IMPERIA, CRISI RIVIERACQUA: SUMMIT TRA CDA E COMITATO TECNICO. “DEBITO DA 6 MILIONI DI EURO. DUE STRATEGIE POSSIBILI PER SALVARE LA SOCIETÀ”/FOTO E VIDEO

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A seguito di una riunione, sono stati illustrati alla stampa l’aggiornamento sull’iter di approvazione del bilancio 2017 di Rivieracqua e le linee operative per l’aggregazione dei gestori cessati (piano concordatario).

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Un debito di 6 milioni di euro. È questa la cifra confermata oggi durante la conferenza stampa presso la Sala Giunta della Provincia di Imperia alla presenza del Cda di Rivieracqua, il presidente Gianalberto Mangiante e la dott.ssa Sara Rodi, e del comitato tecnico (incaricato di valutare i conti dell’azienda per l’approvazione del bilancio), il cui presidente è il sindaco di Diano Marina Giacomo Chiappori.

A seguito di una riunione, sono stati illustrati alla stampa l’aggiornamento sull’iter di approvazione del bilancio 2017 di Rivieracqua e le linee operative per l’aggregazione dei gestori cessati (piano concordatario).

Giacomo Chiappori

“Abbiamo convocato il CDA per avere notizie reali e vere. Abbiamo sentito le valutazioni di un bilancio preoccupante.

Da distante è una montagna, ma come al solito bisogna avvicinarsi per arrivare in cima e risolvere il problema.

Questo è quello che vogliamo fare, siamo ottimisti anche nel momento difficile in cui ci troviamo. Si parla di 6 milioni di buco e non è una cosa semplice. Le prospettive sono quelle di risolvere con le entrate di tutti i soggetti della Provincia e quindi con tutti i soggetti ci sarà la tariffa unica e finalmente questa società potrà operare naturalmente con un controllo analogo fatto dai comuni, perchè nessuno ci riporti allo stato di oggi.

Vediamo anche nel futuro la struttura come si deve muovere. Hanno creato uno statuto che rallenta di molto le decisioni, ci sarà anche un riassetto statutario che ci metterà nelle condizioni di farla funzionare.

Sin tanto che non è chiusa la partita è sempre giusto dire ‘vediamo’, però è un ‘vediamo’ ottimistico e non pessimistico, vediamo il bicchiere mezzo pieno.

Amat e Amaie entreranno?

“Io credo di si , anche perchè parlando coi sindaci e sentendo come la pensano, siamo tutti dalla stessa parte. Il problema non siamo noi e non è la società. L’acqua costa niente perchè è una concessione, pompata costa quasi niente perchè è uno 0,15 e poi distribuita costa un po’ di più. Bisogna saperla distribuire e credo che sia un bene che debba essere fatto da una società in house da tutti i comuni, così che gli utili che potrebbe avere il soggetto privato vengono retribuiti in servizi alla gente. Credo che sia un’ottima soluzione, questo è un po’ il mio modo di pensare, ma ho visto che il comitato tecnico più o meno è d’accordo.

Adesso sentiremo tutti i sindaci in 6 puntate a partire da Ventimiglia e limitrofi, Sanremo, Imperia, Pieve di Teco e Diano Marina. È un lavorone che speriamo dia i risultati che noi auspichiamo.

Dovrà arrivare il momento che i soggetti che non sono ancora in Rivieracqua dovranno, ripeto dovranno, entrare”. 

Gianalberto Mangiante – Rivieracqua

“Vorrei esprimere una grande soddisfazione per l’incontro con il comitato tecnico.

Il comitato tecnico è un organo estremamente importante nella vita sociale e societaria di Rivieracqua, perchè è l’organismo attraverso il quale si realizza il controllo analogo da parte dei comuni.

Questo organismo deve esprimere un parere vincolante ai fini dell’approvazione del bilancio. Abbiamo dato tutte le delucidazioni che ci sono state chieste per quanto riguarda i criteri e i metodi per cui è stato predisposto questo bilancio, che ha un po’ rivisto, rinnovato e applicato nuovi criteri per quanto riguarda anche le movimentazioni dei bilanci precedenti, a partire dal 2012.

È stato un lavoro complicato, però il quadro fedele che ne esce adesso è che è stato posto all’attenzione dei soci consente loro di prendere le più opportune deliberazioni in ordine della sua approvazione prevista per il prossimo 31 di ottobre con l’assemblea dei soci.

Il bilancio espone una perdita di circa 6 milioni, evidentemente queste non solo perdite gestionali riferite all’anno 2017, ma fanno riferimento a tutta una serie concatenata di elementi negativi che risalgono sin dalla costituzione del 2012.

Di conseguenza questo è solo la stratificazione di tutti i risultati negativi conseguiti nel periodo”.

Quali opzioni ci sono al momento?

“Oggi sul tavolo abbiamo più opzioni. Ne abbiamo una immediatamente operativa che prevede un’integrazione dei soci SECOM e AMAIE, una soluzione che però non ci soddisfa eccessivamente, perché non consente ancora di traguardare la tanto auspicata tariffa unica d’ambito, che consente di osservare il principio di Full Cost Recovery, ovvero in cui tutti i costi per l’erogazione del servizio sono compresi nella tariffa e si vengono ad evitare tutte le disfunzioni, senza un’unitarietà operativa.

Una seconda e una terza opzione, poiché sono correlate, è quella di andare a prevedere l’integrazione di tutti i gestori cessati, con o senza il socio privato, che osta un affidamento in house. Andrebbe rivisto il sistema di svolgimento del servizio, ma consentirebbe di raggiungere la tariffa unica d’ambito.

I tempi sono stretti, perché dicembre è tra pochi giornipuò essere richiesta una proroga. Se sarà la prima ipotesi potremo stare nelle tempistiche, ma se, come auspichiamo, si potrà fare un discorso più ampio, c’è la possibilità di chiedere una proroga al deposito del piano concordatario.

Rivieracqua in questa fase riesce a far fronte alla situazione di manutenzione, perché non è un soggetto aggredibile dal punto di vista delle sitauzioni giudiziarie, ma è una situazione interlocutoria e non definitiva”.

Quali sono i prossimi passi?

Il 31 ottobre ci sarà l’assemblea per l’approvazione del bilancio. Il termine del 5 dicembre per la presentazione del piano concordatario è indicativo perché è suscettibile di ottenere una proroga di 60 giorni. Per far questo dobbiamo predisporre il piano concordatario per raggiungere l’equilibrio di Rivieracqua e con quali partner”.

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