LA ROCAMBOLESCA FUGA DI ABDELHAMID SALEMI, DOPO L’ARRESTO PARLA IL QUESTORE CAPOCASA:”QUESTA È LA RISPOSTA DELLO STATO”

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Una volta intimatogli l’alt da parte dei due agenti insospettiti si è dato alla fuga, circa 400 mt, per poi essere bloccato.

questura salemi

È finita nella serata di ieri la fuga del marocchino Abdelhamid Salemi, 25 anni, in carcere per tentato omicidioricercato dalla mattina di ieri dopo essere evaso dall’Ospedale di Sanremo nel corso del passaggio di consegne con altri due detenuti al termine di una visita medica. Il Questore di Imperia Cesare Capocasa assieme ai vertici della Polizia Penitenziaria (Liberato Guerriero), della Polizia Stradale (Carlotta Gallo e il dott. Crocco) e del casa circondariale di Sanremo (Sergio Orlandi) ha ricostruito le fasi della fuga e dell’arresto ad opera di due agenti della polizia stradale di Sanremo. Centinaia di uomini hanno perlustrato la città, è stata mobilitata la polizia di frontiera e la Polfer.

La Polizia Stradale arresta il fuggitivo Abdelhamid Salemi, evaso nella giornata di ieri dal piazzale dell’ospedale di Sanremo.

L’uomo, secondo la ricostruzione della Questura, si trovata in corso Cavallotti con un felpa sulle braccia a nascondere le manette. Una volta intimatogli l’alt da parte dei due agenti insospettiti si è dato alla fuga, circa 400 mt, per poi essere bloccato.

QUESTORE CESARE CAPOCASA

“Ieri mattina abbiamo avuto questa evasione dall’Ospedale di Sanremo da parte di questo cittadino marocchino. Un soggetto particolarmente pericoloso che è arrivato in Italia a 17 anni, nel 2010, per un ricongiungimento familiare con il papà a Genova. Si mette subito in evidenza per varie condotte di illegalità. Evidenza un’indole non inclina a conformarsi al tessuto sociale del nostro Paese. Comincia una escalation di condotte molto negative, reati che commette in continuazione, fino ad arrivare al 2013 con un tentato omicidio, con un machete, nei confronti di quattro italiani nel corso di una rapina. Fatto per il quale viene arrestato. Aveva un fine pena nel 2030. 

Quello che intendo sottolineare con la presenza della Polizia Stradale e della Polizia Penitenziaria è la risposta dello Stato. Una risposta efficace ed efficiente con un’azione sinergica partita subito con tutte le forze di polizia protagoniste, attraverso un controllo del territorio, un’attività di intelligence, informativa, investigativa. Abbiamo lavorato per verificare la presenza di eventuali supporti logitistici che il soggetto poteva avere sul territorio di Imperia, che avrebbe potuto consentirgli inizialemente la fuga e un riparo sicuro. C’erano tante pattuglie in borghese per l’attività investigativa. È stata attivata anche la polizia di frontiera per evitare un passaggio su Ventimiglia, così come la Polizia di Stato, la Polizia Ferroviaria e i Carabinieri. Una sinergia che ha portato a un importante risultato. La Polizia Stradale è stata l’artefice di questo arresto, ma si è mosso un ingranaggio molto completo che ha lavorato con grande collaborazione e con quella rete che è la condizione indispensabile. E’ la risposta di uno Stato”.

“Atteggiamo sospetto. Camminava sul marciapiede e il sospetto era che aveva le mani davanti al volto, coperto da una felpa. Siamo scesi dalla macchina e si è dato alla fuga. Lo abbiamo rincorso fino all’entrata di Portosole. Quando l’abbiamo fermato non ha opposto resistenza. Ha detto che era uscito per fare un giro”.

“Siamo impegnati costantemente nel controllo del territorio. Le nostre pattuglie sono quotidianamente impegnate anche nel controllo delle persone. L’attenzione in questa situazione particolare era molto elevata in quanto la nota di questo sospetto era stata diramata fin dalle prime ore del mattino. Conseguentemente tutti erano molto attenti per un eventuale avvistamento. Fortunatamente non ci sono state conseguenze e gli operatori sono riusciti dopo un breve inseguimento a fermarlo e a portarlo in caserma”.

“Si tratta di un soggetto particolarmente pericoloso e violento, quindi la pattuglia ha avuto oltre lo spirito di attenzione anche il sangue freddo di scendere subito dall’auto e intimare l’alt all’evaso per poi raggiungerlo nello spazio di 400 metri per fermarlo. Non dimentichiamo che si trattava di un soggetto che si erano reso protagonista di una rapina molto violenta, a seguito della quale era stato arresto per tentato omicidio”.

“Una riflessione è d’obbligo. Analizzeremo questo episodio. Di queste operazioni ne svolgiamo quotidianamente e vanno sempre a buon fine perché il personale sa lavorare e sa quali rischi si corrono ogni giorno. Non sarà questo episodio a farci perdere la fiducia nel nostro personale. C’erano quattro detenuti che dovevano essere sottoposti a un esame dentro l’Ospedale. Due detenuti sono entrati per sottoporsi e agli esami, mentre altri due sono rimasti fuori. Appena finto l’esame c’era il cambio. In quel momento c’è stato questo scatto di questo ragazzo, che ha scalciato il personale, si è divincolato e si è arrampicato su una rete. E’ riuscito poi a far perdere le proprie tracce, seppur per poco tempo. La Polizia Penitenziaria ha partecipato alle ricerche dell’evaso con circa 100 uomini. Il nostro nucleo operativo centrale ha coordinato gli uomini sul territorio, anche grazie all’operato dell Commissario Orlandi, del Comandante Zagarella dell’Ispettore Streva. A tutti loro va il nostro ringraziamento. 

La prima cosa che abbiamo fatto è visionare i nostri fascicoli per segnalare i contatti del detenuto, i familiari. Sembra però sia stato proprio un colpo di testa del momento, se non sarebbe stato trovato già in serata, ancora ammanettato”.

LA CONFERENZA STAMPA



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