Attualità, Home — 25 febbraio 2018 alle 07:01

IMPERIA. POLITICA. COLPO DI SCENA, SI DIMETTE IL CONSIGLIERE COMUNALE ANTONIO RUSSO: “MANCANO I PRESUPPOSTI MORALI E POLITICI”/ECCO COSA E’ SUCCESSO

L’amministrazione Capacci perde un altro pezzo. Antonio Russo, consigliere comunale ex M5s, oggi Gruppo
Misto, nell’ultimo periodo più volte a sostegno del primo cittadino, lunedì rassegnerà le proprie dimissioni

di Redazione

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L’amministrazione Capacci perde un altro pezzo. Antonio Russo, consigliere comunale ex M5s, oggi Gruppo Misto, nell’ultimo periodo più volte a sostegno del primo cittadino, lunedì rassegnerà le proprie dimissioni. Ad annunciarlo, con una lettera aperta, lo stesso Russo.

Con le dimissioni di Russo, in consiglio comunale dovrebbe entrare Leonardo Zadro, primo dei non eletti (nel caso rifiutasse o emergessero eventuali incompatibilità, a seguire, tra i primi dei non eletti figurano Paolo De Mare e Giovanni Gazzano).

LA LETTERA DI DIMISSIONI DI ANTONIO RUSSO

“Nella mia vita ho sempre cercato di essere coerente con i miei ideali, con i miei valori. Valori ed Ideali che, a quasi 60 anni mi hanno condotto ad aderire al M5S : uno strumento concreto ed un contenitore aperto e vitale dove poter concorrere alla realizzazione di un mondo nuovo, più giusto e solidale.

Ma la coerenza purtroppo non è una qualità sempre apprezzata. E quel luogo che avevo idealizzato si è presto rivelato terreno fertile per l’opportunismo, e l’arrivismo della ‘suffragetta’ di turno, ai danni delle battaglie vere, come la lotta per la legalità e il contrasto alle infiltrazioni mafiose.

Fatalmente, dopo 2 anni di impegno ostinato e costante mi sono ritrovato espulso dal M5S: la mia colpa? Aver difeso quei valori tanto alti e prioritari per me, quanto fondanti per il movimento cui avevo aderito.

Il casus belli? Mi ero opposto energicamente all’elezione di un candidato le cui amicizie risultavano decisamente ‘imbarazzanti’ alle regionali liguri del 2015. Alla luce delle recenti vicende, e selezioni, mi rendo conto come si trattasse soltanto di una preoccupante anticipazione rispetto a quanto assistiamo in questi giorni in cui per un pacchetto di voti, tutto appare ormai lecito.

Non paga dell’espulsione, la Referente Regionale genovese si premurò anche di sporgere denuncia contro di me e contro il giornalista e scrittore de Il Fatto Quotidiano che aveva riportato sulle pagine del quotidiano, la vicenda che mi aveva visto protagonista, e che non mi stancherò mai di rivendicare come atto di coraggio davanti a tutti, ma soprattutto al cospetto del tribunale della mia coscienza. Fortunatamente un altro tribunale, quello di Genova, 2 anni dopo, ha ritenuto di assolvere Antonio Amorosi verificando come reali e riscontrabili i fatti da me denunciati e riportati dal quotidiano.

Non ritenendo corretta la mia espulsione e considerando doveroso esercitare comunque il mandato che i cittadini di Imperia mi avevano conferito con il loro voto (ricordo che il sottoscritto alle elezioni del 2013 ha avuto più voti, circa 300, della lista) sono stato costretto a passare al Gruppo Misto per potere continuare a portare avanti le battaglie che avevano ispirato la mia candidatura.

In particolar modo quella relativa alla tutela dell’ambiente e la corretta gestione del ciclo dei rifiuti è diventata per me la ‘conditio sine qua non’ per giustificare la mia permanenza nel Consiglio Comunale: riuscire a portare ad Imperia il progetto Rifiuti Zero, l’unico in grado di elevare la raccolta differenziata dall’attuale 32% al 75/85 % con conseguenti benefici di natura economica ed ambientale.

Questo percorso ha reso necessaria la creazione del ‘Gruppo di Lavoro Rifiuti Zero’ in prima istanza, poi l’approvazione da parte del consiglio comunale della strategia Rifiuti Zero e conseguentemente l’affidamento alla Scuola Agraria del Parco di Monza della progettazione della “raccolta porta a porta” entro 12/18 mesi.

A giugno 2017 con delibera di Giunta, viene approvato sia il progetto di ‘porta a porta spinto’che la gestione pubblica in house providing, previa verifica della fattibilità dell’affidamento ad una delle due società individuate dal Comune per l’espletamento del servizio: la Sat di Vado Ligure e l’Amaie Energia Spa. Successivamente l’assessore del PD De Bonis individua proprio nell’Amaie Energia Spa l’azienda pubblica alla quale affidare in house providing il servizio.

Tutto fatto direte voi? Niente di tutto ciò si verifica. Infatti, l’avvicinarsi del voto di maggio provoca nel PD l’emergere di un istinto suicida, che certo non differisce dall’analogo atteggiamento che i Dem, anche sul piano nazionale, con le loro scissioni e frizioni, li sta conducendo a consegnare il Paese a Berlusconi e al Centro Destra.

Come la locomotiva di Guccini, il PD, a Imperia ‘corre corre’ a folle velocità su di un binario morto.

Dapprima ritira con scuse risibili l’appoggio alla Giunta meritevole di aver contribuito in maniera determinante a governare la città e non pago, nell’ultimo Consiglio Comunale, il PD si consegna armi e bagagli nelle mani di FI. Del resto, qualcun altro sta lavorando alacremente a distruggere, per fortuna dico io, il cosiddetto progetto Toti che ha consentito alle destre di accaparrarsi oltre alla Regione Liguria anche le amministrazioni di Genova, Savona e La Spezia.

La bocciatura della delibera presentata dal Sindaco, di fatto mette una pietra tombale sul progetto del ‘porta a porta’. Con esso, sfumano oltre ai soldi (48000 euro tanto è costato il progetto del pap), anche le speranze dei cittadini di Imperia di vivere finalmente in una citta virtuosa che faccia della tutela dell’ambiente una propria bandiera.

A questo punto ho richiesto formalmente al Sindaco di affidarmi, a costo zero, con restituzione totale degli emolumenti derivanti dall’incarico (come sempre fatto per tutti gli anni della mia permanenza in Consiglio), la delega all’ambiente.

Prospettavo un un duplice obiettivo:

1) Evitare l’ennesima e, questa volta incomprensibile, proroga a Teknoservice, (segnalo che senza la copertura del progetto di RD PaP, diventa degna di attenzione agli occhi della Corte dei Conti), per affidarla alla stessa Amaie. In alternativa, visto le sue titubanze di natura economica, restava percorribile l’assegnazione alla SAT, società a controllo pubblico del Savonese.

2) Avviare subito il progetto di comunicazione sulla raccolta differenziata presentato dal sottoscritto e rivolto a tutte le utenze domestiche e non domestiche, propedeutico all’avvio della raccolta domiciliare che sicuramente la prossima amministrazione sarebbe stata in grado di rendere operativo.

Purtroppo, il Sindaco Capacci non accetta la mia proposta adducendo come motivazione (debole) il fatto che gli attuali ultimi assessori non ritengono accettabile la mia richiesta.

Resto dell’idea che un Sindaco debba governare in prima persona la citta, assumendosi le responsabilità delle proprie scelte.

Questa posizione del Sindaco non mi consente più di continuare a rimanere in questo Consiglio Comunale.

Sono venuti a mancare i presupposti morali e politici che fino a questo momento mi hanno ispirato, e che continueranno a costituire l’unico principio cardine cui non ho mai derogato e mai derogherò, nella mia vita di uomo, cittadino e Consigliere.

Questa è la storia di un uomo entrato nelle Istituzioni, coerente e libero da interessi personali che, lunedì mattina, si recherà in Comune a protocollare le proprie dimissioni”.

 

 
 
 
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