CRISI COLUSSI: 117 ESUBERI A FOSSANO, LE PAURE DELL’IMPERIESE ELIO ANFOSSO, EX OPERAIO AGNESI:”UN’ALTRA BATOSTA. STO FINENDO IL TRASLOCO, MIA MOGLIE E MIA FIGLIA…”/L’INTERVISTA

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E’ notizia di martedì 5 giugno, l’esubero occupazionale di 117 persone (su 180 dipendenti complessivi) dallo stabilimento piemontese.

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Come annunciato nei giorni scorsi, la crisi del noto gruppo Colussi, proprietario del marchio Agnesi, dopo la chiusura dello storico pastificio di via Schiva a Imperia, nel dicembre del 2016, sta portando le conseguenze anche a Fossano.

L’annuncio dei 117 esuberi allo stabilimento di Fossano

E’ notizia di martedì 5 giugno, l’esubero occupazionale di 117 persone (su 180 dipendenti complessivi) dallo stabilimento piemontese.

Nel corso di un incontro presso Confindustria Cuneo, il gruppo Colussi ha annunciato il trasferimento dell’intera produzione delle fette biscottate da Fossano allo stabilimento di Petrignano. Esuberi che, dunque, non interessano da vicino il settore di produzione della pasta dove sono impiegati coloro che hanno perso il lavoro all’Agnesi di Imperia. Di fatto, però, si tratta di una decisione che sembra certificare una crisi aziendale già nota da tempo.

Tra i 180 dipendenti, c’è anche il 54enne imperiese Elio Anfosso, trasferito a Fossano 2 anni fa, a seguito della chiusura del pastificio cittadino, con i relativi sacrifici che questa scelta ha comportato. Il timore di un altro esubero, quindi, è tornato a riaffacciarsi inesorabilmente.

L’intervista a Elio Anfosso

Com’è la situazione a Fossano? Potrebbe essere coinvolto anche lei negli esuberi?

“Io sono uno di quelli che hanno accettato il trasferimento in quel di Fossano. Sono un membro della Rsu-Cisl dello stabilimento e la faccenda degli esuberi con questo gruppo sono sempre un mistero, ne abbiamo già avuto un’esperienza con la chiusura del reparto mulino giù a Imperia, dove in effetti alla fine di tutto è stato messo fuori un solo operaio di quel reparto, prendendo i rimanenti esuberi negli altri. Quindi possiamo dire di essere tutti in gioco. Solo dopo il prossimo incontro il 13 giugno forse inizieremo a saperne qualcosa di più”.

Un’altra batosta, quindi.

“Non abbiamo ancora assorbito il colpo della chiusura di Imperia che già ci troviamo in una situazione analoga. Non fa piacere di certo, speravamo fosse finita, invece si ricomincia. Il clima in fabbrica è di tensione, come si può ben immaginare. Abbiamo firmato in Confindustria Perugia con l’azienda meno di un mese fa (il 18 maggio ) un integrativo di gruppo dove in un punto veniva chiesto di specificare le produzioni dei vari siti. A Fossano si specifica “pasta e prodotti da forno (fette biscottate)”. Il giorno 5 siamo stati convocati come Rsu unitamente ai nostri rappresentanti nazionali in confindustria Cuneo per questa comunicazione”.

I motivi di questa possibile riduzione di personale?

“L’azienda vorrebbe trasferire l’intera produzione di fette biscottate nel sito di Petrignano. Sito che è uscito da pochi mesi da una situazione analoga, con esuberi”.

I sindacati sono ottimisti?

“Mentre stavamo trattando l’integrativo si parlava di spostamenti di produzione da Fossano a Petrignano e viceversa, infatti noi stavamo ragionando su quali quantità potessimo perderci rispetto alle attuali, ma così è assurdo.
L’azienda si è resa disponibile a contrattare. Vedremo mercoledì cosa uscirà fuori dall’incontro”.

Se le chiedessero di trasferirsi a Petrignano?

“Il prossimo 31 luglio farò l’ultimo trasloco da Imperia a qui portando su moglie e figlia. Non ci penso minimamente. È stata già dura alla mia età abituarmi a vivere da solo a 150 km da casa. Ormai io e la mia famiglia abbiamo deciso di trasferirci qui (io da ottobre ho la residenza qui). Piuttosto cercherei altro qui in zona.

Mia moglie è casalinga e mia figlia, 21enne, darà gli ultimi due esami all’università a Imperia entro luglio”.

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