Elezioni Europee 2019: “La Sinistra”, a Imperia il candidato Massimo Amato. “Problema migratorio? Falso dire che è ingestibile”/Foto e video

Elezioni europee 2019 Politica

Amato questa mattina ha presenziato con un banchetto informativo in via San Giovanni a Oneglia per incontrare la cittadinanza e far conoscere le sue proposte.

“Il problema migratorio italiano non è un problema non gestibile. Bisogna smettere di dire che siamo di fronte a questioni non gestibili”. Lo afferma Massimo Amato, docente di Storia Economica alla Bocconi di Milano, candidato alle Elezioni Europee con “La Sinistra”, nella circoscrizione Nord-Ovest.

Amato in questi giorni ha presenziato con un banchetto informativo in via San Giovanni a Oneglia per incontrare la cittadinanza e far conoscere le sue proposte.

Ecco cosa come ha affrontato alcuni temi di attualità davanti ai microfoni di ImperiaPost.

Massimo Amato, candidato “La Sinistra”

Euro

“L’Euro è stato fatto, non deve essere disfatto, ma può essere fatto meglio. C’è molto consenso tra gli economisti sul fatto che ci sono delle regole di funzionamento dell’Euro che sono alla base della recessione profonda da cui l’Europa non riesce a uscire e che crea le situazioni di disagio economico e sociale che stiamo vivendo. L’Euro sembra lontano, ma se ci sono più disoccupati, se non si riesce a far ripartire l’economia, se lo spread aumenta, questo dipende anche da come è stato costruito l’Euro. Tutto ciò che si è costruito si può smantellare ordinatamente e rifare in modo migliore. Bisogna far tesoro dell’esperienza”.

Proposte

“Io porto proposte che non esigono il cambiamento dei trattati. A trattati invariati, si può pretendere che alcune regole europee che sono state stipulate ma mai fino in fondo applicate, vengano applicate.

Ad esempio, nella procedura per gli squilibri macroeconomici, nota per aver dato luogo alle politiche di austerità che hanno fatto implodere il mercato europeo, c’è una disposizione che vieta l’accumulazione di surplus commerciali al di sopra di una soglia. La Germania è stata sempre al di sopra di questa soglia. Si tratta di richiamare all’ordine tutti. Ci sono i parametri Maastricht, ma anche il parametro di stabilità. Alla Germania si chiede di fare investimenti, rimettere in circolazione denaro che ha potuto accumulare grazie al funzionamento dell’Euro. C’è un vantaggio competitivo che è stato indebitamente lasciato alla Germania.

Per dare un’ordine di grandezza, esiste un sistema di pagamento europeo, chiamato Target 2, dove la Germania ha crediti nei confronti dell’Europa per più di 900 miliardi, se questi cominciassero ad essere spesi si potrebbe rimettere in funzione il meccanismo della domanda europea. La BCE ha già messo dei tassi di interessi negativi quando le banche ridepositano presso di lei il denaro che non spendono, in teoria ha anche deliberato di mettere tassi negativi sui saldi. Noi potremmo costituire dei fondi con questi  proventi che potrebbero essere utilizzati dalla Banca Europa degli investimenti per finanziare politiche di investimento verde e sociale, per la ripartenza dell’Europa”.

Franco Africano

“Io mi occupo di Africa da tempo, per motivi personali e professionali. Sono conscio della problematicità connessa con il Franco Cfa. In reazione alle semplificazione dei Cinque Stelle c’è stata una semplificazione altrettanto semplificatrice da parte degli esponenti dell’establishment che hanno negato il problema. Quando la polemica è scoppiata in gennaio, ho dovuto far notare che da quel problema non si potevano trarre le conclusioni semplificatrici che erano state tratte. 

Si era detto, siccome il Franco Cfa deprime l’economie di questi paesi, allora c’è un’emigrazione che spiega il problema migratorio in Italia. Quindi, si era detto, la Francia è colpevole del problema migratorio italiano. Bisogna dire che il problema migratorio italiano non è un problema non gestibile. Bisogna smettere di dire che siamo di fronte a problemi non gestibili.In ogni caso, non è certo dai flussi migratori dei paesi del Franco Cfa che noi abbiamo problemi. Un’Europa che voglia essere sociale deve imparare a definire il rapporto con l’Africa, che non è più semplicemente un rapporto di aiuto, ma impariamo a scambiare con economie che hanno un potenziale enorme e che in questo momento sono attratte sempre di più nell’orbita di potenze geopolitiche che non sono l’Europa. L’Europa, per un suo vantaggio e un senso di giustizia, deve imparare a rimettere in piedi un rapporto sano con l’Africa”.

Populismi

“In Italia c’è un’oggettiva situazione di sofferenza sociale. Quando la disoccupazione supera certi livelli è chiaro che c’è una sofferenza sociale diffusa. La gente non pensa più al futuro con speranza e quando è disperata si accontenta anche di pseudo-soluzioni. Ci sono élite europee che negano l’esistenza del problema, dicendo che l’Europa è il migliore dei mondi possibili. Non si può dire questo a delle persone che stanno male. Ci sono altre posizioni, come il M5S, che dicono che ci sono i problemi e che hanno le soluzioni.

Peccato che siano largamente insufficienti e profondamente raffazzonate. Poi ci sono le risposte della destra, che dice “i problemi ci sono”, ma non hanno alcuna intenzione di risolverli, ma hanno bisogno di un malessere sociale diffuso per poter indicare capri espiatori e poter ottenere consenso. Questa è la politica di Salvini: non vi do nessuna soluzione reale, ma vi dico di chi è la colpa del vostro malessere. Questi capri espiatori in realtà sono minoranze estremamente deboli. Questa si chiama guerra tra i poveri e non ha alcun senso”.

Monete complementari

“Da ormai 20 anni sono attivo nel campo delle monete complementari, monete locali fatte per rinvigorire il sentimento di appartenenza di mutua appartenenza a una comunità. Sono monente corporative che uniscono e non dividono a differenza della moneta capitalistica dei mercati finanziari.

Mimmo Lucano ha avuto un’intuizione felice a Riace, utilizzando i fondi dello Sprar per emettere una moneta fatta per circolare all’interno dell’economia riaccese. Questo gli ha consentito di non essere succube dei ritardi nell’erogazione e di creare un circuito virtuoso all’interno di un paese che è stato fatto rinascere dalle sue politiche. Questa idea l’ho ripresa, l’ho rielaborata sulla base di direttive di un progetto europeo che si chiama “DigiPay 4 growth”, finanziato dall’Unione Europea e che incita le pubbliche amministrazioni a utilizzare la loro spesa pubblica per rafforzare il legame sociale e il territorio.

In un piccolo paese della provincia di Reggio Emilia, San Martino in Rio, è stato approvato un mio progetto, dei buoni di solidarietà territoriale, che servirà di creare dei tirocini per l’integrazione dei richiedenti asilo, che verranno ricompensati con una moneta che per un certo periodo potrà essere spesa all’interno della comunità”.

 

 

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