Cultura e manifestazioni, Home — 23 maggio 2018 alle 12:06

IMPERIA: OLTRE 400 BAMBINI FOTOGRAFATI DA SETTIMIO BENEDUSI PER LE VELE D’EPOCA 2018:”LORO SONO IL FUTURO DELLA NOSTRA CITTÀ”/FOTO E VIDEO

Il fotografo imperiese di fama internazionale Settimio Benedusi è alle prese con un nuovo progetto che lascerà sicuramente a bocca aperta tutti i concittadini.

di Gaia Ammirati

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Decine di classi, 450 studenti e una macchina fotografica. Il fotografo imperiese di fama internazionale Settimio Benedusi è alle prese con un nuovo progetto che lascerà sicuramente a bocca aperta tutti i concittadini.

Il progetto di Settimio Benedusi per le Vele d’Epoca 2018

L’occasione questa volta è la manifestazione “Vele d’Epoca“, in programma dal 5 al 9 Settembre in Calata Anselmi. Benedusi, insieme ad Assonautica, ha deciso di omaggiare la città coinvolgendo il futuro degli imperiesi, ossia i più piccoli.

Da qualche giorno, quindi, il fotografo è quindi all’opera  all’Istituto Comprensivo Mario Novaro, in particolare presso le sedi di Largo Ghiglia e Piazza Calvi, coinvolgendo i piccoli studenti di tutte le classi.

Settimio Benedusi

“Siamo molto in anticipo per le Vele d’Epoca del settembre 2018. Con Assonautica abbiamo pensato di fare questo progetto, che mi sta piacendo tantissimo. Una specie di censimento del futuro di Imperia.

Sto facendo dei ritratti a tutti, le bambine ei bambini di questa scuola elementare, sono più di 400 ed è bellissimo, meraviglioso.

Non posso dire ancora molto perchè deve essere un po’ segreto, quando verrà fatto vedere vorrei che fosse una sorpresa, però diciamo che programmaticamente mi piace il fatto che attraverso il mio linguaggio, la fotografia, si possa capire quale sia il futuro di questa città, di questa società, che a vedere da questi ragazzini onestamente è un futuro bellissimo.

Vedere queste classi multietniche è bellissimo. Vedi queste classi dove ci sono il bambino turco, il bambino di colore, il bambino ligure, che si abbracciano e sono amici.

È stato bellissimo vedere delle classi in cui ci sono dei bambini con dei problemi che però convivono con gli altri. Questa comunità che porta avanti in maniera semplice, spontanea, sincera, trasmette un senso di comunità e di fratellanza, penso che sia un insegnamento importante. Spero che passerà questa cosa.

I bambini reagiscono molto bene al set fotografico, mi sembra che si divertano, che sia un gioco. Quando veniva il fotografo a fare la foto di scuola, forse tutti lo ricordano come un momento importante ed infatti lo è. Storicizza un momento, tutti noi da qualche parte a casa abbiamo quella foto di classe che ci piace guardare.

Forse anche loro in maniera più istintiva vivono questo momento come un momento importante che in qualche modo in maniera lo è”.

 
 
 
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