Imperia: svolta nell’inchiesta sulla clinica Sant’Anna. Spuntano 4 nuovi indagati/I dettagli

Giudiziaria Imperia

L’inchiesta mira a far luce su alcune pratiche sanitarie che, secondo l’ipotesi accusatoria, venivano fatte figurare come comprese nella convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, ma che al contrario, invece, avrebbero avuto carattere esclusivamente privatistico.

Svolta nell’inchiesta della Procura della Repubblica di Imperia sulla Clinica Sant’Anna che mira a far luce su alcune pratiche sanitarie che, secondo l’ipotesi accusatoria, venivano fatte figurare come comprese nella convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale, ma che al contrario, invece, avrebbero avuto carattere esclusivamente privatistico. Nel mirino, in particolare, esami clinici e trasporti in ambulanza. Due le ipotesi di reato, truffa e peculato.

Imperia: inchiesta sulla clinica Sant’Anna, altri 4 indagati

La Procura (l’inchiesta è ora nella mani del Pm Luca Scorza Azzarà)  ha iscritto nel registro degli indagati, oltre a Giandomenico Poggi, direttore del dipartimento dei servizi dell’Asl e del laboratorio di analisi, e Lorenzo Anfossi, capo delle relazioni esterne e istituzionali per la Clinica Sant’Anna, altri quattro soggetti. Si tratta di Stefano Ferlito, dirigente medico del 118, Roberto Tribuno, legale rappresentante della nuova gestione della Clinica Sant’Anna, e Maria Paola Maraone, direttore sanitario della clinica Sant’Anna. L’ultimo indagato, la cui posizione sarebbe piuttosto marginale, è Giancarlo Garello, tecnico informatico, dipendente dell’Asl 1 imperiese. 

Imperia: inchiesta sulla clinica Sant’Anna, le accuse

La truffa

Una prima contestazione riguarda gli esami clinici.

Secondo gli inquirenti, con artifizi e raggiri, sarebbero stati effettuati, presso il laboratorio di Analisi dell’Aslesami a favore di pazienti della Clinica Sant’Anna, attribuendone poi il costo al Servizio Sanitario Sanitario in mancanza di una convenzione.

In particolare,  gli artifizi e raggiri ipotizzati sarebbero due, gli esami clinici contestati sarebbero stati eseguiti senza alcuna richiesta del medico curante e i campioni di sangue provenienti della Clinica Sant’Anna sarebbero stati catalogati utilizzando gli stessi codici utilizzati per i reparti interni all’Ospedale di Imperia.

Una seconda contestazione riguarda invecece i trasporti in ambulanza.

Secondo gli inquirenti, con artifizi e raggiri, pazienti provenienti o diretti alla Clinica Sant’Anna, sarebbero stati trasportati verso diverse destinazioni con mezzi nella disponibilità dell’Asl, attribuendone il costo al servizio Sanitario Nazionale in assenza dell’apposita convenzione.

Gli artifizi e raggiri contestati riguardano in questo caso l’utilizzo, per i trasporti, di modulistica in uso all ‘ASL 1, e la mancata osservazione delle prescrizioni previste per i trasporti oggetto di contestazione.

Il peculato

La contestazione, in questo caso, riguarda l’utilizzo di  strumentazione del laboratorio di analisi dell’Asl per effettuare esami per la clinica Sant’Anna.

Nelle prossime settimane probabilmente verranno sentiti altri indagati per cercare di far luce sulle ipotesi accusatorie. Le pratiche sanitarie contestate risulterebbero in essere da molti anni, dal 2012.

I danni

Secondo una prima stima dei finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Imperia, il presunto danno patito dal Sistema Sanitario Nazionale si aggirerebbe attorno ai 120 mila euro per i trasporti in ambulanza e oltre 200 mila euro per gli esami diagnostici e del sangue .

 

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