Sì Tav: a Torino anche una delegazione del Laboratorio per Imperia. “Per testimoniare la necessità di uscire dall’isolamento”

Attualità

Tra i presenti anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti. “La Tav è una di quelle grandi opere che servono come il pane a questo Paese”.

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Oltre 20 mila persone hanno preso parte oggi, sabato 12 gennaio, al flash mob organizzato dalle “sette madamin”, dall’ex sottosegretario Mino Giachino e da Osservatorio 21, per dire si alla Tav Torino-Lione. Presenti oltre un centinaio di Sindaci da Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria (Ventimiglia), Veneto e Lombardia, e esponenti di varie forze politiche, dall’ex segretario del Pd Maurizio Martina al Governatore della Liguria Giovanni Toti.

Per quanto concerne Imperia, presenti sei tesserati del Laboratorio per Imperia, il presidente Stefano Sivieri, il Vicepresidente Alice Biondi, il consigliere Marco Isaia e tre iscritti.

 Flash mob “Si Tav” a Torino: presente il Laboratorio per Imperia

“Per la prima volta il movimento pro TAV e pro investimenti per le grandi infrastrutture, per la ripartenza dell’economia e del lavoro, ha superato i fittizi confini locali, coinvolgendo un centinaio di comuni tra Piemonte, Valle D’Aosta, Lombardia, Veneto, Marche e Liguria – scrive in una nota il Laboratorio – Il Laboratorio per Imperia ha voluto essere presente per testimoniare l’urgenza e la necessità di uscire dall’isolamento in cui anni di lentezza e di ignavia hanno relegato il Nord Italia e la provincia di Imperia. Spiace l’assenza del primo cittadino imperiese, ci avrebbe fatto molto piacere trovarci assieme, a lui e a qualche rappresentante del Governo della città, in piazza Castello, per certificare l’unità di intenti su progetti di interesse per l’intera comunità e per lo sviluppo territoriale”.

 Flash mob “Si Tav” a Torino: presente anche il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti

“La Tav è una di quelle grandi opere che servono come il pane a questo Paese. Un Paese che di grandi opere ha assolutamente bisogno. Un Paese in cui tutte le imprese chiedono più strade, più autostrade, più ferrovie, più logistica. E c’è qualcuno che ancora si ostina a non volerle. Abbiamo perso tantissimo tempo inseguendo un ambientalismo male interpretato, perché le grandi opere non sono in contrasto con una tutela seria dell’ambiente”.

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