Banca Carige: inizia il processo agli ex vertici, tra loro anche gli imperiesi Scajola e De Michelis / i dettagli

Giudiziaria Imperia

Si è aperto questa mattina a Roma il processo che vede sul banco degli imputati l’ex presidente di Banca Carige, Giovanni Berneschi e altri nove, tra cui i due imperiese Alessandro Scajola, fratello del sindaco di Imperia, all’epoca dei fatti contestati vice presidente dell’istituto di credito e l’imprenditore Ivo De Michelis. 

Roma: al via il processo agli ex amministratori di Banca Carige

Le accuse sono a vario titolo di aggiotaggio e ostacolo all’autorità di vigilanza fino al 2013. Secondo il teorema accusatorio gli imputati avrebbero creato un «sistema» che avrebbe consentito di celare la reale condizione finanziaria di Banca Carige dando false informazioni a Bankitalia e Consob, con lo scopo di evitare una ricapitalizzazione da 800 milioni di euro e presunte notizie «manipolate» sulla situazione finanziaria, che avevano l’obiettivo di «incidere sull’affidamento riposto dal pubblico sulla stabilità patrimoniale». 

Sono circa 600 i piccoli azionisti e risparmiatori, tra cui molti imperiesi, che avrebbero subito un grave danno patrimoniale dalla condotta degli ex amministratori di Carige. Molti di loro sono rappresentati dal Codacons, rappresentato dall’avvocato Bruno Barbieri di Bologna. Si stima che il danno complessivo si aggiri attorno ai 40 milioni di euro.

Oltre a Berneschi, Scajola e De Michelis sono a processo anche l’ex direttore generale Ennio La Monica, l’ex condirettore generale Daria Bagnasco, gli ex consiglieri Luca Bonsignore Remo Checconi, Mario Venturino, Paolo Odone  e Maurizio Marchiori. 

Bankitalia, già nel 2014, aveva multato i protagonisti della vicenda sfociata poi nel procedimento penale con sanzioni salatissime.