Pesca: decreto emergenze, la soddisfazione dell’Alleanza Cooperative Italiane. “Abbassate le sanzioni, risultato inseguito da anni”

Provincia

Così in una nota stampa l’Alleanza Cooperative Italiane Pesca e Acquacoltura Ligure, in merito al decreto legge emergenze, che vede abbassate le sanzioni per i pescatori.

“La Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati ha votato unanimemente la riforma del sistema sanzionatorio della pesca. È stato riequilibrato finalmente il rapporto fra precetto e sanzione, garantendo l’impegno contro la pesca illegalesenza però criminalizzare i pescatori – Così in una nota stampa l’Alleanza Cooperative Italiane Pesca e Acquacoltura Ligure, in merito al decreto legge emergenze, che vede abbassate le sanzioni per i pescatori.

La depenalizzazione di una serie di illeciti, operata a suo tempo dalla Legge 28 luglio 2016 n. 154, in fase applicativa ha infatti evidenziato un’insostenibile sproporzione tra la sanzione e l’illecito commesso.

Le correzioni votate stamane riguardano una diversa graduazione delle sanzioni pecuniarie così da bilanciare meglio l’esigenza indifferibile, di derivazione comunitaria, che le stesse siano “effettive, proporzionate e dissuasive” [art. 44, Reg. (CE) n. 1005/2008 che istituisce un regime comunitario per prevenire, scoraggiare ed eliminare la pesca illegale, non dichiarata e non regolamentata – cd. “pesca IUU”].

Ricordiamo che l’apparato sanzionatorio contenuto nel decreto legislativo 4 del 2012 ha già subito una prima modifica nel 2016 allorquando, con l’approvazione della legge 28 luglio 2016, n. 154, vennero apportate al sistema importanti depenalizzazioni per alcune infrazioni legate alla cattura di esemplari sottotaglia; illeciti che in precedenza erano di natura contravvenzionale.

L’intervento odierno va ad incidere invece, come dicevamo, sull’entità delle sanzioni amministrative al fine di renderle, appunto, maggiormente “proporzionate”, come chiede l’Unione europea, senza rinunciare alla loro “dissuasività”.

Con questo intervento si centra quindi l’obbiettivo di costruire un regime giuridico che risulti finalmente sostenibile per la flotta italiana, senza cedere nulla sul terreno della lotta alla pesca illegale, vero nemico da combattere anche e soprattutto per le migliaia di imprese di pesca italiane”.

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