Imperia: minoranza ai ferri corti in Commissione Peba. MS5 chiede sospensione, furia La Monica: “Raccapricciante, mi dissocio”/Il caso

Attualità Imperia

Tensione alle stelle questa mattina, durante la Commissione Peba (per l’abbattimento delle barriere architettoniche), in Comune a Imperia.

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Tensione questa mattina, durante la Commissione Peba (per l’abbattimento delle barriere architettoniche), in Comune a Imperia. La consigliera comunale del Movimento Cinque Stelle Maria Nella Ponte, infatti, ha chiesto la sospensione della seduta per violazioni al regolamento. Il motivo? La mancanza del numero legale e gli interventi di alcuni rappresentanti delle associazioni di disabili, invitati per l’occasione.

La Ponte, una volta terminata la seduta, ha pubblicato un video denuncia su facebook.

Le critiche della Ponte, però, non sono andate giù al collega di minoranza Davide La Monica (Vince Imperia) che, contattato da ImperiaPost, ha espresso tutta la sua contrarietà. “E’ stato uno spettacolo raccapricciante, vergognoso, da cui mi sono dissociato”.

Delusione è stata espressa anche dal presidente della Commissione, Orlando Baldassarre, e dai rappresentanti delle associazioni.

Maria Nella Ponte

“Mi trovo qui nella sala consiliare del Consiglio Comunale poichè si è appena conclusa la riunione della seduta della commissione consiliare PEBA, relativa alle persone con disabilità, per analizzare 4 pratiche.

La Commissione è stata convocata formalmente, menzionando che erano invitate delle associazioni di persone con disabilità.

Purtroppo lo svolgimento di questa commissione non è stato regolare, anzi io ho chiesto che venissero chiusi i lavori della commissione poiché è un organo del funzionamento del Comune che sottostà alle regole istituzionali.

Deve essere presente la maggioranza dei membri della commissione per poter funzionare regolarmente. Il presidente gestisce i lavori e le persone che partecipano, che sono invitate o che comunque assistono allo svolgimento dei lavori della commissione in quanto pubblico, non posso partecipare alla discussione.

Non è un incontro pubblico, ma è una commissione consiliare, in questo caso speciale. Io ho fatto presente dopo l’avvio dei lavori e dopo che sono intervenuti su alcuni punti alcune rappresentanti delle associazioni presenti, ho chiesto al presidente di verificare se effettivamente anche la commissione PEBA è soggetta al numero legale ed è soggetta alle regola che esistono per tutte le altre commissioni, che le persone non possono intervenire e prendere parte alle discussioni, perchè non è un dibattito.

Mi è stato confermato che mancava il numero legale. Io ho chiesto al presidente, alla luce del numero legale e del fatto che non potesse svolgersi la commissione consiliare con l’intervento delle associazioni di disabili, che invece io auspicavo parlassero ed esponessero all’amministrazione comunale tutte le problematiche inerenti le persone con disabilità motoria, e ho chiesto al presidente di chiudere i lavori della commissione speciale PEBA e di continuare l’incontro di oggi in forma di dibattito pubblico o di incontro con le associazioni, affinchè appunto non venisse violato il regolamento e si potesse svolgere nella maniera più appropriata questo incontro di stamattina.

Purtroppo il presidente ha strumentalizzato questa mia richiesta formale dicendo che effettivamente manca il numero legale, effettivamente che il pubblico non può partecipare, che però era opportuno che l’amministrazione comunale parlasse con le associazioni.

Le associazioni devono avere una strada di comunicazione con l’amministrazione Comunale. Non è lo strumento adatto quello del convocare una riunione, una seduta della commissione speciale PEBA, alla presenza dei consiglieri comunali che ne fanno parte e che sono obbligati ovviamente a partecipare, perchè è un loro dovere istituzionale, tra l’altro con oneri a carico dell’amministrazione comunale stessa perchè naturalmente ci sono dei permessi relativi a funzioni pubbliche che alle persone che partecipano devono essere riconosciuti per potersi assentare dal lavoro.

Tutto questo è stato strumentalizzato dall’amministrazione comunale proprio perchè anche se fanno le convocazioni di commissioni consiliari, invece di convocare un incontro pubblico, dobbiamo comunque farla la commissione anche se non ci sono le persone della maggioranza stessa per ottenere il numero legale.

Inoltre il presidente ha sciolto la seduta invece di proseguirla come incontro pubblico perchè mancava l’assessore laura Gandolfo a rappresentare il progetto delle spiagge inclusive.

I lavori si sono conclusi e purtroppo mi lascia l’amaro in bocca vedere come questa amministrazione continua sempre ad abusare del potere, del ruolo e soprattutto delle istituzioni”.

Oggi Commissione Consiliare PEBA

Pubblicato da Maria Nella Ponte M5S Imperia su Giovedì 21 febbraio 2019

Davide La Monica

“E’ stato uno spettacolo raccapricciante, vergognoso. Non credevo ci potessero essere dei litigi in Comissione Peba. La collega Ponte ha chiesto il numero legale e ha chiesto a me se fossi disposto a uscire dall’aula per non garantire il numero legale. Io le ho risposto che assolutamente non sarei uscito.

Ma stiamo scherzando? Mandare a monte un Commissione alla quale sono presenti persone disabili che hanno fatto grandi sforzi per esserci per una questione politica? E’ inaccettabile, non lo farei mai, indipendentemente da chi c’è al governo della città. E’ una questione morale.

Io ho preso la parola, infatti, e mi sono dissociato dalla collega Ponte che, per altro, aveva anche criticato il fatto che, per regolamento, non potrebbero prendere la parola soggetti esterni alla Commissione.

E’ inaccettabile che vengano fatte strumentalizzazioni politiche in un contesto simile. La disabilità è una problematica trasversale che interessa tutta la città e non ha colori politici”.

Orlando Baldassarre

“La Commissione andava meravigliosamente bene.  Avevamo reso partecipi anche i membri delle associazioni. Alla fine, come al solito, è emersa questa questione formale sul numero legale da parte della consigliera Ponte. Ci siamo rimasti tutti male, onestamente. Se c’era un problema, se ne poteva parlare tra di noi a fine seduta, senza coinvolgere le associazioni dei disabili che nulla hanno a che fare con la politica”.

Fiorenzo Marino (rappresentante Anffas)

“Ci sono rimasto male, come tutti credo. Sono queste le cose che poi allontanano le persone della politica. Provo tanta amarezza”.

 

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