Home, Imperia — 30 aprile 2018 alle 07:29

IL NEO ARCHITETTO IMPERIESE LUCA PEDICALO ALLA DESIGN WEEK DI MILANO CON IL SUO “PRISMA PROJECT”. “MI SONO MESSO ALLA PROVA PERCHÈ…”/LA STORIA

Un architetto imperiese all’Assembly.Milano durante la design week 2018, nell’ambito del “Fuorisalone”. Si tratta di Luca Pedicalo, classe 1993, laureato in architettura ambientale al Politecnico di Milano, con una grande passione per il design.

di Gaia Ammirati

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Un architetto imperiese all’Assembly.Milano durante la design week 2018, nell’ambito del “Fuorisalone”. Si tratta di Luca Pedicalo, classe 1993, laureato in architettura ambientale al Politecnico di Milano, con una grande passione per il design.

Dopo la laurea, Luca ha subito avuto l’opportunità di cimentarsi in diverse esperienze lavorative nel settore dell’interior design e sta portando avanti un originale progetto ispirato alla forma del prisma.

Che cos’è Assembly.Milano?

“Assembly.Milano è un club a membership nato a luglio, pensato per creativi, architetti, designer e artisti. Una sorta di spazio di coworking dove si cerca di raggruppare più persone che lavorano in questo campo per avere ambiente dove dare il meglio di sé.

Recentemente è stato organizzata un’esposizione che si è evoluta all’interno del “FuoriSalone” durante la “Design Week 2018″ che si svolge in tutta la città di Milano nel periodo del Salone del Mobile, uno degli eventi più importanti della città. All’inizio si erano creati 2 design District, Tortona e Brera, in cui venivano organizzate mostre e installazioni temporanee, ora ce ne sono 8 e in più ci sono eventi in ogni angolo di Milano.

L’evento di Assembly era un evento ufficiale del FuoriSalone e ha attirato moltissimo pubblico”.

Com’è iniziato il progetto “Prisma”?

“Ci sono finito per caso. Io sono architetto e sono stato preso dai soci come apprendista. Sono appassionato di design, essendo parte della progettazione, dato che molto spesso i clienti, oltre al progetto della casa, chiedono anche oggettistica e mobili fatti su misura. Così mi sono detto, perché no?”.

Perché la scelta proprio di questa forma?

“La forma del prisma è molto bella ed equilibrata, ma è inadatta all’utilizzo come strumento umano. Per questo l’ho scelta come una sfida e ho deciso di provare a creare una serie di oggetti, così da costringermi a sbattere la testa per trovare un adattamento tra funzionalità e forma. Ovviamente non è facile e il 90% delle idee finiscono nel cestino, ma sono soddisfatto del restante 10% finora”.

Un tentativo finito male?

“Per fare un esempio, ho progettato un tavolo che sembrava perfetto, però, a causa della forma, presentava una sporgenza in tutti i render. Inizialmente avevamo valutato il difetto della sporgenza ininfluente, ma nella realizzazione abbiamo capito che era un problema fastidioso e ho preferito scartarlo. Questo perché parto dalla funzione e poi incastro la funzione nella forma. Se la funzione viene meno in minima parte lo scarto. Una oggetto deve essere bello, non banale, ma funzionare, per essere comprato non per la sua estetica”.

Come nascono i tuoi oggetti?

“Per ora sono riuscito a presentare il posacenere, un oggetto che sembra facile, perché è poco costoso come materiale, ma in realtà è uno dei più difficile. Ho dovuto farmi fare preventivi da una decina di fabbri diversi, poi ho trovato un’azienda che lavora all’ingrosso che mi ha tagliato i pezzi con macchina laser ultra precisa e sono riuscito a comporre il posa cenere, grazie a un artigiano che si occupa di microsaldatura, sofisticata. Le verniciature non resistono ad altissime temperatura, come quella del mozzicone di sigaretta, quindi con il laser è stato necessario temperare il ferro, un processo complesso. In prototipazione c’è una poltrona da esterno, una poltrona da interno e due vasi”.

È stato emozionante esporre?

“Molto. In realtà avrei voluto avere la collezione completa, ma sono contento perché è stata una grande opportunità per farmi conoscere. Essendo molto giovane non è facile essere presi sul serio, ma facendo vedere i propri lavori si hanno maggiori possibilità”.

Inoltre, il mio obiettivo è sperimentare tecniche artigianali completamente differenti l’una dall’altra, perché vorrei diventare esperto in cose molto diverse tra loro, come il taglio laser e la micro saldatura, tiranti e molle, imbottiture, marmi, ferro. Ogni progetto mi costringe da iniziare da zero e coinvolgo 5 o 6 artigiani per ogni oggetto. Questo mi aiuta a capire come lavorare per tutte le tecniche.

Ecco la descrizione del progetto di Luca Pedicalo

Prisma – Posacenere

Prisma è un posacenere da tavolo sviluppato intorno alla volontà di avere un piano d’appoggio dove lasciare la sigaretta iniziata in attesa di consumarla. Per ottimizzare questo specifico utilizzo è stata disegnata una rete filtro volta a separare la cenere dalla sigaretta ancora accesa che, lasciata periodi prolungati a contatto con la cenere, rischia di acquisire un cattivo odore e sapore. La forma è eleganteminimale, frutto di un attento e preciso lavoro artigianale che conferiscono unicità ad ogni singolo pezzo. Per volontà del designer è prevista una produzione limitata di 100 esemplari numerati.

 
 
 
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