DIANO MARINA, IL RISVEGLIO DOPO LA TEMPESTA. DANNI INCALCOLABILI, CHIAPPORI: “DA CAPO BERTA A CERVO È IL DEVASTO”/FOTO E VIDEO

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All’indomani della violenta tempesta, il sindaco Giacomo Chiappori sta effettuando un sopralluogo per avere un primo quadro della situazione.

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Ingenti danni a Diano Marina, in particolare lungo tutta la costa. All’indomani della violenta tempesta, il sindaco Giacomo Chiappori sta effettuando un sopralluogo per avere un primo quadro della situazione.

Gli stabilimenti balneari, in particolare il Club del Mare, il molo Landini e i bagni in zona Ponte Rosso sono invasi dall’acqua e dai detriti.

Molti gli alberi crollati in diversi punti della città degli aranci, nel dettaglio in via La Pace, Piazza Mazzini, in zona passaggio a livello (cimitero).

Fortunatamente non risultano esserci feriti.

Giacomo Chiappori

“È un’amarezza vedere cosa è successo. Abbiamo un litorale distrutto, danni infiniti. Grazie a questo mare vivono tantissime persone ed è lo stesso che ha causato tutto ciò.

Vedremo come agiranno gli organi preposti. Certamente con una nota polemica, perché non è bello sentirsi chiamare dal Ministero alle 22 del giorno prima per sapere cosa devo fare per le scuole o per tante altre cose quando sono operativo. Mi sono un po’ stufato. Dovrebbero venire di persona per vedere di persona cosa fa un sindaco in prima linea.

Speriamo che domani qualcuno dia una risposta, se no ci trovano tutti uniti. Io non posso decidere alle 22 decidere se i bambini devono andare a scuola o no. Se mi sbaglio, vedi Marta Vincenzi, mi portano via tutto. 

Bisogna che ci siano certezze. A partire da Capo Berta fino a Cervo è un devasto e bisogna metterlo a posto. 

Bisogna lanciare un messaggio forte e vigoroso, non voglio sentire che non ci sono i soldi per mettere a posto. I cambiamenti climatici ci hanno portato a questa situazione. Ieri c’erano onde da 10 metri. Non ci sono i soldi per fare le dighe esterne. I progetti ci sono. 

Siamo messi in questa maniera, sarò l’unico che canta fuori dal coro, oppure può darsi che anche gli altri sindaci seguano questa idea. Non vogliamo più andare a dormire sapendo che non ci sono i soldi per pulire i fiumi“. 


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