Carabinieri, il giovane cacciatore avrebbe tutti i permessi in regola e si trovava in una zona dove l’attività venatoria è permessa.

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