Cronaca, Home — 1 ottobre 2018 alle 17:28

UCCISO DA UN CACCIATORE, NATHAN LABOLANI AVEVA CON SE’ UN FUCILE. SI TINGE DI GIALLO LA TRAGEDIA DI APRICALE/L’INCHIESTA

Nathan Labolani, il 18enne morto domenica nei boschi di Apricale, raggiunto all’addome da un colpo di carabina sparato
da un cacciatore, secondo quanto ricostruito dalla Procura aveva con se un fucile nonostante non avesse il porto d’armi

di Redazione

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Nathan Labolani, il 18enne morto domenica scorsa nei boschi di Apricale, raggiunto all’addome da un colpo di carabina sparato da un cacciatore (29 anni, di Ventimiglia) impegnato in una battuta di caccia tra le squadre di Perinaldo e Camporosso regolarmente autorizzata, aveva con se un fucile da caccia calibro 12 e una cinquantina di munizioni, nonostante non avesse mai conseguito il porto d’armi.

Questa la clamorosa novità emersa nelle ultime ore nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura della Repubblica di Imperia sulla tragica morte del 18enne.

Le indagini

Gli investigatori sono al lavoro per verificare se il fucile (posto sotto sequestro) ritrovato vicino al corpo del 18enne fosse il suo come emerso dalle testimonianze raccolte dai Carabinieri. 

Varie le ipotesi formulate a seguito del ritrovamento del fucile. Il giovane stava a sua volta cacciando? Oppure faceva parte di una delle due squadre pur non avendo il porto d’armi? Tanti gli interrogativi ancora senza risposta.

Il 18enne, lo ricordiamo, è morto dopo essere stato raggiunto all’addome da un colpo di fucile sparato da un cacciatore che, secondo quanto ricostruito, lo avrebbe scambiato per un cinghiale. Il 18enne, nascosto dietro a un cespuglio, non avrebbe risposto al richiamo del cacciatore che, per questo motivo, avrebbe poi esploso il colpo di arma da fuoco.

Il cacciatore, un 29enne di Ventimiglia, resta indagato con l’accusa di omicidio colposo.