Birra artigianale: dall’1 luglio taglio del 40% sulle accise, la soddisfazione di CNA. “Può dare ossigeno ad un settore in forte crescita”

Provincia

Il taglio delle accise, inoltre, avvicina l’Italia ai principali produttori europei che hanno da tempo differenziato le aliquote come indicato nella direttiva europea

Una buona notizia per gli oltre 1.000 microbirrifici artigianali grazie alla riduzione del 40% delle accise prevista dal Decreto del Ministero dell’Economia del 4 giugno e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 14 giugno scorso che entrerà in vigore il 1 luglio prossimo.

La CNA già dal 2015 aveva avanzato questa proposta di riduzione delle accise, che teneva conto delle dimensioni aziendali dei microbirrifici artigianali, che proprio per questa loro caratteristica non potevano e non possono essere confusi con i produttori di birra industriale.

La disposizione sarà operativa dal primo luglio 2019 e prevede una riduzione delle accise del 40% per i birrifici artigianali che si somma alla riduzione a 2,99 euro dell’accisa per ettolitro e per grado-Plato inserita con l’ultima Legge di Bilancio. Il beneficio fiscale riguarderà solo i birrifici artigianali, cioè le imprese che rispettano il limite di 10mila ettolitri di produzione annua, che sono indipendenti a livello societario e non effettuano pastorizzazione e microfiltrazione, vale a dire i processi a cui viene sottoposta la birra industriale. Il taglio delle accise, inoltre, avvicina l’Italia ai principali produttori europei che hanno da tempo differenziato le aliquote come indicato nella direttiva europea.

“Il provvedimento rappresenta per noi una novità importante”, interviene Gabriele Genduso, giovane titolare del Birrificio Nadir di Sanremo, associato CNA, che ha di recente ottenuto importanti riconoscimenti su Birre d’Italia 2019, la guida alle birre artigianali di Slow Food, “perché farà riferimento alla reale quantità di alcol prodotta. In precedenza, il prodotto veniva tassato direttamente nella fase di produzione del mosto, “a monte” della fase del condizionamento, con un evidente anticipo della tassazione a molti giorni rispetto al momento della vera produzione. Oggi si assisterà ad una semplificazione procedurale: si eviterà di tassare il prodotto in una fase antecedente alla sua reale immissione in commercio e di sottoporre a imposizione fiscale i cali fisiologici di produzione e, soprattutto, di quella parte di prodotto che, alla fine del ciclo produttivo, viene scartato “.

E continua “Questo risultato consentirà ai birrifici artigianali come il mio di poter aumentare la capacità produttiva rispetto ai principali competitor europei che già usufruiscono nei loro Paesi di un regime agevolato della tassazione e soprattutto di migliorare la competitività rispetto ai produttori, anche italiani, di natura “industriale”.

Oggi, infatti, l’impresa birraria soffre la concorrenza di quelle produzioni massive che, con ingenti investimenti di marketing provano a dare un “tocco” di artigianalità a prodotti che artigianali non sono”.

“La riduzione delle accise”, conclude la CNA della Provincia di Imperia, “può dare ossigeno ad un settore come quello dei microbirrifici con notevoli riflessi anche occupazionali. Un settore in forte crescita e con performance di assoluto valore anche in campo internazionale in termini di qualità della birra prodotta, con riconoscimenti in Belgio e negli USA dove il fenomeno dei birrifici artigianali è talmente esteso da arrivare a quote di mercato pari al 10% del consumo annuo di birra.

Nel 2018 il consumo di birra ha superato per la prima volta nel nostro Paese i 20 milioni di ettolitri conquistando l’interesse di gran parte degli italiani, come dimostrato dalle centinaia di manifestazioni che si organizzano sul territorio dove la birra artigianale ha un ruolo centrale. “

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