Imperia: “Ridate la scorta a Grazia Pradella”, consegnate al Prefetto le oltre 59 mila firme. “Battaglia importante di civiltà e democrazia”/Foto e Video

Provincia

Presenti all’incontro con il Prefetto i promotori della raccolta firme, Claudio Porchia e Giovanni Impastato, del Centro Culturale Peppino e Felicia Impastato di Sanremo.

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Ridate la scorta a Grazia Pradella”. Sono state consegnate questa mattina, giovedì 17 ottobre, al Prefetto di Imperia, Alberto Intini, le quasi 60 mila firme della petizione, tramite “Change.org”, per chiedere al Comitato per la Sicurezza e l’Ordine Pubblico di riassegnare la scorta al magistrato Grazia Pradella.

Presenti all’incontro con il Prefetto i promotori della raccolta firme, Claudio Porchia e Giovanni Impastato, del Centro Culturale Peppino e Felicia Impastato di Sanremo.

“Ridate la scorta a Grazia Pradella”: ecco le motivazioni che hanno portato alla raccolta firme

Nel 2017 l’appartamento di Grazia Pradella era stato per due volte preso di mira dai malviventi, che avevano sottratto dall’abitazione del magistrato alcuni oggetti, tra cui un fascicolo e una notizia di reato.

L’inchiesta che ne era nata, condotta dalla Procura di Torino, era poi stata archiviata perché non era stato possibile risalire agli autori degli strani furti. Nei mesi scorsi la decisione di togliere la scorta dalla disponibilità del Pm, con l’immediato interesse da parte del Centro Culturale Peppino e Felicia Impastato di lanciare la petizione affinché gliela riassegnassero.

L’intervista di ImperiaPost a Claudio Porchia e Giovanni Impastato

Claudio Porchia

“Abbiamo consegnato al Prefetto di Imperia le firme, 59919 per la precisione, raccolte su questa petizione che chiedeva di restituire la scorta al Magistrato Grazia Pradella a cui era stata tolta.

Era un Magistrato individuato da molti cittadini come un punto di riferimento importante nelle indagini che vengono condotte in Provincia, sui reati contro le pubbliche amministrazioni e quindi anche un suo forte impegno.

Nella discussione che abbiamo con il Prefetto sono state chiarite le decisioni tecniche alla base di questa decisione che era stata assunta, di togliere la scorta, comunque di ridurre il livello di vigilanza del Magistrato.

Abbiamo ribadito la necessità di un impegno in questa Provincia su un’attività antimafia importante. Siamo molto preoccupati per le infiltrazioni criminali che ci sono in questa Provincia, poi nell’ambito dei reati contro la pubblica amministrazione”.

Giovanni Impastato

“Il colloquio con il Prefetto è stato molto cordiale. Ha valutato quello che noi abbiamo portato, soprattutto le firme. Riterrà opportuno nella sede competente valutare quello che noi abbiamo proposto.

La cosa fa grande piacere, perchè è una iniziativa che noi abbiamo portato avanti con altre persone che hanno subito la stessa cosa.

Per noi è stato una battaglia importante di civiltà e di democrazia. Queste sono le cose che si devono fare, spetterà ora al Prefetto, agli organi competenti, valutare il tutto”.

Ci sarà anche un incontro con il Magistrato?

“Incontriamo il Magistrato per dire che noi abbiamo chiuso un po’ di iniziativa con la consegna delle firme. Non penso che possiamo affrontare altri argomenti sotto questo punto di vista. Si pronunceranno gli organi competenti”.

Siamo in una provincia in cui la criminalità organizzata c’è ed esiste. Qual’è il suo pensiero?

“La criminalità organizzata qui esiste, ci sono delle infiltrazioni mafiose.

Non ci sono dubbi che anche in Liguria ci sono state anche delle confische. Queste confische testimoniano chiaramente che la Mafia esiste ed è presente pure qui.

Non è soltanto una prerogativa di noi siciliani, calabresi, campani o pugliesi, ma è un problema che riguarda tutto il territorio nazionale.

Qui ci sono state le indagini, delle inchieste, che confermano tutto questo. Oggi la Mafia è cambiata, segue il denaro. Va, si inserisce in un sistema di potere economico, politico e telematico.

Bisogna stare molto attenti, vigilare un po’ su tutto quello che sta succedendo, soprattutto in questi giorni e questi ultimi mesi”.

 

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