Imperia: “Sport come terapia, offesa modesta”. Vigilessa assolta da accusa truffa, ecco le motivazioni

Attualità Imperia

Assolta per particolare tenuità del fatto. Così si era chiuso, il 15 aprile scorso, il processo che vedeva sul banco degli imputati Adriana Fausto (difesa dall’avvocato Roberto Trevia), la vigilessa del Comando di Polizia Municipale di Imperia accusata di truffa ai danni dello Stato per aver disputato due gare di atletica mentre era in malattia.

A distanza di alcuni mesi è stata depositata la sentenza, con le relative motivazioni. Il Pm Luca Scorza Azzarà ha presentato ricorso in Appello. La discussione è stata fissata per il prossimo 11 novembre. 

Vigilessa a processo per truffa, assolta: ecco le motivazioni

Il giudice monocratico Massimiliano Botti nelle motivazioni della sentenza di assoluzione spiega perché ha ritenuto che i comportamenti tenuti dalla Fausto, seppur irregolari, potessero essere compresi tra quelli non punibili per particolare tenuità del fatto.

  • il reato ex Art. 640 c. Il C.p., sanzionato con la pena della reclusione da uno a cinque anni, non supera nel massimo il limite dei cinque anni e rientra quindi nella previsione dell’Art. 131bis C.p.
  • Il consulente di parte dott. Giuseppe Spinetti, in maniera argomentata e persuasiva, ha valutato che l’imputata […] abbia fatto ricorso alla ossessiva pratica sportiva come metodo empirico per mantenere il proprio equilibrio interiore.
    Tenue appare pertanto il dolo di Fausto, la quale ha agito non tanto per lucrare un profitto non dovuto, quanto per dedicarsi alla pratica sportiva, vissuta a torto o a ragione, come una vera e propria terapia.
  • Non è chiara l’entità del danno arrecato all’ente pubblico di cui Fausto è dipendente, sotto il profilo degli importi liquidati a titolo di indennità di malattia. Inoltre, non è provato che la donna abbia trascorso in allenamento o addirittura gareggiando i giorni del periodo di malattia diversi da quelli dedicati alle gare, ovvero si sia effettivamente riposata, come prescritto dal medico.
    Nel d
    ibattimento si è formata soltanto la prova che Fausto ha dedicato alle competizioni sportive due giorni su tredici complessivi dí malattia. Modesta appare quindi l’offesa al bene giuridico tutelato.

    L’imputato è incensurata né risultano, al di fuori del periodo considerato, ulteriori comportamenti sleali nei confronti della P.A.. Il comportamento a lei ascrivibile, quindi, non è abituale, in quanto non inserito in un ‘rapporto di seriazione’ con altri episodi criminosi, ma pare del tutto occasionale.