Imperia: privatizzazione Isah, tensione alle stelle. Ipotesi battaglia legale per tutela dipendenti/Gli scenari

Attualità Imperia

Nel mirino anche il direttore generale Luca De Felice che, tra i principali sostenitori della privatizzazione, ha deciso di presentare domanda di ricollocazione.

Tensione alla stelle all’Isah in vista dell’ormai quasi certa privatizzazione. Nell’occhio del ciclone il futuro dei lavoratori, 33 in totale, che con la trasformazione in ente privato perderebbero lo status di dipendente pubblico.

Sul fronte sindacale è in atto una netta spaccatura. Da una parte Cgil e Uil, che hanno espresso forti dubbi sulla ricollocazione, in particolare modo sul versante giuridico, dall’altra la Cisl, che ha già presentato 14 domande di ricollocazione.

Non sono mancate le polemiche, sollevate anche dall’assessore regionale alla sanità Sonia Viale, in merito alla decisione, del direttore generale dell’Isah Luca De Felice, tra i principali sostenitori, secondo quanto riferito dalla Viale, della privatizzazione, di presentare domanda di ricollocazione.

Non è piaciuto, a molti dipendenti, il comportamento del presidente Isah Stefano Pugi, ritenuto troppo politico e poco interessato al futuro dei lavoratori. Nel mirino sono finite anche alcune assunzioni “scomode”.

Per quanto concerne le domande di ricollocazione, si sono registrate tensioni anche in casa Cgil, con la presentazione di 19 domande, poi, secondo quanto filtra, in parte ritirate. In merito alle domande l’assessore Viale si è espressa con toni piuttosto duri (“valuteremo le 19 domande presentate sperando che non siano strumentali, perché le caratteristiche ci sono tutte, quindi vedremo se verranno mantenute o meno”).

Gli scenari, se il quadro non cambierà nelle prossime settimane, sembrano portare a una possibile vertenza legale, anche perché l’Asl, nel corso del tavolo convocato tra le parti in Prefettura per addivenire a una soluzione per la tutela dei lavoratori, ha ipotizzato un possibile accoglimento della mobilità per soli 4 dipendenti Isah.

Isah: tensioni in vista della privatizzazione. Le parole dell’assessore Viale in consiglio regionale

L’assessore regionale alla sanità Sonia Viale ha fatto il punto della situazione nel corso dell’ultimo consiglio regionale.

“La vicenda Isahha spiegato la Viale – è nata nel silenzio generale e ha assunto evidenzia mediatica. Cosa è l’argomento centrale? Noi abbiamo nella nostra regione una serie di aziende pubbliche alla persona che in base a una legge regionale esistente, hanno legittimamente la potestà di decidere attraverso il loro consiglio di amministrazione di trasformarsi in ente privato.

È una scelta sulla quale la Regione non può intervenire e non ha strumenti se non quelli di valutare se lo statuto che si propone per trasformarsi in ente privato ha le caratteristiche previste dalla legge.

L’atto che deve fare Regione è soltanto una presa d’atto e una dichiarazione di trasformazione. Non vi è nessuna volontà che arriva dalla Regione.

L’Isah, che è una delle aziende pubbliche alla persona più importanti della regione ed è l’unica che si occupa di minori, ha ritenuto di percorrere la strada della privatizzazione nel silenzio assoluto, sia degli enti locali, che pur partecipano, sia delle sigle sindacali. Abbiamo 33 lavoratori, che essendo azienda pubblica, hanno un contratto che ha natura pubblica, e che per entrare hanno dovuto superare dei concorsi. Arrivati in prossimità dell’avvio ufficiale alla Regione della domanda di trasformazione, che è stata inviata e protocollata, alcuni lavoratori, probabilmente con un ripensamento rispetto alla fase precedente, hanno ritenuto di rappresentare il loro disagio e di chiedere di accedere alla procedura di mobilità, che è un legittimo diritto dei lavoratori.

Abbiamo fatto negli uffici del Prefetto un primo tavolo, in cui le rappresentanze sindacali e la sigla sindacale che in qualche modo ha rappresentato questi lavoratori, hanno manifestato la volontà di chiedere all’Asl, piuttosto che ai Comuni, di valutare la possibilità di accogliere le domande di mobilità.

Ho preso atto in quella circostanza che due sigle sindacali, per altro una delle più importanti oppositrici, a livello regionale, la Cgil, delle privatizzazioni, avevano sottoscritto un accordo con l’azienda Isah per essere favorevoli alla privatizzazione senza mettere paletti forti rispetto ai diritti dei lavoratori che cessavano di essere pubblici e diventavano privati. Con mia sorpresa, vista la conoscenza di quella che è l’intenzione regionale della Cgil sui temi della privatizzazione. Quel tavolo deve essere però servito da stimolo, perché alle iniziali domande di mobilità se ne sono aggiunte altre 19 attraverso la Cgil. Con tempi un pò ritardati. Oggi abbiamo quasi la totalità dei lavoratori che ha presentato domanda di mobilità.

Noi eravamo preparati a rappresentare ai lavoratori e al Prefetto che avevamo fatto tutto il possibile come sanità per accogliere le domande di mobilità compatibilmente con le regole del pubblico. Abbiamo rappresentato che potevamo accogliere soltanto la mobilità di un infermiere e di un OSS. Avendo presentato la Cgil altre 19 domande di mobilità stiamo valutando la percorribilità e l’accoglimento delle ulteriori domande, tra cui quella del direttore generale dell’IsahChe in qualche modo è stato lo stesso profilo che ha accompagnato il percorso di trasformazione in azienda privata. E poi chiede la mobilità. Direi che c’è un pò di confusione.

Non potendo Regione Liguria intervenire in alcun modo, si è fatta parte diligente per accogliere il più possibile le domande di mobilità del personale. Garantisco che queste domande non andranno a influire sull’operatività dell’azienda, perché si tratta di profili che l’azienda, nel momento in cui verrà trasformata, potrà assolutamente colmare con altro personale che a questo punto assumerà con le regole del privato.

Tuttavia adesso valuteremo le 19 domande presentate sperando che non siano strumentali, perché le caratteristiche ci sono tutte, quindi vedremo se verranno mantenute o meno.

È una vicenda che mi rattrista, anche perché mi sono sentita un pò attaccata, in quanto avrei accolto le richieste di mobilità, tutelando i lavoratori, da alcune sigle sindacali.

Mi sorprendo che i lavoratori non abbiano presentato le domande di mobilità molto prima, appena saputo dell’iter di privatizzazione. Ma da un approfondimento al tavolo del Prefetto hanno dichiarato di non essere mai stati messi a conoscenza da Isah di questa procedura.

Ci sono anche i verbali in Prefettura e la vicenda ha avuto caratteristiche non proprio trasparenti”.

Isah: tensioni in vista della privatizzazione. Ipotesi vertenza legale

Nel caso in cui le 14 domande di mobilità presentate dalla Cisl non trovassero accoglimento, il sindacato sembra orientato ad aprire una vertenza legale per garantire la tutela dei lavoratori e il diritto al mantenimento dello status di dipendenti pubblici.

La conferma arriva da Nico Zanchi, sindacalista Cisl: “Se tramite il tramite il tavolo in Prefettura non si arriverà ad una soluzione, siamo pronti ad ogni azione, anche forte, compresa quella legale per la salvaguardia dei dipendenti”.

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