IMPERIA: APPALTO RIFIUTI, L’AMMINISTRAZIONE SCAJOLA APRE AI PRIVATI PER L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO, DURE CRITICHE DELLA MINORANZA/ LA DISCUSSIONE

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L’amministrazione Scajola apre ai privati per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.

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L’amministrazione Scajola apre ai privati per la gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Ieri sera, con 19 voti a favore (per la maggioranza mancava solo il consigliere Luca Falciola, ndr) e 10 contrari (assenti Guido Abbo ed Enrica Chiarini) il consiglio comunale ha approvato la revoca delle delibere di indirizzo che prevedevano l’affidamento del servizio ad un soggetto pubblico “in house” confermando così la scelta di affidare, attraverso ordinanza sindacale della durata di un anno, l’appalto alla Teknoservice con un nuovo capitolato che prevede l’attivazione della raccolta con il metodo “porta a porta” dal 1° febbraio del 2019. 

Il sindaco Claudio scajola

“Nel periodo precedente sono state fatte ordinanze che hanno creato un contenzioso. Il Tar ha riconosciuto che il Comune deve pagare come parte in torto. L’amministrazione precedente ha espresso un indirizzo di gestione in house, poi ha nominato una commissione che valutasse questi aspetti, che non ha prodotto nessun risultato. Poi l’indirizzo è diventato quello di avere come partner Amaie e di dare il nostro servizio con in house non più gestito dentro il comune ma dentro Amaie. Il nostro atto è l’atto conseguente obbligatorio che dobbiamo fare di fronte all’urgenza di provvedere senza alcun rischio. La revoca dell’ordinanza ha risolto diversi problemi. Bisogna indire una gara.

Nel periodo transitorio per evitare penali, abbiamo fatto partire l’iter per il porta a porta che è periodo lunghissimo e complesso. Potrà partecipare alla gara chiunque, anche Amaie. Se avessi fatto un’ordinanza dopo 3 giorni da sindaco per prorogare un servizio sarebbe stato scorretto e illegittimo, perché quell’ordinanza è già stata oggetto del Tar a cui il Comune è stato dato torto. Abbiamo messo insieme a tempo record in 41 giorni una strategia che ci permette entro un anno di poter avere un vincitore di gara e non avere più le multe sostanziose per il mancato raggiungimento della raccolta differenziato. Senza il porta a porta il 65 % non si raggiunge. La revoca delle due deliberazioni (che non hanno prodotto niente a distanza di 2 anni e mezzo) è un atto necessario, poiché dicono l’opposto dell’ordinanza che per la gara per il porta a porta e non in house. Inoltre la cifra della gara è anche inferiore alla proposta di Amaie”.

Roberto Saluzzo – Imperia di Tutti

“Fino a poco tempo fa l‘amministrazione era per l’in house. Siamo profondamente contrari a cambiare rotta. Siamo stati promotori della strategia rifiuti zero. Uno dei motivi principali che ci preoccupa è che il capitolato è bloccato. Facendo la gara, il contratto è quello ed è bloccato. Se invece la gestione è in house il contratto si può modificare.

Luca Lanteri – Progetto Imperia

“La nostra idea era chiara in campagna elettorale per la gestione dei rifiuti: doveva essere gestita in house con capitale interamente pubblico, porta a porta ragionato. In 3 mesi si poteva risolvere il problema. Tanti problemi emergono dopo”.

Maria Nella Ponte – M5S

“C’è stata una “vacanza contrattuale” dal 1 luglio 2018 al 10 agosto 2018, problema sanato solo con l’ordinanza emessa dal sindaco Scajola. Volevo prendere visione dell’ordinanza il 17 agosto, la risposta del sindaco era del 21 agosto, nella sua lettera riporta cose non veritiere, perché mi invita a consultare l’ordinanza sull’albo pretorio online che invece viene pubblicata solo il 24 di agosto. Tutto questo mina ciò che lei espone, soprattutto nella fiducia. Ho inviato tramite email pec dell’Anac, per avere risposte certe in merito alla legittimità dell’ordinanza da lei emessa”.

Fabrizio Risso – PD

“Sono stati sollevati dei dubbi sulla legittimità dell’ordinanza. C’è un cambio di indirizzo politico che non è marginale. L’amministrazione ha avuto un percorso lungo e tormentato. Non è vero che non è stato fatto nulla, sono state fatte delle scelte”.

Davide La Monica – Vinci Imperia

“L’affidamento in house credo sia il migliore perché credo garantisca il miglior servizio, perché il pubblico ha come obiettivo una città pulita e ordinata, mentre un privato ha solo scopo di lucro. abbiamo avuto l’esempio di teknoservice che ha fatto sprofondare la città”.

Claudio Scajola

“È materia complicata quella dei rifiuti, per l’oggetto e per le procedure. Ho ascoltato tutti. Ho fatto le mie valutazioni. Ho ascoltato interventi costruttivi e altri che ignorano la tematica e i problemi di carattere giuridico che ci sono. Sul tema dei rifiuti non avevo un’esperienza particolare se non generica. In campagna elettorale non ho parlato del tipo di gestione. La presentazione del mio programma, su questo tema non si pronunciava. Rispondendo alle domande su questo tema ho sempre detto che sui temi di cui non ho assoluta conoscenza: conoscere per deliberare. Poi mi sono trovato eletto sindaco il 26 di giugno. Avevo di fronte una scadenza dell’ordinanza del servizio a teknoservice 4 giorni dopo. Avevo 2 scelte: o proseguire l’ordinanza, ma non ne ero convito, oppure no. Il Tar diceva: “Il raggiungimento degli obiettivi è stato impedito dalle carenze strutturali del sistema della raccolta di rifiuti, cui la stessa amministrazione non ha tentato di porre rimedio”. A causa delle ordinanze di Capacci ci sono penali e contenziosi da 2 milioni di euro. Con la nuova ordinanza, già dal primo marzo 2018, le penali che ci fossero sono a carico della Teknoservice. Le sentenze uscite non danno colpa del servizio alla Teknoservice, ma condannano il Comune. Abbiamo voluto verificare la società, è nella White List del governo. Abbiamo verificato pareri legali. Non si poteva fare un’ordinanza per 2 mesi, perché erano illegittime. Non sono state siglate quelle ordinanze. Questa invece è stata siglata dal segretario generale e dal dirigente del servizio perché diciamo al Tar che cambiamo il metodo, perché con il porta a porta si raggiunge l’obiettivo.

C’era il problema della gara. Non mi sentivo di firmare un’ordinanza senza prospettiva. Mi sono assunto la responsabilità. Hanno lavorato gli uffici e i consulenti per mettere insieme un’ordinanza e un capitolato di obblighi che permettesse un servizio migliore e non raggiungere una quota differenziata impossibile da raggiungere. C’era un’altra possibilità. Invece di fare l’ordinanza, mollare tutto ad Amaie. Io ho parlato con Sanremo, ma Amaie avrebbe dovuto tirare fuori 1 milione e 300 mila euro per le attrezzature. Non aveva la potenzialità. Ci vogliono gli impianti e il tempo. Abbiamo fatto una proroga che permettesse di far partire una gara che partirà a giorni e far partire il porta a porta, quindi il vincitore, il primo ottobre 2019 si troverà con un sistema che funziona.

Qualcuno parla di valutazione politica, non se ne può parlare neanche a livello nazionale, figuriamoci a livello comunale. Un ministro che si sveglia al mattino e dice nazionalizziamo le autostrade, mentre invece il governo non ha i soldi per la carta igienica. Mi sono assunto le responsabilità e sono convito di essermi comportato bene, con tutta l’esperienza che ho.

Se il sistema funzionerà si raggiungerà la percentuale del 65%. Queste pratiche porteranno nei fatti il bene di Imperia, non a parole”.

Maria Nella Ponte

“Il M5S non può che essere contrario all’annullamento delle determine. Vorrei mettere ordine a livello temporale. L’ordinanza era scaduta il 30 giugno, la sua ha data 11 di agosto. La sentenza del Tar è successiva, del 22 agosto, non essendo dotato di poteri paranormali non poteva sapere della sentenza. Ci sono condizioni economiche che aumentano di 180 mila euro per i 6 mesi di proroga a carico dei contribuenti imperiesi, per un servizio che non è porta a porta. L’investimento che dovrà fare Teknoservice lo paga la città, quindi le attrezzature restano ovviamente a Imperia perché le paghiamo profumatamente”.

Luca Lanteri

“C’erano i modi, tempi e mezzi di fare tutto ciò in house, perché era un problema di cui eravamo già a conoscenza. Confermo il voto nettamente contrario di Progetto Imperia”.

Votazioni

Revoca 1: favorevoli 19, contrari 10

Revoca 2: favorevoli 19, contrari 10

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