Cultura e manifestazioni, Home — 21 marzo 2018 alle 16:14

IMPERIA. “RICOMINCIAMO DA NOI”. IN PROVINCIA SUSANNA CAMUSSO PER IL CORSO DI FORMAZIONE CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE:”SIAMO STUFE DI ESSERE VITTIME, ORA…”/FOTO E VIDEO

Si è svolta questa mattina, presso la Sala del Consiglio del Palazzo della Provincia a Imperia, la prima giornata del corso di formazione sindacale “Ricominciamo da noi”.

di Gaia Ammirati

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Si è svolta questa mattina, presso la Sala del Consiglio del Palazzo della Provincia a Imperia, la prima giornata del corso di formazione sindacale “Ricominciamo da noi. La contrattazione inclusiva: salvaguardare la dignità nel lavoro e nella vita, contrastare la violenza sulle donne”.

L’obiettivo del corso è quello di sensibilizzare gli uomini del gruppo dirigente del sindacato ai temi della contrattazione inclusiva, con un’attenzione particolare al fenomeno della violenza nella relazione uomo-donna.

Ospite la Segretaria Generale Cgil Susanna Camusso, che ha tenuto un discorso sulle problematicità legate alle questione di genere nel mondo del lavoro, ma anche nella vita di tutti i giorni. 

Presenti la responsabile della formazione Cgil Liguria Cristiana Ricci, il Segretario generale Cgil Liguria Federico Vesigna, il segretario generale Camera del Lavoro Imperia Fulvio Fellegara, la rappresentante degli Studenti Medi Camilla Pelosi, il sindaco di Imperia Carlo Capacci Sindaco e il presidente della Provincia Fabio Natta.

Durante la mattinata è stato proiettato il video #cosedauomini dal progetto FIVE MEN, finanziato dalla Commissione Europea e dal Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio.

Secondo i dati ISTAT elaborati dall’Ufficio Economico CGIL Liguria, in Italia il 17% delle donne con più di 15 anni ha avuto esperienze di stalking, il 27% delle donne con più di 15 anni è stata vittima di violenza fisica o sessuale da parte di un uomo. Negli ultimi 10 anni sono stati 1.879 i femminicidio, 1.251 dei quali in famiglia, 149 nel 2016, quindi 1 ogni 3 giorni, aumentando del 5,6% rispetto all’anno precedente, 114 nei primi mesi del 2017.

In Liguria, quasi 4 donne su 10 tra i 16 e i 70 anni hanno subito violenza fisica o sessuale nel corso della loro vita. Il dato della Liguria è del 37,6% contro quello italiano del 31,5%. 

SUSANNA CAMUSSO

“L’obiettivo è quello di considerarci parte di un grave problema che c’è nel nostro sistema e che si chiama violenza contro le donne, femminicidio, discriminazione di genere e che continua a esistere e imperversare sugli uomini al lavoro.

Abbiamo preso una decisione non semplicissima, ossia di rivolgere questi corsi agli uomini. Sono corsi fatti da dirigenti, iscritti, rappresentanti sindacali delle aziende, perchè pensiamo che il cambiamento culturale, la distruzione degli stereotipi che esistono vada innanzitutto fatta dagli uomini che sono i realtà i produttori di questa cultura, non slegando i due temi.

Non considerando il tema delle violenze , delle molestie, come un tema che riguarda solo la società e non anche i luoghi di lavoro, oppure come un tema che è indipendente dal fatto che poi ci siano continue discriminazioni. È esattamente questa cultura di disparità , questa idea di inferiorità, questa idea di possesso, quelle che poi determinano sia i comportamenti violenti, sia le discriminazioni.

Per il sindacato lo strumento per cambiare culturalmetne queste condizioni è innanzitutto la contrattazione, è un corso che da un lato si propone di fare affrontare agli uomini il tema della loro cultura e di come vivono il rapporto con le donne e dall’altro quello di imparare tutti insieme a fare una contrattazione che sia una contrattazione che include e quindi cancella le discriminazioni.

Credo che il sindacato, essendo una grande organizzazione di uomini e donne, produce cultura. È un cultura del riconoscimento e del rispetto e del vedere i problemi e del non nascondersi, già di persè determina un cambiamento. Imparare a vedere, riconoscendo il problema, come ad esempio bisogna contrattare gli orari, come non bisogna dare per scontato che le donne vogliano tutte il part-time , ma che spesso sia involontario e spesso sia in sè una discriminazione, come la flessibilità degli orari si può affrontare in altri modi.

Poi c’è tutto il tema della conciliazione, che non può essere rendere più facile alle donne fare il doppio lavoro, ma deve essere una differente distribuzione. C’è un grande tema che sono le differenze salariali e le differenze di carriera, quel pregiudizio per cui è scontato che una lavoratrice non possa avere un percorso professionale, mentre gli uomini si è anche uno degli oggetti della contrattazione.

Noi ringraziamo gli istituti che oggi sono presenti, i ragazzi e le ragazze che hanno voluto provare a cimentarsi in questo tema, da un lato perchè appunto se è un tema culturale riguarda tutto e tutte le età e processi di conoscenza e di riconoscimento dei problemi. Prima iniziano e meglio è, da questo punto di vista.

Crediamo che il cambiamento del mondo del lavoro, lo fai anche avendo ragazzi e ragazze che arrivano nel mondo del lavoro sapendo quali sono i problemi e conoscendo i loro diritti”.

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