ELEZIONI IMPERIA 2018: CASAPOUND POTREBBE PRESENTARE UNA LISTA. DIANA: “CI STIAMO PENSANDO. NO AD ALLEANZE”/FOTO E VIDEO

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Casapound potrebbe correre alle elezioni comunali con una propria lista e un proprio candidato Sindaco. Lo ha
dichiarato Matteo Diana, responsabile provinciale di Casapound, a margine del convegno “Le ragioni dell’uscita dall’Euro“

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Casapound potrebbe correre alle prossime elezioni comunali di Imperia con una propria lista e un proprio candidato Sindaco. Lo ha dichiarato ieri sera Matteo Diana, responsabile provinciale di Casapound, a margine del convegnoLe ragioni dell’uscita dall’Euro“ in programma presso la Biblioteca Civica, al quale hanno preso parte Andrea Lombardi, candidato al Senato per CPI alle recenti politiche, e Marco Mori, noto avvocato costituzionalista ed esperto di economia.

CasaPound alle prossime elezioni comunali?

“Si, ci stiamo pensando”. Così Matteo Diana, responsabile provinciale di Casapound, ha risposto alla domanda del cronista ImperiaPost in merito alla possibile presenza di una lista del partito di estrema destra alle prossime amministrative. “Nel caso in cui ci dovessimo presentare, certamente correremo da soli – ha aggiunto Diana – anche perché nel panorama politico locale non c’è alcun candidato Sindaco che incarni i nostri principi. Siamo soddisfatti del risultato ottenuto alle scorse elezioni politiche”.

CasaPound e il fascismo

“Ho sentito tante polemiche sterili – ha dichiarato Diana – Noi ci ispiriamo ai valori del fascismo, certamente non ai metodi. I tempi sono cambiati, non c’è molto altro da dire. Anche in merito alle polemiche sull’utilizzo della Biblioteca, non ci vedo nulla di male nel fatto che a CasaPound venga concessa la Biblioteca, nel momento in cui chiede una regolare autorizzazione, non c’è alcuno scandalo”.

“Le ragioni dell’uscita dall’euro”. Parla Marco Mori, avvocato costituzionalista, autore del libro “Il tramonto della democrazia”

“Il mio libro spiega cosa sono i trattati Europei e cos’è l’Unione Europea. L’Unione Europea è una dittatura codificata, una serie di norme giuridiche che consolidano il grande potere economico finanziario. Il libro confronta le norme dei trattati alla nostra Costituzione, dimostrando in maniera, a mio avviso, inconfutabile, l’incostituzionalità dei trattati. Dimostra come l’unica salvezza per l’Italia sia tornare al rispetto e all’attuazione della nostra Costituzione.

Nella Costituzione e in particolar modo nel modello economico costituzionale c’è la ricetta per uscire dalla crisi, ovvero c’è quella barriera insormontabile dell’iniziativa privata che è l’utilità sociale e quindi quel fondamentale vincolo che impedisce al capitale di schiacciare i diritti fondamentali. Noi riteniamo che sia un comportamento liberale il far si che l’economia non abbia alcun tipo di limite. In realtà l’economia va limitata, perché l’economia si scontra contro i diritti fondamentali e tutti diritti devono fermarsi laddove comprimono i diritti inalienabili della persona. La Corte Costituzionale ha certificato come i principi fondamentali del nostro ordinamento siano sovraordinati alle norme dei trattati Europei. Ovviamente la Costituzione prevede anche l’appartenenza al popolo della sovranità e questo è uno degli aspetti più calpestati in Europa, dove il Parlamento Europeo non ha neppure sovranità legislativa, cioè non può fare proposte di legge e decidere realmente sulla vita dei cittadini.

Quando ci sono eventi di CasaPound vediamo proteste di chi accusa CasaPound di essere antidemocratica, in realtà CasaPound è un movimento democratico se no io non avrei aderito a questo partito. In realtà noi viviamo già in una dittatura e la dittatura è quella che arriva dall’Unione Europea“.

 

 

 

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