Stop fondi a hotel con migranti: “Norma discriminatoria, farò causa a Regione Liguria”. L’appello dell’avvocato Cathy La Torre/Il caso

Provincia

La norma esclude dai beneficiari dei contributi regionali per la riqualificazione turistica tutte le imprese alberghiere che, negli ultimi tre anni, hanno ospitato migranti attraverso le convenzioni del sistema Sprar.

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“La Regione Liguria nega i contributi agli hotel con migranti? Pronta a fare causa”. Lo afferma l’avvocato bolognese Cathy La Torre, nota per il suo impegno nel combattere ogni forma di discriminazione, in particolar modo nell’ambito dei diritti delle persone LGBTQ.

Questa volta, La Torre è pronta a scendere in campo in difesa di albergatori o esercenti liguri attivi nell’attività turistica che potrebbero essere danneggiati dalla proposta di Legge della Lega, approvata il 30 aprile dal Consiglio Regionale Ligure.

Nel dettaglio, la norma, proposta per la prima volta dall’ex consigliere regionale (ora deputata leghista) Stefania Pucciarelli, esclude dai beneficiari dei contributi per la riqualificazione turistica tutte le imprese alberghiere che, negli ultimi tre anni, hanno ospitato migranti attraverso le convenzioni del sistema Sprar.

No contributi a chi ha ospitato migranti: avvocato La Torre contro la proposta di Legge della Lega

“Sono rimasta colpita dalla proposta di Legge della Lega in Regione Liguria spiega l’avvocato Cathy La Torre a ImperiaPost – Sto quindi cercando albergatori o esercenti di attività turistiche liguri che potrebbero essere discriminati dalla proposta di legge regionale di Toti, per fare ricorso.

Sono disponibile ad assistere queste persone pro bono (gratuitamente, ndr), perché penso sarebbe molto interessante andare davanti a un giudice e sapere se considera questa norma una discriminazione indiretta (atto, comportamento o prassi che colpisce in modo sfavorevole una categoria di persone rispetto alle altre, ndr).

Secondo la mia opinione è discriminatoria, perché non vengono negati i contributi per la riqualificazione turistica a chi abbia già ricevuto altri finanziamenti in generale, ad esempio per alluvioni o calamità. In questo caso si lega l’eccezione solamente a coloro che hanno ospitato migranti. Perché? Se si fosse detto “contributi negati a chiunque abbia beneficiato di un altro sussidio statale”, avrei capito.

Mi occupo di tematiche antidiscriminatorie da tutta la vita, soprattutto legate al mondo LGBTQ. Mi sento di occuparmi di questa causa perché vorrei sapere se un giudice ritiene questa norma discriminatoria. Penso sia interessante anche dal punto di vista del diritto“.

Stop ai contributi a hotel con migranti: le polemiche

A seguito dell’approvazione della proposta di Legge, non sono mancate le polemiche sia dagli oppositori politici della Lega, sia sul web.

Il presidente della Regione Giovanni Toti ha quindi pubblicato un post sulla sua pagina Facebook ufficiale replicando alle contestazioni.

“Se hai una pensione, un albergo, un ostello e decidi di ospitare migranti pagato dallo Stato – scrive Toti – non potrai accedere ai fondi pubblici stanziati da Regione Liguria per riqualificare l’offerta turistica. Quei soldi servono a migliorare la qualità della nostra ospitalità e ad aiutare i nostri imprenditori a competere sul mercato. È giusto che vadano a chi punta rischiando sul turismo, creando ricchezza e posti di lavoro. Nessuna discriminazione, ma semplicemente un corretto uso dei soldi pubblici”.

Ecco l’appello dell’avvocato La Torre

Toti, presidente della Liguria, ha annunciato che pensioni, alberghi, strutture ricettive che hanno ospitato migranti non riceveranno alcun contributo per la riqualificazione turistica.
Poi aggiunge che non c’è alcuna discriminazione!

E allora perché citare gli stranieri?
Perché escludere una particolare categoria (chi ha ospitato migranti) da un contributo?

Ricordo che discriminazione è “trattare meno favorevolmente qualcuno in ragione di ciò che è o di una sua condotta”.
Per questo vorrei fare causa alla Regione Liguria.

Se siete albergatori o imprenditori del turismo colpiti da questa norma discriminatoria, sarò felice di assistervi pro-bono. La discriminazione si combatte ovunque, io lo faccio anche nelle aule di Tribunale!”.

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