Imperia, rifiuti: “Impossibile partire il 1° febbraio con il porta a porta”. A due giorni dal via, l’allarme degli amministratori:”Il Comune ha negato proroghe e ci addossa responsabilità”

Attualità Imperia

È questo il quadro, poco rassicurante, che delineano due amministratori imperiesi, Emilio Ramoino e Carlo Folco, in vista dell’imminente partenza del servizio di raccolta rifiuti porta a porta, previsto per venerdì 1 febbraio.

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“Ci sono troppi problemi tecnici e di organizzazione, è impossibile partire il primo febbraio. Il Comune ci ha negato le richieste di proroga e tenta di addossarci delle responsabilità”.

È questo il quadro, poco rassicurante, che delineano gli amministratori imperiesi Emilio Ramoino e Carlo Folco, in vista dell’imminente partenza del servizio di raccolta rifiuti porta a porta, previsto per venerdì 1 febbraio.

Raccolta rifiuti porta a porta: l’allarme degli amministratori

Mancano solo due giorni alla partenza del servizio che rivoluzionerà la raccolta rifiuti nella città di Imperia. Un cambiamento, non solo a livello organizzativo, ma soprattutto culturale, che interessa tutti i cittadini.

Considerando il fatto che gran parte delle utenze sono riconducibili a condomini, ImperiaPost ha incontrato due amministratori, il geometra Carlo Folco e il ragioniere Emilio Ramoino, per delineare il quadro della situazione.

Nell’incontro sono emerse diverse problematiche ancora aperte, che portano gli amministratori a nutrire seri dubbi sulla possibilità di partire con il servizio il 1° febbraio, affermando che, per un’organizzazione adeguata, ci sarebbe stato bisogno di “un anno di preparazione, non di un mese”.

Incontri tardivi tra amministratori e Comune

“La prima riunione in Comune con noi amministratori – spiega Folco – è stata il 27 novembre, oltretutto indetta solamente dopo il mio invito (a nome mio e di un gruppo di amministratori che rappresento) a mezzo PEC del 14 novembre, e in quella data l’amministrazione non era ancora pronta a fornirci le informazioni necessarie per poterci consentire di partecipare attivamente e di organizzarci con i condomini. Ci era stato però assicurato un incontro entro il 20 dicembre. 

Dopo un’ulteriore mia Pec per sollecitare l’incontro (inviata il 19 dicembre), ci hanno convocato per il 28 dicembre, quando molti colleghi erano in ferie. In quell’incontro, abbiamo detto chiaramente che sarebbe stato impossibile riuscire a organizzarci in tempo per il primo febbraio dati i tempi strettissimi (un mese scarso, considerando le festività), ed è stato chiesto a gran voce dagli amministratori presenti, che potevano rappresentare almeno il 50% dei fabbricati in condominio di Imperia, di concedere una proroga all’inizio della raccolta porta a porta. Questo perché sarebbe stato impossibile materialmente riuscire a convocare le assemblee di tutti i fabbricati coinvolti. Inoltre, è stato fatto presente più volte che non erano nostro compito  trasmettere le informative ai condomini (informative che peraltro, sino all’esaurimento dei sopralluoghi non si sarebbero potute trasmettere) ma che piuttosto tale adempimento pareva proprio istituzionale”. 

Ulteriore richiesta di proroga da parte degli amministratori

“Il 25 gennaio, dopo settimane di giornate di lavoro che terminano alle 11 di sera per riuscire a portarci avanti con l’organizzazione, abbiamo inviato una PEC indirizzata al sindaco del Comune di Imperia e agli ingegneri competenti, e per conoscenza a Teknoservice, nella quale rinnovavamo la richiesta di una proroga di, almeno, 45 giorni. 

In particolare, nella mail abbiamo fatto riferimento al grave problema delle chiavi dei bidoni di molti condomini non ancora consegnate, e che quindi non sarà possibile preparare e distribuire le copie in tempo ai condomini, e alla mancanza di comunicazione delle aree dove saranno fatte le raccolte di prossimità.

Abbiamo precisato inoltre che ‘nel caso che il primo febbraio tutto il meccanismo dovesse collassare, tengo a sottolineare che nessuna responsabilità potrà essere addossata agli Amministratori di Condominio e che nessuna sanzione potrà essere comminata ai Condomini stessi, in quanto l’organizzazione è partita tardivamente con poche possibilità di per riuscire. Purtroppo nonostante la nostra buona volontà siamo rimasti spettatori impossibilitati, a causa del pochissimo tempo a disposizione, alla realizzazione di un miglioramento della situazione cittadina, invece che al peggioramento che pare configurarsi’.

La risposta del Comune a quest’ultilma richiesta di proroga è stata nuovamente negativa”.

Problematiche posizionamento mastelli, chiavi e movimentazione

“Ho terminato ieri (29 gennaio, ndr) i sopralluoghi nei numerosissimi condomini cittadini – afferma Ramoino – in particolare, io ne ho 159 superiori alle 8 unità, quindi abbiamo dovuto lavorare con estrema velocità. Ma ancora non abbiamo la definizione competa del posizionamento dei bidoni. Ci sono diverse situazioni critiche, tra queste spicca piazza Marconi, poichè circa 30 unità non sanno dove posizionare i loro contenitori e non è stato ancora possibile trovare una posizione adeguata. La stessa cosa accade ad esempio in condomini di via Berio e in viale Matteotti.

Un altro problema grave è quello riguardante le chiavi. Le consegne sono iniziate tardivamente, poichè non c’era chiarezza sul numero di chiavi per ogni condominio. Inoltre, bisogna considerare il tempo per fare i duplicati e per distribuirli, stiamo parlando di migliaia e migliaia di chiavi. 

Ci sono colleghi che non hanno ancora esaurito i sopralluoghi, altri non hanno ancora avuto le chiavi per poter iniziare le copie, altri che non hanno ancora potuto procedere con le assemblee.

Un’altra grande questione riguarda la movimentazione, ovvero: chi porta fuori i bidoni nei condomini? Si deve offrire un condomino? Stiamo parlando di ritiri 6 giorni a settimana, un impegno notevole. Abbiamo iniziato a chiedere preventivi a delle cooperative (come succede in altre realtà), ma le spese sono impegnative, circa 150-180 euro al mese, considerando che il cittadino già paga la Tari.

In più non sono ancora chiare le responsabilità in merito a danneggiamenti, furti, smarrimenti dei bidoni”.

Tempistiche: “C’era bisogno di un anno di preparazione, non di un mese”

“Vogliamo precisare che il nostro non è un discorso politico, ma tecnico. Inoltre, sottolineiamo la collaborazione sia dei responsabili Teknoserivce sia degli ingegneri comunali. Condividiamo al 100% il progetto porta a porta, perché rappresenta una possibilità per Imperia di ridurre l’impatto ambientale e di raggiungere una percentuale di raccolta differenziata più alta. Quello che non condividiamo assolutamente sono le tempistiche. 

Il nostro studio è intasato da 2 mesi da telefonate dei condomini, ovviamente pieni di domande. C’è il panico dovuto alla disinformazione. Avemmo voluto lavorare bene, avvisando i condomini per tempo, considerando il fatto che gran parte della popolazione è anziana. 

Il tempo congruo per un’organizzazione adeguata sarebbe stato di almeno un anno, non di meno. Invece, considerando la riunione del 28 dicembre come la prima utile per iniziare a lavorare sull’organizzazione, abbiamo avuto solo un mese”.

Responsabilità addossate agli amministratori

“Tutto questo aggiungendo il fatto che, durante le riunioni che si stanno svolgendo in città negli ultimi giorni, spesso vengono addossate colpe agli amministratori.

Come abbiamo scritto al Comune stesso, ‘la questione della raccolta differenziata è una questione tra cittadino e Comune, per mezzo dell’azienda appaltatrice. Per questo servizio il cittadino paga profumatamente un’imposta. 

[..] Pare che, come riferitomi da una moltitudine di condomini, in occasione delle riunioni, sia stata attribuita alla figura dell’amministratore di condominio una responsabilità in merito a presunte assemblee non convocate o informative non trasmesse, attribuendogli compiti e doveri che in realtà non gli competono minimamente. 

[..] Chiederei pertanto di evitare di addossare proprio agli amministratori, doveri e compiti che non hanno e che non hanno mai avuto. Amministratori che molto volentieri avrebbero collaborato e contribuito all’organizzazione del servizio, se gliene fosse stata data l’opportunità, concedendogli il tempo necessario’.

Ribadiamo che noi vogliamo collaborare, ma con i tempi giusti”.

 

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