Sanremo 2019: quarta serata. Ligabue re del rock, standing ovation per Bertè e Grandi, sorpresa di Anastasio e fischi per Motta e Nada/Ecco come è andata

Sanremo 2019

Se all’inizio del Festival si storceva il naso ascoltando alcuni brani, arrivati a ridosso della quinta e ultima serata di Sanremo 2019, è quasi impossibile non cantare a memoria i ritornelli delle canzoni in gara.

Segno di un’edizione che ha saputo racchiudere su un solo palco tante anime diverse che non annoiano i telespettatori.

La serata di ieri, la quarta, ha visto succedersi sul palco 24 cantanti in gara e 32 ospiti, per un totale di ben 56 artisti. Un numero esorbitante, ma che, incredibilmente, non ha reso troppo pesante la lunga kermesse.

Nota dolente, i fischi del pubblico a Motta e Nada durante la consegna del premio per il miglior duetto.

Sanremo 2019: la quarta serata dei duetti

Come per le altre serate, apre la kermesse il direttore artistico Claudio Baglioni, sulle note di “Acqua dalla Luna”, circondato da ballerini circensi. Dopodiché si comincia con i duetti.

Federica Carta e Shade con Cristina D’Avena (Senza farlo apposta)

Se il duo era insolito, con l’arrivo di Cristina D’Avena diventa un trio surreale, però, come si fa a non amare la voce che rappresenta l’infanzia di tutti gli italiani? L’energia arriva tutta da lei.

Motta con Nada (Dov’è l’Italia)

Grazie a Motta torna sul palco Nada dopo il debutto sullo stesso palco nel 1969. La voce graffiante dell’ospite si intona perfettamente con il mood di Motta, specialmente con l’accompagnamento della chitarra.

Irama con Noemi (La ragazza col cuore di latta)

La voce di Noemi è perfetta per raccontare una storia struggente, il duo funziona. Ottima scelta che fa guadagnare punti alla canzone.

Sanremo 2019: Ligabue ospite

Senza tante cerimonie ecco che subito dopo la pubblicità compare Ligabue, un po’ a tradimento. È così che ha inizio lo sketch di Bisio, con una serie di ingressi per recuperare l’entrata del “Liga”, prima con una chitarra gigante e poi seduto su un trono da re, finchè, con gioia di tutti, arriva “Urlando contro il cielo”. 

L’annunciato omaggio a Guccini, si concretizza nel duetto Baglioni-Ligabue sulle note di “Dio è morto”, definita una canzone “quasi profetica” dal direttore artistico.

Patty Pravo con Briga con Giovanni Caccamo (Un pò come la vita)

Finora, le entrate di Patty Pravo hanno sempre riservato sorprese. Anche questa sera, il pubblico rimane qualche secondo in attesa della ragazza del Piper, temendo l’ennesimo problema tecnico. E invece, eccola entrare con tutta la naturalezza del mondo. Alla fine dell’esibizione, si auto-imita insieme alla Raffaele. Caccamo e Briga? Bravi, ma la scena era tutta di Patty.

Negrita con Enrico Ruggeri e Roy Paci (I ragazzi stanno bene)

Pochi capelli, come dice Bisio, ma tanta energia sul palco. La canzone, anche se non ha molte possibilità di vittoria, sembra destinata a passare in radio per i prossimi mesi.

Il Volo con Alessandro Quarta (Musica che resta)

Il Volo ha fatto finalmente una scelta giusta, il violino di Alessandro Quarta dà un tocco in più al brano, che altrimenti non avrebbe sapore.

La comicità della Raffaele non è mai abbastanza, anche il numero della chitarra da montare, stile Ikea, è tanto semplice quanto efficace.

Arisa con Tony Hadley e Kataklò (Mi sento bene)

Dopo il bacio mancato dalla Foglietta, Bisio annuncia Arisa. Il suo pezzo, se nelle prime serate faticava a convincere, adesso è già una hit. Anche la sala stampa si scatena durante l’esibizione. I ballerini e Tony Hadley completano il tutto.

Mahmood con Guè Pequeno (Soldi)

Un palco dell’Ariston mai visto prima accende il pubblico. Il segno dei tempi che, finalmente, cambiano e si aggiornano. Mahmood è perfetto per la sua canzone, Guè Pequeno di meno.

Ghemon con Diodato e i Calibro 35 (Rose viola)

Il feeling si percepisce e funziona. Un insieme di personalità che catturano l’attenzione.

Francesco Renga con Bungaro ed Eleonora Abbagnato e Friedemann Vogel (Aspetto che torni)

Le etoile Abbagnato e Vogel moltiplicano l’intensità innata di Renga che, sebbene non porti grande originalità quest’anno, non può fare a meno di emozionare.

Ultimo con Fabrizio Moro. (I tuoi particolari)

Con il suo apporto, il vincitore dello scorso anno gioca un assist che potrebbe essere quello decisivo per Ultimo.

Monologo di Bisio sull’essere padre e l’arrivo di Anastasio

Con un’interpretazione teatrale, Bisio pone domande sulla gioventù di oggi e sull’essere padre. “È colpa di noi genitori se i nostri figli sono così?”, “Forse gli chiediamo troppo poco?”. A sorpresa, entra Anastasio, vincitore di X Factor 2018, che ha scritto un pezzo impersonando il figlio di Bisio, con il suo stile inconfondibile di fiumi di parole e immagini visionarie.

Nek con Neri Marcorè (Mi farò trovare pronto)

Nek cede un po’ della sua energia per creare l’atmosfera adatta alla calda voce di Neri Marcorè, che si inserisce come un narratore nella canzone.

Boomdabash con Rocco Hunt e i Musici Cantori di Milano (Per un milione)

Si torna al ritmo con la canzone dei Boomdabash e il ritornello è già un tormentone. Per la prima volta, a parte le incursioni degli Ex Otago, gli artisti scendono dal palco per mischiarsi con il pubblico.

The Zen Circus con Brunori SAS (L’amore è una dittatura)

Il cantautore e compositore Dario Brunori non può che dare spessore in più al brano rockettaro dei The Zen Circus.

Paola Turci con Beppe Fiorello (L’ultimo ostacolo)

Ritmo più lento per rendere più intensa l’interpretazione di Fiorello, che a sorpresa tira fuori una strofa parlata.”lo aspetterò qui l’ultimo ostacolo, con le tue parole in tasca”.

Per un attimo Fiorello pensa che i fiori che Bisio porge siano per lui, con l’imbarazzo del conduttore.

Anna Tatangelo con Syria (Le nostre anime di notte)

Come se si confrontasse con la parte più nascosta di sé, grazie a Syria la Tatangelo fa entrare nella sua canzone un po’ di quel graffio che a lei manca.

Ex-Otago con Jack Savoretti (Solo una canzone)

Per la prima volta si sente una lingua straniera sul palco dall’inizio del Festival. Quando tutti ormai si aspettano il terzo abbraccio nel pubblico alla fine della canzone, ecco che stupisce di nuovo, abbracciando il suo compagno di duetto.

Enrico Nigiotti con Paolo Jannacci e Massimo Ottoni (Nonno Hollywood)

Tra la magia del piano e l’arte della sabbia sullo sfondo, si avverte tutta l’importanza che riveste questo brano per Nigiotti.

Loredana Bertè con Irene Grandi(Cosa ti aspetti da me)

Già solo all’entrata sul palco si sente la carica esplosiva che sta per arrivare. E infatti, il duo non delude e si merita l’ovazione del pubblico dell’Ariston e della della sala stampa.

Daniele Silvestri Manuel Agnelli e Rancore (Argento vivo)

Dalla maestosità di un trampolino, Agnelli fa la sua comparsa, rispettando la sua immagine da icona del rock alternativo. Il leader degli Afterhours fa spettacolo e rende il racconto del 16enne di Silvestri ancora più reale.

Einar con Biondo e Sergio Silvestre (Parole Nuove)

L’emozione di Einar traspare da ogni poro, ma con l’appoggio dei suoi compagni di avventura di casa “Amici” porta a casa una bella esibizione.

Sanremo 2019: Baglioni ricorda le vittime del Ponte Morandi

“La Liguria ha una forma particolare, come quella di un ponte – afferma il direttore artistico – la tragedia del Ponte Morandi è una ferita che oggi comincia a rimarginarsi. Proprio questa mattina a Genova è cominciata la demolizione di quello che resta del ponte Morandi, quindi simbolicamente è iniziata la costruzione del nuovo ponte. Un abbraccio alla Liguria”.

Simone Cristicchi con Ermal Meta (Abbi cura di me)

La profondità delle parole di Cristicchi e l’intensità della voce di Ermal Meta, il gioco è fatto.

Nino D’Angelo e Livio Cori con i Sottotono (Un’altra luce)

Nonostante siano divisi da tempo, i Sottotono si sono riuniti per duettare con Nino D’Angelo e Livio Cori, anche se, i due napoletani rimangono sempre al centro della scena.

Achille Lauro con Morgan (Rolls Royce)

Per finire, Achille Lauro e Morgan svegliano tutti con una performance da stadio.

Premio per il miglior duetto: vincono Motta e Nada

Finisce la serata con la consegna del premio per il miglior duetto da parte del Presidente della Regione Liguria Giovanni Toti a Motta e Nada, scelti dalla Giuria d’Onore, tra i fischi del pubblico.

Non è stata resa nota la classifica provvisoria.