Emergenza idrica Golfo Dianese: il grido di rabbia dei Sindaci. “È un dramma, il presidente Toti venga domani. Pronti ad azioni forti”/ Foto e video

Attualità Golfo Dianese

I diversi Sindaci del golfo dianese hanno convocato una conferenza stampa indetta con urgenza sul tema dell’emergenza idrica che sta colpendo il territorio.

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“Ora tutti gli attori devono scendere in campo, siamo in una crisi drammatica. Pronti ad azioni forti”. Lo hanno affermato oggi, all’unisono, i diversi Sindaci del golfo dianese, nel corso di una conferenza stampa indetta con urgenza sul tema dell’emergenza idrica che sta colpendo il territorio.

Emergenza Idrica Golfo Dianese: il summit dei Sindaci

Presenti il Sindaco di Diano Marina Giacomo Chiappori, il Sindaco di San Bartolomeo al Mare Valerio Urso, il Sindaco di Villa Faraldi Corrado Elena, il Sindaco di Cervo Lina Cha, il Sindaco di Diano Castello Romano Damonte, l’Assessore del Comune di Andora Marco Giordano.

Giacomo Chiappori, Sindaco Diano Marina

“Non voglio fare le solite mie prove di forza, che non hanno mai portato da nessuna parte, ma l’urlo è preciso. Abbiamo scritto alla Regione. Il presidente mi ha detto che verrà a breve. Ci sarà il Prefetto, il presidente della Provincia e spero di avere presto l’autorizzazione di Rfi per passare sui sedimi. Tutto questo si avvererà, non può essere diversamente, altrimenti cambierebbe il mio tono pacato, perché sono stufo di fare da parafulmine, non sono responsabile di questa situazione, ma me la prendo per il momento. 

Se non usciamo da questo momento e dal passato vergognoso per una provincia di questa portata dal punto di vista turistica, faremo azioni diverse. Per costruire il nuovo in politica bisogna rompere per far sì che si possa costruire.

Dobbiamo riparare la continua rottura che va da Imperia borgo Prino a Vallebona, per fare un buon lavoro bisognerebbe fare la presa sotto il Comune di Imperia, che ha un tubo affiancato al sedime ferroviario. Verosimilmente costerebbe 3 milioni e mezzo. Serve un tubo da portare a Diano che mette in condizioni di non avere più rotture.

L’acqua c’è, ma a volte non c’è perché si rompono i tubi. Se non si rompe più quel tubo lì abbiamo risolto il 90% dei problemi.

Tenendo presente che non ci dobbiamo fermare per trovare un’altra fonte di captazione. Non è logico pensare che noi siamo serviti dal Roja Bis e basta. Se salta quel tubo lì noi siamo di nuovo senz’acqua. È un momento di programmazione.

Il Ministero lo interpellerei dicendo che queste sono opere che non si pagano con la bollettazione. Sono opere che vanno fatte per essere pagata con bollettazione per poterle mantenere e accantonare cifre adeguate per cambiare i tubi da riparare”.

Corrado Elena, Villa Faraldi

“Già tre anni fa abbiamo avuto una crisi idrica. Ero arrabbiato e oggi lo sono ancora di più. A me non interessa più Rivieracqua, io sono stato diffidato come comune di Villa Faraldi a entrare in Rivieracqua, io ci credevo perché l’acqua pubblica è un bene comune, ma ora basta.

Chi ha il potere, la Regione, con la guida del Prefetto, ci dia una mano per risolvere il problema. Questa è un’emergenza da risolvere domani mattina. Abbiamo un problema igienico sanitario. Il mio è un piccolo paese di 500 abitanti, anziani, bambini, turisti. Abbiamo un problema turistico. Questo golfo traina l’intera regione Liguria, come mai viene abbandonato? Bisogna risolvere il problema con la regia del Prefetto, che chiami in rapporto Toti e il presidente della Provincia.

Sono anni che combattiamo nelle varie assemblee di Rivieracqua, nelle assemblee del dianese e con il comune di Andora. Dobbiamo dare delle risposte se no saremo costretti ad azioni molto forti. Siamo arrivati a un punto di rottura”.

Valerio Urso, San Bartolomeo al Mare

“Non possiamo più aspettare. Queste rotture ci creano difficoltà anche personali perché veniamo insultati sistematicamente. Siamo convinti della bontà del progetto e della società Rivieracqua.

Oggi tutti gli attori devono scendere in campo, dalla Regione Liguria al Prefetto, il quale, se non si risolvessero le situazioni sotto l’aspetto tecnico, dovrebbe intervenire in somma urgenza, un’urgenza che è diventata un’emergenza.

La misura è colma, abbiamo bisogno di questo intervento.

Abbiamo bisogno che questi interlocutori vengano domani sul territorio per capire cosa sta succedendo. Per noi è un grave momento di crisi, stiamo perdendo forza occupazionale perché gli albergatori, marcando segni negativi del 30-40% non possono pensare di attivarsi ad assunzioni stagionali come fanno solitamente, stiamo pagando le ripercussioni.

Un danno economico al volano economico più importante della provincia di Imperia che dà beneficio a tutta la Liguria.

Pronti ad azioni forti? Sicuramente, cercheremo di essere sereni, ci incontreremo, ma credo che il golfo dianese, qualora non venisse ascoltato, deve essere pronto ad azioni forti.

I grossi comuni? Devono fare la loro parte. È impensabile che ancora una struttura dove l’80% in termine di percentuale societaria (Ventimiglia Imperia Bordighera e Sanremo) non siano ancora parte attiva in questo ragionamento”.

Ecco la lettera indirizzata al presidente della Regione Giovanni Toti

La diretta

 

Emergenza idrica Golfo Dianese

Pubblicato da Imperiapost.it su Lunedì 15 luglio 2019

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