Esercito, Truppe Alpine: Valentina Mela orgoglio imperiese, prima donna a vincere i Campionati Sciistici. “Ero affascinata dai racconti di mio nonno”/La storia

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Valentina Mela, classe 1988, comandante del plotone, è riuscita a salire, insieme alla sua squadra, sul gradino più alto del podio ai Campionati Sciistici delle Truppe Alpine.

Tenacia, abnegazione e passione. Sono queste solo alcune delle caratteristiche del tenente imperiese Valentina Mela, secondo reggimento Alpini di Cuneo, della Brigata Taurinense, vincitrice dell’ambito Trofeo “Buffa” (gara dei plotoni), ai Campionati sciistici delle Truppe Alpine (CaSTA).

Il tenente imperiese Valentina Mela

Valentina Mela, classe 1988, comandante del plotone, è riuscita a salire, insieme alla sua squadra, sul gradino più alto del podio alla gara dei plotoni dei Campionati Sciistici delle Truppe Alpine, la competizione nata per valutare l’addestramento dei soldati di montagna. Alla sfida, svoltasi per tre giorni, lungo 30 km di percorso e 2 mila metri di dislivello a San Candido (Bolzano), hanno partecipato 22 plotoni, per un totale di oltre 400 partecipanti.

Il Tenente ha ricevuto la medaglia d’oro dal Ge. C.A. Claudio Berto Comandante delle Truppe Alpine. Oltre alla vittoria, il tenente Mela ha anche ottenuto la soddisfazione di essere la prima donna ad aver vinto il trofeo della gara dei plotoni.

Come sono stati i Campionati?

“Sono state 4 giornate di prove strettamente legate all’addestramento alla specialità alpina. In particolare, tra le prove ci sono state una prova di tiro, una prova di lancio bomba a mano, diverse prove a cronometro, una prova traino della barella con sci e pelli di foca, una prova topografica, una prova trasmissioni, una ricerca travolta da valanga. I plotoni in gara erano 22, con 2 rappresentanze straniere. 

Il primo giorno di gara è stato svolto dal vice comandante di plotone, primo maresciallo Juri Noto, guida alpina militare, anche lui ligure, con una squadra estratta a sorte dal plotone. 

Si partiva la mattina presto, si percorreva il tragitto e ci si fermava in tenda. Abbiamo avuto 2 pernottamenti in tenda. Eravamo pronti a ogni condizione estrema, ma fortunatamente le temperature erano permissive”.

Qual è stato il momento più difficile?

“Probabilmente il trasferimento notturno durante il secondo giorno di gara. È stato molto lungo (circa 3 ore e mezza) e faticoso. Inoltre, in mancanza della luna piena c’era difficoltà nel movimento al buio”.

Com’è composto il plotone?

“Il plotone è composto da me più 2 squadre da 6, per un totale di 13 persone, a cui si aggiunge la pattuglia, composta dal vice comandate più 1 squadra. Nel complesso, quindi, 20 persone”.

Quale attrezzatura avevate?

“Nello zaino avevamo pala, sonda, coltelli da ghiaccio, rampant da mettere sotto gli sci, per affrontare eventuali parti ghiacciate, un ricambio completo, giacca e pantaloni antivento, piumino, acqua, ciaspole, kit primo soccorso e altri strumenti.

Addosso avevamo l’Artva, un ricetrasmettitore necessario in caso di travolgimento da valanga. Ci siamo allenati a Busson, da inizio novembre a una settimana prima delle gare.

Personalmente, avevo già partecipato nel 2009 come caporale, ed eravamo arrivati in decima posizione”.

Vi aspettavate questo risultato?

“Eravamo preparati, ma in ogni gara ci sono tantissime variabili, quindi sono numerose le cose che possono andare storte. Fortunatamente è andato tutto liscio e l’allentamento è stato fondamentale.

Inoltre, è stata una doppia soddisfazione, perché erano 12 anni che non vinceva la Brigata Alpina Taurinense. Solo in seguito ho scoperto che è stata anche la prima volta che vinceva una donna”.

Quando è entrata negli Alpini e come mai questa scelta?

“Sono entrata negli Alpini nel 2007 come volontaria. Ho passato 2 anni al centro di addestramento alpino ad Aosta, dopodiché ho partecipato al Concorso per l’accademia militare, dove sono entrata nel 2009. Il corpo degli alpini mi ha sempre affascinato, in particolare per grazie ai racconti di mio nonno e di mio zio, i cui antenati sono stati in guerra. In particolare, il mio trisnonno combatté sul monte Rombon. Lo zio di mio nonno, invece, fu disperso in Russia durante la seconda guerra mondiale. Di lui ci è stata consegnata la piastrina ritrovata nel 2010 a Miciurinsk”.

 

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