Imperia: Simone Tempia e il suo maggiordomo Lloyd ospiti a “Un libro aperto”. “Dietro ogni risposta c’è un’altra domanda” / Foto e video

Cultura e manifestazioni

Ieri, Simone Tempia è stato ospite a Imperia per presentare l’ultimo libro che vede come protagonista il fantomatico maggiordomo

“Lloyd non ha mai la verità in tasca, ma pone la stessa domanda sotto un altro punto di vista“. Così Simone Tempia descrive Lloyd, il “maggiordomo immaginario” protagonista del suo ultimo libro “Un anno con Lloyd“, presentato ieri sera in piazzetta dell’Ospizio, nell’ambito di “Un libro aperto”, la rassegna letteraria nata dalla collaborazione tra l’associazione culturale SetteCinque, la Libreria Ragazzi e il Civ NuovOneglia.

Un anno con Lloyd: Simone Tempia a Imperia

Un semplice “post” su Facebook, oltre 200 mila fan, e tre libri pubblicati. È questa l’incredibile ascesa di “Lloyd” il personaggio inventato dallo scrittore Simone Tempia che, con le sue “risposte” che lasciano aperte tanti interrogativi sulla vita e sul mondo, ha conquistato in breve tempo l’interesse di moltissime persone.

Ieri, Simone Tempia è stato ospite a Imperia per presentare l’ultimo libro che vede come protagonista il fantomatico maggiordomo, sempre in compagnia con “Sir”, in un dialogo che non sembra avere mai una fine. A dialogare con lo scrittore la giornalista Antonella Viale.

Simone Tempia

Come sei arrivato al terzo libro su Lloyd?

“Tutte le cose belle accadono nella vita per caso, con effetto valanga. Io ho aperto una pagina Facebook per caso, ho scritto un post e un testo di Lloyd quando mi sono svegliato. Un giorno, continuando a scrivere, tutto questo è diventato un libro, poi un romanzo e poi un terzo libro. 

Tutto è nato con una felice intuizione del novembre 2014. Come siamo arrivati ai 3 libri? Con tanta fortuna e tanto lavoro”.

Come mai questo dialogo tra i due personaggi ha catturato le persone?

“Il segreto è che uno pone delle domande e l’latro pone altre domande in forma differente, non sono vere e proprie risposte. Lloyd non sono proprio io, è parte della mia storia. Lloyd non ha mai la verità in tasca, ma pone la stessa domanda sotto un altro punto di vista.

Credo sia questa capacità di interrogarsi da un punto di vista differenza a scatenare una condivisione del pensiero. Se tu hai delle risposte certe, tu polarizzi le persone, perché esprimi la tua certezza e si crea un confine che divide le persone d’accordo con te e non d’accordo con te, se invece poni un’altra domanda, lasci le persone libere di interrogarsi e riflettere, cosa che oggi come oggi ci viene sempre di più tolte. Siamo in grado di esprimere pensieri più complessi di “si” o “no” e non abbiamo bisogno di persone che ci dicano come schierarci.

Tutto è legato alle mie “miserie” quotidiano, la lettera al capoufficio, il bambino che non dorme di notte, dato che sono neopapà, piccole cose. La cosa bella dell’essere uomini è che le piccole cose, se le lasci risuonare dentro ti danno grandi sentimenti. Siamo un po’ come campane, se le colpisci risuonano se le circondi di stoffa fanno solo “toc”.

Altri progetti oltre Lloyd?

“Sopravvivere, essere felice, un lavoro che mi impegna tanti giorni alla settimana, nel 2020 scrivere un altro libro che non abbia come protagonista Lloyd, ma senza abbandonarlo”.

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