Imperia: “mi hanno sabotato la barca”. Giallo nel porto turistico, indaga la Capitaneria/ le immagini

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Una cima legata all’elica di una barca a vela con un nodo fatto da un sub “professionista”, un’occupazione abusiva che si protrae da anni, allacci abusivi, minacce più o meno velate ai vicini e un passato inquietante. É questa la trama di un giallo ambientato all’interno del porto turistico di Imperia. Malgrado gli esposti e le segnalazioni fatte negli anni alla Go Imperia, nulla è cambiato.

Imperia: sabotata una barca a vela nel porto turistico, indaga la Capitaneria

Forse il timore di uno dei presunti protagonisti, forse le classiche mani legate di un sistema che non riesce ad essere incisivo, forse le lungaggini della burocrazia di un porto pubblico che ne ha viste tante, troppo forse. A denunciare il “sabotaggio” alla Capitaneria e poi alla Polizia un piccolo imprenditore torinese il quale attende da anni, dal 2013 per la precisione, di vedersi corrisposto l’affitto del posto barca in uno dei pontili più “in” del porto turistico. Una situazione, quella raccontata, di illegalità e di abusivismo conclamato che si protrae da anni senza che nessuno degli attori riesca o voglia mettervi mano.

Un clima teso tanto da incontrare il cronista di ImperiaPost in un luogo pubblico e frequentato da molte persone e neanche farlo apposta, o forse sì, spunta dopo un minuto anche il presunto responsabile del misfatto. Angelo (nome di fantasia) ha paura per sé e per la sua famiglia, tiene stretti i documenti e un tablet con un video della cima legata realizzato da un sub di fiducia. Un nodo fatto da chi il mare lo vive quotidianamente e che sa come danneggiare irrimediabilmente un’imbarcazione.

Angelo è andato poi in Comune per chiedere al primo cittadino di intervenire, poi in Questura a denunciare il tutto anche se da oggi in poi dormirà con un occhio aperto.

“Ho subito un sabotaggio gravissimo – spiega Angelo – che avrebbe potuto causare l’affondamento della mia barca se avessi lasciato il pontile. Ho una documentazione foto e video dell’accaduto, ho fatto denuncia in Capitaneria. Questo è un altro tassello di malversazioni generate da personaggi stanziali nel porto che di fatto vengono tollerati dalle autorità del porto stesso. Nonostante i vari esposti nulla su muove e la illegalità viene tollerata”.