Ddl Pillon, Imperia: “Non una di meno”, in Biblioteca assemblea per dire no al Disegno di legge sulla bigenitorialità perfetta. “Lontano dalla realtà”/Foto e Video

Cultura e manifestazioni

All’esterno della Biblioteca le ancelle, simbolo della battaglia contro il decreto Pillon, con cartelli di protesta

Si è tenuta oggi, sabato 15 dicembre, a Imperia, presso la Biblioteca Civica Lagorio, un’assemblea pubblica organizzata dall’associazione “Non Una di Meno Ponente Ligure” contro il disegno di legge Pillon.

Presenti l’avvocato Ersilia Ferrante, che ha spiegato ai partecipanti come potrebbe cambiare il diritto di famiglia attraverso il DdL Pillon, e Paola La Corte, che ha presentato l’associazione “Non una di meno” che, lo ricordiamo, si oppone fermamente al disegno di legge.

Il ddl, lo ricordiamo, introduce la “bigenitorialità perfetta”: in caso di separazione di una coppia, il mantenimento dei figli, il loro affido, e di conseguenza i costi e il tempo passato con loro, dovranno essere equamente divisi tra padre e madre.

All’esterno della Biblioteca le ancelle, simbolo della battaglia contro il decreto Pillon, con cartelli di protesta. “Il Ddl Pillon ci riporta indietro di 50 anni”, “Con il Ddl Pillon i minori non avranno più voce”, “No ai figli con la valigia”, “Pillon fatti i piani tuoi che alle nostre vite ci pensiamo noi”.

Non una di Meno Ponente Ligure: ecco le motivazioni contro il DdL Pillon

“diciamo fermamente NO:

  • alla mediazione obbligatoria a pagamento in caso di separazione;
  • all’imposizione di tempi paritari per l’affido dei figli (“bimbi con la valigia”);
  • all’obbligo di un piano spese fissato con un mediatore (mantenimento diretto, soppressione dell’assegno di mantenimento);
  • all’obbligo di residenza alternata anche in caso di genitore violento (introduzione del concetto di “alienazione parentale”).

Il comune di Torino ha recentemente chiesto il ritiro del DdL Pillon.

Non Una di Meno Ponente Ligure chiede che anche il Comune di Imperia e tutti i comuni della Provincia si esprimano affinché il Ddl Pillon venga ritirato.

Sarebbe una dimostrazione di civiltà”.

Paola La Corte

“Siamo una realtà che si è costituita da poco, ci siamo già fatte notare la scorsa settimana con passeggiate vestite da ancelle. Siamo qui per discutere il decreto Pillon che lascia aperte molte perplessità. Presenterò l’associazione ‘Non una di Meno’ sia in ambito nazionale che internazionale. Si occupa di violenza di genere, cercando di superare la violenza maschile sulle donne proponendo un piano al Governo in modo tale da accogliere le direttive della Convenzione di Istanbul del 2012″.        

Ersilia Ferrante

“Noi contestiamo che l’intenzione, apparentemenete buona, di garantire la bigenitorialità e di evitare che un minore soffra una separazione, legale o di fatto, dei genitori non viene raggiunta. Perché è un disegno di legge complicato, astratto, lontano dalla realtà.

Non si fa riferimento, ad esempio, al coniuge violento, che mantiene il diritto, in maniera non precisata, a frequentare il figlio. Viene eliminato l’assegno di mantenimento nei confronti del figlio, ma non nei confronti del coniuge. Addirittura si parla di abrogazione di una norma del codice penale, introdotta ad aprile, che prevede, come specifico reato, il non pagamento dell’assegno di mantenimento. Però poi ci si dimentica che un tipo di assegno di mantenimento rimane.

C’è anche l’accenno all’alienazione parentale, che è un concetto di cui si è parlato molto nei tribunali. E’ un concetto che arriva dall’America. Si è parlato addirittura di una sindrome di alienazione parentale, cioè una situazione in cui il figlio non vede un genitore perché in qualche modo è condizionato da chi lo tiene con se. Il figlio rifiuta il genitore in maniera sistematica, manifestando tutta una serie di disagi e problemi. Pian piano è maturato il convincimento che l’alienazione parentale non sia soltanto un elemento di cui tener conto nell’ambito di provvedimenti da prendere in caso di genitori separati.

In questo progetto di legge c’è proprio un riferimento all’alienazione parentale, quindi diciamo che è un pò indietro. Viene poi introdotta la figura del mediatore familiare, non a caso il primo firmatario della legge, il Senatore Pillon, fa di mestiere proprio il mediatore familiare. Un pò strano, c’è un vago conflitto di interessi.

E’ un progetto di legge, questo che va detto. E’ bello però che se ne parli tanto, vuoldire che c’è un interesse delle persone comuni ai propri diritti e al diritto e questo come avvocato mi fa piacere”.

 

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