Elezioni comunali 2018, Home — 22 giugno 2018 alle 10:57

ELEZIONI 2018: IL DIBATTITO DI IMPERIAPOST. SCAJOLA E LE DOMANDE “SCOMODE”. “LA BATTUTA SU PAPERINO? OGGI NON LA FAREI PIÙ. CARLI E ISNARDI…”

Oltre a domande su programmi e impegni per risollevare la città, i due candidati sono stati messi alla prova anche con “domande scomode” che contraddistinguono da sempre il nostro giornale.

di Redazione

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Si è svolto ieri sera il dibattito, presso il Bacan in via Vieusseux, che ha messo a confronto i candidati sindaco Claudio Scajola e Luca Lanteri, in vista del ballottaggio che si svolgerà domenica 24 giugno e che deciderà il nuovo sindaco di Imperia.

Oltre a domande su programmi e impegni per risollevare la città, i due candidati sono stati messi alla prova anche con “domande scomode” che contraddistinguono da sempre il nostro giornale.

Ecco quelle rivolte a Claudio Scajola.

La battuta su “Paperino”

All’ex ministro è stato chiesto di fare chiarezza sulle dichiarazioni rilasciate in relazione alla questione porto durante l’intervista “Off the Report” del maggio 2012. Alla domanda sugli incarichi assegnati a persone a lei vicine politicamente, rispose: “Parecchi ne ho messi, un po’ dappertutto”. E alla domanda: “È vero che se lo avesse proposto, sarebbe stato eletto anche Paperino?”, rispose:“Sì, l’ha saputo anche lei girando no? Anche Paperina, chiunque”.

“Potrei dire che il tempo aiuta a diventare più saggi e ad avere più prudenza in quello che si dice – ha risposto Scajola ieri - Il mio difetto più grande è la schiettezza, per taluni è una virtù. Quando ho fatto la battuta di “paperino” a Strescino, ho detto in maniera succinta una verità perché nelle condizioni di allora, qualunque fosse stato il candidato di centrodestra anche sconosciuto avrebbe vinto. Era una verità non era un’offesa per nessuno, era una constatazione oggettiva.

Oggi forse non lo direi più, ma il concetto rimane. Anche perché la storia da allora a oggi, la mia personale, è cambiata e anche la storia della politica nazionale. Allora quando si parlava di questo c’era un centrodestra e un centrosinistra, oggi non ci sono più. Quello che ho visto prima poi è avvenuto, nel governo non c’è il centrodestra, ma l’alleanza tra due forze che in campagna elettorale sono stati acerrimi nemici. È la prova che non c’è più il centrodestra e sta nascendo un populismo demagogico molto forte e preoccupante, credo molto al grande sociologo Bauman che dice: “Quando i tempi sono difficili bisogna scegliere la comunità”. Per questo ho scelto una linea civica aperta a tutti contro nessuna, e non una coalizione di centrodestra”.

Questione Porto Turistico

“Questa vicenda ha portato dei danni alla città. Siccome sono abituato a vedere il mezzo bicchiere pieno e a prendermi le mie responsabilità, io sono forse il maggior protagonista della scelta del porto turistico a Imperia, già dal 1991, quando altri sostenevano un futuro diverso per la città. Si partì allora una città che metteva insieme Comune e imprenditori privati. Quando si è riusciti ad avere tutte le autorizzazioni per partire, non si trovava chi costruiva. Ho cercato i verbali e ho trovato l’interrogatorio fatto da Luca Lanteri sul porto di Imperia e dice: “Bisognava cercare chi lo facesse, si è provato con “Italia Navigando”, con “Sviluppo Italia”, con soggetti privati, con Gavio e Vitelli, imprenditori importanti. Caltagirone? La scelta del gruppo imprenditoriale facendo capo a Francesco Bellavista Caltagirone è stata determinata dal gruppo degli imprenditori privati che all’epoca deteneva la maggioranza del Porto di Imperia Spa”.

Nella carta dell’inchiesta “Nel 2005 Beatrice Cozzi Parodi, imprenditrice del gruppo Parodi, segnala che Caltagirone era disponibile a occuparsi del porto di Imperia. Non demonizzo nessuno e neanche Caltagirone che è stato anche assolto. Noi ci siamo trovati con un guaio, un porto incompiuto da finire, ora lo dobbiamo finire, guardiamo il futuro e facciamo ripartire il porto di Imperia”.

La replica di Lanteri

“In una società di capitale le azioni si determinano sulla base del capitale. Quando ho conosciuto Caltagirone, presentato da Claudio Scajola, l’ho conosciuto nel 2003 quando ho fatto il giro in elicottero con Fiorani per vedere il porto turistico, la seconda volta nel 2005 a Roma presso il ministero dello sviluppo economico in via Veneto e mi è stato presentato, di nuovo da Scajola, come l’imprenditore che avrebbe realizzato il porto di Imperia. Rimango della mia stessa condizione, Caltagirone è arrivato a Imperia da Roma e ha fatto danni qui e sul porto di Fiumicino e anche Alitalia”.

La risposta di Scajola

“Mi fa piacere aver fatto chiarezza sulla vicenda. Ora dobbiamo ripartire. Quando sarò sindaco farò vedere con i droni l’area dell’italcementi, Agnesi, Odeon. Quando si prospettava a parole di farci qualcosa di edilizio, noi l’abbiamo subito stroncato. Dobbiamo fare ripartire il porto. Questa città ha bisogno di unità”.

Rapporti con Marco Scajola, con le famiglie Isnardi e Carli

Forse queste due famiglie non le appoggiano più come una volta? È cambiato il rapporto?

“In una campagna elettorale di tanti anni fa, una nostra brava concittadina Carla Nattero disse che la mia campagna elettorale fosse per una città per pochi. LeU ha ripreso questo slogan 20 anni dopo per la campagna elettorale delle politiche. Il rapporto con Gianfranco Carli e Pietro Isnardi è un rapporto fraterno che nessuno incrinerà mai. Diverse vicende anche a livello di inchieste ci hanno momentaneamente resi meno frequentati. Mi pare che in questa campagna elettorale uno non si è impegnato, l’altro ha fatto una presenza diversa. Per quanto riguarda come voteranno, io ho una mia idea, ma sono sentimenti di amicizia.

In riferimento a mio nipote, non rispondo volentieri. Anzi, non rispondo, perché per me è una profonda delusione”.

Ecco la diretta:

 
 
 
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