Attualità, Home — 28 febbraio 2018 alle 18:06

L’OLEOTECA LIGURE IN VETRINA A TRIESTE PER LA RASSEGNA “OLIO CAPITALE”. IL COMITATO SALVATAGGIASCA:”LA STRADA PER LA TRASPARENZA DEL COMPARTO OLIVICOLO È TRACCIATA”

l Comitato Salvataggiasca rappresentato dal presidente Simone Rossi, e il Parco Tecnologico Padano sono stai invitati a tenere una relazione per portare l’esperienza condotta nell’ambito dello studio sul Dna dell’oliva taggiasca

di Redazione

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Ci sarà anche il ponente ligure al tavolo dei relatori del Convegno di apertura “La scienza e il valore del paesaggio olivicolo” della XII edizione di Olio Capitale, Salone degli oli extravergini tipici e di qualità, che si svolgerà sabato 3 marzo 2017 alle ore 10, presso la Stazione Marittima di Trieste.

Il Comitato Salvataggiasca rappresentato dal presidente Simone Rossi, e il Parco Tecnologico Padano sono stai invitati a tenere una relazione per portare l’esperienza condotta nell’ambito dello studio sul Dna dell’oliva taggiasca, una ricerca scientifica affrontata con il Parco tecnologico nell’ambito delle azioni di difesa e valorizzazione della cultivar taggiasca.

Nel giorno dell’inaugurazione della Fiera Olio Capitale, dunque, viene proposto un Convegno che affronterà i temi della scienza e della tecnica in ambito olivicolo. Tale argomento è stato scelto vista la recente elezione della Città di Trieste a capitale della Scienza nell’anno 2020.

L’approfondimento, strutturato in tre sessioni tematiche, affronterà i temi dell’impatto dei cambiamenti climatici sull’olivicoltura, dell’analisi del Dna dell’oliva per l’accertamento dell’identità dell’olio Extravergine d’oliva e della valorizzazione del Paesaggio Olivicolo, come Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici.

Nei dettagli verranno proposti interventi dei massimi esperti per analizzare come si sono modificate le tecniche agricole alla luce dei recenti cambiamenti climatici e che impatto ha comportato sull’economia.

L’analisi del Dna per l’oliva e l’olio extra vergine di oliva è al momento l’unico metodo in grado di accertare l’identità delle varietà da cui l’olio è stato estratto. L’analisi molecolare delle tracce di DNA rappresenta un utile complemento alle analisi chimiche e alla tracciabilità documentale di filiera.

Infine sulla valorizzazione del paesaggio olivicolo, grazie al registro dei paesaggi storico rurali, sarà approfondito il discorso sull’unicità del paesaggio come valore aggiunto del prodotto e del territorio.

Il riconoscimento del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali permette di impostare una strategia di marketing territoriale per la individuazione ed il recupero di colture dalla lunga persistenza storica e dalla forte identità culturale.

“Il progetto Dna cultivar taggiasca – sottolinea Simone Rossi, presidente del Comitato Salvataggiasca – offre garanzia scientifica di qualità ai consumatori, potrebbe fare crescere l’economia legata all’olivicoltura di qualità – e quindi la remunerazione, con un maggiore recupero del territorio – e soprattutto semplificherebbe l’iter burocratico e amministrativo. La strada per la tracciabilità e la trasparenza del comparto olivicolo è tracciata. Il futuro non potrà prescindere dal Dna, progetto che va ben oltre la Dop per la tutela dei consumatori”.

” L’oliva di varietà taggiasca – conclude il presidente Rossi – è stata per secoli il sostentamento della gente del ponente ligure: l’indotto oggi si può quantificare in 70 milioni di euro. ll Dna controllato Cultivar Taggiasca è una carta d’identità, un “codice a barre biologico” che dirà al consumatore se nel vasetto con l’apposito logo ci sono – e senza ombra di dubbio – olive taggiasche o paté di olive taggiasche. La certificazione è molto semplice e ha costi contenuti: questo tipo di percorso è stato studiato dal Parco Tecnologico Padano di Lodi”.