Imperia: “Io, disoccupato, sfrattato dopo 34 anni dalle case popolari”. La storia di Domenico Barreca/Il video

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Il prossimo 26 febbraio Domenico sarà sfrattato dalla casa popolare, che si trova in regione Baitè, dove vive da 34 anni e dove ha cresciuto 3 figli.

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“Io, disoccupato, sarò sfrattato dopo 34 anni dalle case popolari. Chiedo solamente un contratto in regola”. È questa la disperata richiesta del 55enne Domenico Barreca.

Il prossimo 26 febbraio, infatti, Domenico sarà sfrattato dalla casa popolare, che si trova in regione Baitè, dove vive da 34 anni e dove ha cresciuto 3 figli.

Sfrattati dalle case popolari dopo 34 anni

La storia, che ha tutto il sapore dell’ennesimo “caso all’italiana”, è complicata dal fatto che Barreca, nel 1985, entrò nell’abitazione in maniera abusivaNegli anni ci sono state alcune occasioni in cui sembrava vicina la sottoscrizione di un contratto, ma non si sono mai concretizzate.

Adesso, a pochi giorni dallo sfratto, Domenico chiede a gran voce di poter rimanere dentro la casa dove hanno vissuto per oltre 30 anni, al fine di ottenere una regolarizzazione.

La storia di Domenico Barreca

Per conoscere meglio la complessa vicenda che vede come protagonista la famiglia Barreca, ImperiaPost ha incontrato Domenico, il quale ha spiegato come si sono evoluti i fatti negli anni, nella speranza di sensibilizzare gli enti sulla sua situazione e di trovare una soluzione per non finire in mezzo a una strada.

Qual è il problema?

“Il 26 febbraio verrà l’ARTE – spiega Domenico –  insieme alle forze dell’ordine, per mettere i sigilli alla porta e mandarci fuori“.

Qual è la sua storia in questa casa?

“Nell’85 sono entrato in maniera abusiva, perché ero in grave difficoltà con la mia prima moglie e una figlia piccola, in attesa della seconda figlia. Ci sono state anche delle contestazioni, ma nessuno mi ha mai obbligato ad uscire. Da quando sono entrato sino all’89, in assenza di contratto, ho pagato ogni mese il Comune con i bollettini postali, stimando la cifra in base agli affitti dei miei vicini. Loro pagavano 36 mila lire e io ne mandavo al Comune 40 mila. 

All’inizio il Comune non li accettava, poi ha iniziato ad accettali, finché  nell’89 mi ha chiamato per farmi un contratto. Mi sono procurato tutti i documenti necessari, ma la prima volta li hanno persi e la seconda mi hanno detto che mi avrebbero fatto sapere. Da quel momento non ho più saputo niente e ho smesso di pagare. Dall’89 ad ora sto aspettando che mi diano una risposta“.

Nel frattempo ha effettuato diversi lavori di manutenzione?

“Ho rifatto praticamente tutta la casa, dall’impianto elettrico a quello idraulico, ho buttato giù delle tramezze per allargare un po’ la casa. La cucina era piccolissima, eravamo in 6 e non potevamo mangiare tutti quanti insieme perchè era troppo piccola e quindi l’ho allargata.

Poi ho rifatto il bagno, dalla vasca da bagno ai servizi sanitari”.

Cos’è successo nel 2007?

“Nel 2007 l’assistente sociale ha chiamato mia moglie e gli ha detto che erano disponibili a farmi un contratto, ma solo per due anni. Naturalmente non abbiamo accettato.

Ci hanno chiesto 30 mila euro di arretrati. Io ho risposto che se avessi avuto 30 mila euro, essendo carpentiere, muratore e piastrellista, avrei comprato un rudere e me lo sarei aggiustato da solo”.

Quando è arrivato lo sfratto?

“È arrivato ad agosto, dopo che Arte è venuta per eseguire dei lavori di messa in sicurezza del garage. I lavori in casa mia li ho sempre fatti io, non vedo perchè devono fare il garage.

Sono già due volte che rinviano lo sfratto. L’ultima volta che sono venuti 2 mesi fa, lo hanno rinviato al 26 di questo mese”.

Qual è la vostra richiesta?

“Loro mi vogliono far entrare in graduatoria per un’altra casa popolare. Io qua ho speso un sacco di soldi, sono 34 anni che ci vivo. L’unica cosa che chiedo è che mi mettano a posto con un contratto, per poter pagare l’affitto e rimanere in questa casa e non andare in un’altra.

Se uscissi di qua il 26 febbraio non saprei dove andare. In questo momento mi ritrovo a 55 anni senza lavoro e senza soldi”.

 

“È una storia che va avanti da 30 anni – spiega l’Amministratore Unico di Arte Antonio Parolinitre anni fa in provincia di Imperia c’erano 29 casi di occupazione abusiva, adesso ce ne sono solo 4, di cui uno è proprio quello del signor Barreca. Da quando mi sono insediato, stiamo lavorando per contrastare questo fenomeno perché c’è una lista di persone in graduatoria che si trovano in grande difficoltà e va seguita una priorità, altrimenti prevarrebbe la legge del più forte.  

La procedura nei confronti di Barreca è partita lo scorso anno – continua – è vero che sarebbe dovuta partire tanti anni fa, prima dal Comune e poi dall’Arte, ma questo non toglie che lui si trovi dentro l’immobile in maniera abusiva.

L’usucapione sulle proprietà dello Stato non esiste.

Il bollettino che inviamo ogni mese è un’indennità di occupazione, non l’affitto, in assenza di contratto.

Quando uscirà dalla casa, il signor Barreca potrà fare domanda per essere inserito in graduatoria, come gli altri. A breve, oltretutto, usciremo con un bando. Se lui ha eseguito degli interventi, Arte riconoscerà alla famiglia ciò che stabilisce il giudice”.

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