DRAMMA SOCIALE A IMPERIA: SALMA DI UN’ANZIANA RIMANE PER 3 MESI NELLA CELLA FRIGO DELL’OBITORIO. “NON C’ERANO I SOLDI PER IL FUNERALE”/LA STORIA

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Morta il 3 maggio, per tre mesi il suo cadavere è rimasto nelle celle frigorifere dell’obitorio
dell’Ospedale di Imperia. I funerali, infatti, si sono celebrati solo lo scorso 21 agosto

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Morta il 3 maggio, per tre mesi il suo cadavere è rimasto nelle celle frigorifere dell’obitorio dell’Ospedale di Imperia. I funerali, infatti, si sono celebrati solo lo scorso 21 agosto. Protagonista di questa vicenda ai limiti dell’assurdo una donna di 81 anni, Franca Volpe. A denunciare l’episodio Maria Patrizia Pugni che, negli ultimi anni, era stata molto vicino a Franca tramite il servizio comunale di “Buon Vicinato”.

La morte il 3 maggio

Franca Volpe, che vive a Cervo, da sola, seguita dai servizi sociali, si reca in Ospedale a Imperia con la propria auto, una vecchia ‘6000, per una visita. Viene trattenuta e ricoverata. Pochi giorni dopo muore, all’età di 81 anni.

No ai funerali di povertà, inizia la lunga odissea

La legge prevede che, per i soggetti seguiti dai servizi sociali, sia il Comune dove è avvenuto il decesso ad occuparsi dei funerali. La lunga odissea di Franca Volpe inizia quando il Comune di Imperia non concede il funerale di povertà (rito gratuito, a spese del Comune).

“Franca era sola – racconta con amarezza Maria Patrizia Pugni – la seguivo da 10 anni. Per me è stata come una seconda mamma. Aveva una pensione da circa 700 euro e un’auto, una vecchia ‘600. Tanto è bastato, però, al Comune di Imperia per non concedere il funerale di povertà. Come se una pensione da 700 euro e una vecchia utilitaria ne facessero una donna benestante. Franca faceva fatica ad arrivare alla fine del mese. Aveva gravi problemi di salute e parte dei soldi li impiegava in medicine. Da quel momento in poi è iniziato un infinito rimbalzo di responsabilità a seguito del quale la salma di Franca è rimasta per oltre tre mesi nella cella frigo dell’obitorio. Una vergogna inaccettabile. Mi vengono i brividi solo a pensarci”.

“Il problema è che, non essendo stato concesso il funerale di povertà – prosegue Maria Patrizia – non c’erano i soldi per organizzare un funerale. Il Tribunale, su richiesta dei servizi sociali del Comune di Cervo, ci ha messo quasi due mesi per nominare un curatore dell’eredità giacente (avvocato Elena Pezzetta, ndr). Il legale, una persona squisita, appena nominato (3 luglio, ndr) si è dato da fare pergarantire una degna sepoltura a Franca”.

Il funerale senza prete

“Io ho partecipato al funerale di Franca, che poi non è stato altro che una tumulazione – conclude amaramente Maria Patrizia Pugni – e sono rimasta davvero mortificata dal fatto che non ci fosse neanche un prete per la benedizione. Franca era cattolica e ci teneva tanto. Il Comune di Imperia avrebbe potuto anche farsen carico. La legge italiana fa schifo, questa è la verità. Quando non hai i soldi non sei nessuno. Dov’è la legge quando ci sono da aiutare persone che non riescono ad andare avanti?”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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