Elezioni comunali 2018, Home — 14 giugno 2018 alle 13:27

ELEZIONI IMPERIA 2018: DE BONIS A RUOTA LIBERA DOPO LE DIMISSIONI. “IL PD DEVE RIPARTIRE A SINISTRA, AL BALLOTTAGGIO VOTERÒ…”

A margine della conferenza stampa in cui sono state annunciate le dimissioni, De Bonis ha risposto alle domande dei giornalisti presenti esprimendo le sue posizioni riguardo il ballottaggio e le scelte del Pd nel corso dell’ultima amministrazione.

di Redazione

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A seguito del crollo del consenso del Partito Democratico al primo turno delle elezioni amministrative a Imperia 2018, che ha visto il candidato Sindaco del centrosinistra Guido Abbo rimanere fuori dal ballottaggio (la sfida sarà tra Luca Lanteri e Claudio Scajola), il segretario cittadino del PD Antonio De Bonis ha rassegnato le proprie dimissioni.

A margine della conferenza stampa in cui è stata annunciata la sua decisione, De Bonis ha risposto alle domande dei giornalisti presenti esprimendo le sue posizioni riguardo il ballottaggio e le scelte del Pd nel corso dell’ultima amministrazione.

La sua posizione al ballottaggio?

“Guido Abbo ha chiesto oggi alle 18.30 un incontro con la coalizione per vedere se si riesce ad esprimere una posizione univoca. La mia posizione personale: riconfermo che sono le due facce della stessa medaglia. Decine di esempi per dimostrarlo. Scontro familiare. Io andrò a votare perché ritengo sia un diritto e dovere. Non condivido nessuno dei due candidati, rispetto il giudizio degli elettori. Non esprimerò nessuna preferenza su nessuno dei due”.

Quale risultato si aspettava?

“Ci rendevamo conto delle difficoltà. Partendo dal risultato delle politiche al 17%. Pensavamo da 15-12%, siamo andati di sotto del 10%, ben al di sotto delle aspettative. Non ci aspettavamo un crollo così drastico dei 5 stelle e che il voto di protesta potesse andare a Scajola. È riuscito a fare un miracolo, presentandosi come il nuovo. Tutti i partiti tradizionali sono andati giù”.

I voti del PD sono andati a Claudio Scajola?

“I voti del Pd a Scjaola? Non sono andati a sinistra, non sono andati al Pd, il voto di protesta è andato a Scajola. La memoria storica in questa città difetta abbastanza. Ci sono state tante liste civiche “finte”, con riferimenti politici di 10 anni precedenti. Pensavamo a una percentuale del 70% di votanti”.

Non dovrebbe esserci anche Pietro Mannoni a fianco a lei?

“Mannoni, che io ringrazio, ha fatto una candidatura di servizio alle politiche in una posizione impossibile. Quando abbiamo chiuso la lista, abbiamo lavorato per la formazione della lista, è stato chiesto a Mannoni di dare la disponibilità di servizio a candidarsi e lui l’ha data in maniera generosa anche se non moriva dalla voglia. Dare la responsabilità a lui non credo sia giusto, è stato generoso sia per le politiche sia per le comunali.

Lui è segretario provinciale da 4 anni, è di Imperia. Non è arrivato tra i primi due? Non è più il tempo in cui il partito metteva un segretario provinciale e tutti votavano il capolista, questo non esiste più da 20 anni, lo dimostra la crisi dei partiti. Ormai da 20 anni, ognuno corre per conto suo. I partiti non sono più in grado da oltre 20 anni di dire questo è il segretario provinciale e bisogna concentrare i voti su di lui. Non esiste più questa realtà”.

Vi siete pentiti della scelta di uscire dalla giunta?

“I membri della lista Capacci si erano sfaldati. Ora li troviamo un po’ da una parte un po’ dall’altra. Nello scorso congresso cittadino, non essendoci più di fatto la maggioranza in comune, c’era chi andava in altre riunioni parlando male dell’amministrazione facendo gli assessori. Abbiamo deciso di ritirare la delegazione. Dopo il congresso sono diventato segretario e abbiamo limato questo posizione: proviamo a fare un programma di fine legislatura. Noi del Pd ci siamo e arriviamo alla fine, ognuno poi farà le sue scelte. Il sindaco si era preso questo impegno, sono passati mesi ma questa cosa non è mai successo.

Poi c’è stato il problema dell’acqua. Il comune aveva deciso a marzo di entrare in Rivieracqua, a novembre abbiamo saputo che non è stato fatto il versamento, dicendo che è stata una dimenticanza del dirigente. Il sindaco decide di far chiedere il fallimento di Rivieracqua senza nemmeno confrontarsi con la maggioranza. Questa è stata la goccia insieme all’accordo di programma. Parlo per me. Io avrei rifatto le stesse identiche cose, perché il partito riteneva che non si potesse fare un’altra avventura con Capacci.

Abbiamo chiesto la disponibilità di Abbo perché non abbiamo avuto problemi né di dialogo né di confronto. Abbo non è come Capacci. Lo abbiamo conosciuto in questi 5 anni e sarebbe stato un ottimo sindaco”.

Pensate di tornare verso la sinistra?

“Due mesi fa ho fatto un’apertura alla nostra sinistra dicendo che l’alleanza del Pd era con la nostra sinistra che alle politiche si erano dichiarati la sinistra di governo. L’ho fatto pubblicamente, non ho avuto risposta, anzi ci sono state divisioni al loro interno. Il partito deve ricominciare dai suoi valori fondamentali? Dalle regionali in poi sono schierato con la linea di partito non renziana, ma di Orlando, che cerca di valorizzare un rapporto a sinistra, ritenendo che il voto al centro ha funzionato solo una volta alle europee e poi è stato un disastro assoluto. La condivido in pieno, da almeno 4 anni”.

Ecco la diretta:

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