Imperia: maltempo, Scajola fa la conta dei danni. “18 milioni di euro”

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“Danni da 18 milioni di euro”. È questo il conto emerso dalle prime verifiche dei periti sulle conseguenze del maltempo sulla città di Imperia.

Ad annunciarlo, il sindaco Claudio Scajola e l’assessore alla Protezione Civile Simone Vassallo, in compagnia dei professionisti, durante la conferenza stampa, svoltasi oggi in Comune, per fare il punto sulla situazione terminata l’allerta meteo.

I danni a Imperia: il sindaco scrive al Governo

Per affrontare le criticità più gravi, il sindaco ha chiesto l’intervento urgente al Governo, scrivendo una lettera al presidente del consiglio Giuseppe Conte.

Claudio Scajola

“Ringrazio i Vigili del Fuoco, tecnici del Comune e tutti coloro che si sono adoperati per garantire la sicurezza della città e dei cittadini. La città a distanza di 48 ore appare già in ordine e in sicurezza.

Abbiamo fatto partire con un incarico affidato a un tecnico per elaborare una prima valutazione periziata dei danni e che ammonta già a circa 18 milioni con una valutazione di un 30% di possibile aumento.

I danni più grandi sono alle scogliere a protezione delle nostre spiagge e dei nostri borghi, i marosi sono arrivati nelle nostre strade costiere, hanno causato danni gravi agli stabilimenti balneari.

Il vento ha collaborato alla distruzione di diverse cose, per questo motivo da lunedì attiveremo presso il comune una raccolta delle denunce dei danni subiti dai privati affinché nei tempi più brevi questa città possa inviare ala Regione e alla protezione civile nazionale una stima dei danni subiti e un’elencazione delle persone e delle cose che sono state danneggiate.

A breve ritengo e spero che il governo centrale vorrà concedere alla nostra città e regione Liguria lo stato di calamità naturale.

Di fronte a questo ci sarà un tempo limitato per la presentazione della documentazione che attesta i danni subiti dal privato e dal pubblico.

Abbiamo gestito questa emergenza con 3 diverse ordinanze in 5 giorni, abbiamo dovuto chiudere 2 scuole.
In particolare sono stati chiusi gli edifici di piazzetta De Negri e di Castelvecchio, danni al Carpe Diem, all’ex palazzo comunale in piazza Dante e all’attuale palazzo comunale.

Le scuole saranno riaperte, sono ultimati i lavori di ripristino dei tetti.Questo per far capire che il comune c’è, è presente e gli uffici comunali lavorano bene

Il danno più grosso quantitativamente è quello delle scogliere.

L’amministrazione comunale con una decisione di giunta ha già affrontato il tema ipotizzando una richiesta di contributo per la rimessa ripristino delle scogliere: prino, cappuccini, foce, marina, san lazzaro, molo lungo, largo crispino, de amicis, fino al parco rabina e galeazza.

La scogliera di largo Cristino diventava una rampa di lancio che allagava l’area e arrivava a scaricare fino a largo Terrizzano.

L’eventuale collasso della diga frangiflutti del molo lungo di Oneglia non solo causerebbe la chiusura del porto di Oneglia, punto strategico di traffici commerciali, turistici e pescherecci, ma ci troveremo anche esposti nel centro storico che non avrebbe più difesa.

È una diga foranea di salvaguardia dei marosi per il centro città.

Bisogna far capire alle persone che non si può andare su questo molo. Per questo rafforzeremo le chiusure. È molto pericoloso perché il molo si muove ed è a rischio di collasso. Non ci si può salire sopra. Nell’elencazione che faremo, alcuni risarcimenti possono aspettare, ma quelli di protezione non possono aspettare. In particolare il molo di Oneglia, ha bisogno che i lavori comincino subito.

Se scende giù chiude il porto.

Ho preso contatto con la presidenza del Consiglio dei Ministri e abbiamo inviato la lettera al presidente del consiglio in cui parliamo di pericolo di Oneglia per il porto e il centro abitato. Chiediamo un intervento immediato per poter mettere in sicurezza il molo della diga foranea di Oneglia e il suo ripristino.

Quello che potevamo fare da soli lo abbiamo fatto con assoluta celerità.
Il Comune si deve dare da fare per cercare finanziamenti e per far fronte alle enormi spese. Ma quella del porto di Oneglia è un’emergenza.

Dalla relazione tecnica si vede che ci sono dei punti all’inizio del molo che sono stati erosi e sono a rischio continuo, perché non c’è più la scogliera. Ci sono punti che si muovono, rischio che collassino e che si apra un varco di dimensioni tali che il mare entra direttamente sulla banchina. È una gravità assoluta.

Nei 18 milioni si considerano le strutture della città, si dividono tra edifici pubblici e sportivi (6 milioni e mezzo) e moli e scogliere (11 milioni e mezzo). Di questi ultimi, ben 7 milioni e mezzo per il molo lungo.

Il danno più grosso quantitativamente è quello delle scogliere.L’amministrazione comunale con una decisione di giunta ha già affrontato il tema ipotizzando una richiesta di contributo per la rimessa ripristino delle scogliere di tutti i borghi: Prino, Cappuccini, Foce, Marina, San Lazzaro, molo lungo, largo Cristino, De Amicis, fino al parco Rabina e Galeazza.

Queste scogliere fatte negli anni passati da molto tempo non hanno più avuto il ripristino come si deve, mentre hanno bisogno costantemente di manutenzionirafforzamento”.

La diretta:

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