Processo Scajola: la replica dell’ex Ministro alle accuse del pentito Virgiglio. “Falsità che fanno male”

Attualità Giudiziaria Imperia

L’ex Ministro ha chiesto la parola dopo la lunga testimonianza del pentito Cosimo Virgiglio.

“Le falsità danno fastidio, in questo contesto fanno male”. Lo ha dichiarato Claudio Scajola, ex Ministro, Sindaco di Imperia, in apertura della propria dichiarazione spontanea resa nel corso del processo che lo vede sul banco degli imputati, accusato di aver favorito la latitanza dell’ex deputato di Forza Italia Amedeo Matacena, condannato a 3 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e attualmente latitante a Dubai.

L’ex Ministro ha chiesto la parola dopo la lunga testimonianza del pentito Cosimo Virgiglio che ha accusato Scajola di aver preso parte a incontri massonici e di aver ricevuto nella propria villa di Imperia un emissario del clan ‘ndranghetista Molè.

Processo Scajola: la dichiarazione spontanea dell’ex Ministro

“Le falsità danno fastidio, in questo contesto fannomale. Mi rendo conto di non avere capito nulla dall’otto maggio, all’alba (giorno in cui, nel 2015, venne arrestato dalla Dia, ndr), fino ad oggi, salvo capire di essere in un tritacarne mediatico che è insopportabile. Io non ho mai partecipato a nessuna associazione e a nessun club. Non sono mai stato iscritto alla massoneria e devo dire che non mi è stato neanche mai chiesto. Forse perché sono note a tutti quali sono le mie posizioni su questi temi. Io per natura non mi nascondo, io per natura dico quello che penso ed è forse è il mio principale difetto.

Io non ero Ministro delle Infrastrutture. Io ero Ministro, nel 2005, delle Attività Produttive. Non era nella mie competenze interessarmi del ponte sullo Stretto o di qualunque altro lavoro pubblico. Posso aggiungere addirittura che la mia personale posizione su quel tema era casomai di grande dubbio, come ho sempre confermato, e di cui sono ancora convinto oggi, della necessità di quel grande intervento. Devo dire altresì che se qualcuno avesse dovuto  agevolare quel percorso mi pare ovvio e lapalissiano che si sarebbe servito di chi quelle competenze aveva. Impregilo non è stata mai nelle mie conoscenze ne nelle mie frequentazioni”.

Ho letto le carte anche anche delle altre testimonianze e mi pare di cogliere, anche da queste,  che io non ho mai ricevuto nessuno a casa mia, che non abito in provincia di Imperia, ma abito in città ad Imperia, e per la riservatezza mia e di mia moglie in casa mia non ho mai fatto incontri. Se qualcuno avesse voluto incontrarmi, passando cinque giorni alla settimana a Roma, non sarebbe dovuto arrivare fino a Imperia per cercare di avere un appuntamento con me che non ho mai dato nella mia abitazione”.

Per quanto riguarda la mia presenza, non ho capito se con la maglietta sporca, la maglietta pulita, la maglietta, bagnata, con la spada o quant’altro, sono contrarie assolutamente alla mia storia nota e che credo e mi auguro possa essere perseguita come falsità data in mano ai media attraverso questo processo.

È una vergogna! Una vergogna! Perché finisce sulle pagine dei giornali e io sono 4 anni e mezzo che aspetto giustizia. Mi scusi presidente… Se devo confessare due colpe è che conosco Sensi come presidente della Roma, mai personalmente, perché sono tifoso della Roma e conosco l’Hotel Excelsior perché per seguire questo processo da 4 anni e mezzo dormo li”.

Qui l’audio della dichiarazione spontanea di Claudio Scajola 

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