Cronaca, Home — 6 luglio 2018 alle 13:45

IMPERIA: LA MORTE DI REBECCA BOYLE, PARLA UN MEMBRO DELL’EQUIPAGGIO. “BEVEVA VODKA GIÀ DALLE 19, L’HO ACCOMPAGNATA IO SULLA PASSERELLA DELLO YACHT”

Il quotidiano inglese “The Sun” ha intervistato un membro dell’equipaggio dello yacht “Dynamic”, ormeggiato a fianco a quello dove è stata trovata la 33enne senza vita.

di Redazione

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“L’ho vista intorno alle 19 mentre beveva della vodka direttamente dalla bottiglia, insieme a un suo collega”. Inizia così il racconto di Jonty Brits, un membro dell’equipaggio dello yacht “Dynamic”, ormeggiato a fianco allo YachtLa Polonia” dove lavorava Rebecca Boyle, la 33enne inglese trovata senza vita nella sua cabina la mattina di mercoledì 4 luglio.

Il giovane, intervistato dal quotidiano inglese “The Sun” ha raccontato di essere stato lui ad aver accompagnato Rebecca fino alla passerella del suo yacht, intorno a mezzanotte, viste le precarie condizioni psico-fisiche della ragazza.

Ecco il racconto

“Posso dirvi precisamente cosa è successo perché ero l’unico sobrioracconta Jonty Brits a The Sun – La Polizia mi ha detto che la mia storia è completamente sostenuta dai filmati di cui sono in possesso.

L’ho vista per la prima volta intorno alle 19 seduta su una panchina accanto alla mia barca, vicino al suo yacht. Era con un compagno del suo equipaggio. Stavano bevendo vodka direttamente dalla bottiglia e parlavano a volume abbastanza alto.

Li ho lasciati lì per andare a vedere la partita dell’Inghilterra ai Mondiali alle Grotte, un bar vicino alla banchina. È uno dei preferiti di tutti gli equipaggi. Non ho visto lì Rebecca, ma era abbastanza affollato.

Dopodiché, ho invitato lei e il suo collega a unirsi a me e a un membro del mio equipaggio per andare nella Jacuzzi sul nostro ponte. Lei ha detto qualcosa riguardo a un grande risultato per l’Inghilterra, ma non aveva molto senso.

Stava ancora bevendo la vodka, ma a quel punto riusciva solo a sorseggiarne un po’. Ho dovuto aiutarla a scendere dal ponte quando se n’è andata verso mezzanotte.

Il suo collega è rimasto indietro. Ho fatto scendere lei dalla barca e l’ho aiutata a salire sulla passerella. Non sono potuto andare dentro con lei perché era la barca era privata.

Rebecca era molto instabile. L’ultima volta che l’ho vista è stata quando è entrata dalla porta sulla barca. È tutto molto triste quello che è successo”.

I filmati delle telecamere

Il racconto di Jonty Brits sembra confermato dai filmati delle telecamere della zona, visionati dalla Capitaneria di Porto, in cui si intravede la 33enne in bikini che viene accompagnata alla passerella del suo yacht da un membro dell’equipaggio dell’imbarcazione “Dynamic”.

Dopodiché, la ragazza sale da sola sulla passerella, barcollando visibilmente, rischiando di cadere, raggiungendo la barca. Rebecca prosegue quindi verso la porta, sempre in equilibrio precario, attraverso un corridoio, per poi andare sotto coperta, dove si trova la sua cabina, lontana da quelle del resto dell’equipaggio. A quel punto la 33enne esce fuori dall‘inquadratura delle telecamere. Poco dopo, cadrà dalla scala a chiocciola che conduce alla sua cabina, procurandosi la frattura dell’osso del collo, risultatale fatale.

L’inchiesta della Procura

Per far luce sulla morte della 33enne inglese, la Procura della Repubblica di Imperia ha aperto un’inchiesta, disponendo l‘autopsia e gli esami tossicologici sul corpo della giovane. Dall’autopsia, i cui risultati sono arrivati questa mattina, è emerso che la morte sarebbe dovuta a una caduta accidentale.

L’avvocato dei proprietari dell’imbarcazione dove è stata trovata Rebecca senza vita, Matteo Andracco, ha affermato che l‘ingegnere capo della barca ha sentito la sveglia della 33enne suonare intorno alle 6.30 del mattino. Non vedendola arrivare, quindi, è andato nella sua cabina e l’ha trovata immobile e così hanno chiamato l’ambulanza. La stanza di Rebecca era su due livelli, uno inferiore con il letto e uno superiore con il bagno. Con ogni probabilità, Rebecca è caduta tra i due livelli.

Ph: David Barnes