Imperia, foto di Mussolini sul camion in galleria Gastaldi: Luigi Basso (Grande Nord):”Anche i commentatori a processo per apologia di fascismo”

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Continua a far discutere il caso del ritratto di Benito Mussolini posizionato sul vetro anteriore di uno dei mezzi di lavoro utilizzato dalla ditta che sta effettuando i lavori di riqualificazione di Galleria Gastaldi a Porto Maurizio. A seguito della denuncia di “Potere al Popolo” e “Rifondazione Comunista” il primo cittadino ha fatto rimuovere l’immagine e il caso è stato preso in carico dalla sezione Digos della Polizia di Stato.

L’assessore dianese Luigi Basso responsabile Grande Nord Liguria – interviene in merito alla vicenda con un comunicato al vetriolo.

“In ordine ai fatti di esaltazione di esponenti del fascismo – scrive Luigi Basso – avvenuta ad Imperia nei giorni scorsi, ho letto le più svariate argomentazioni. Vi è chi ha chiesto la revoca del contratto di appalto alla ditta che ha assunto l’autore del fatto, senza considerare cosa ne penseranno i colleghi del predetto che si troveranno forse senza lavoro; vi è chi ha invocato l’adozione di provvedimenti disciplinari da parte della ditta, senza precisare quali.

Curiosamente, e ciò dovrebbe farci riflettere, nessuno ha chiesto l’applicazione della legge, ovvero della legge n. 645 del 1952 che punisce con la reclusione e la multa chi si renda colpevole di apologia del fascismo.

Pare che la Digos sia prontamente intervenuta, unitamente alle Autorità Comunali, per far rispettare la legge. Immagino che anche quei soggetti che pubblicamente, attraverso i social per esempio, hanno esaltato l’episodio saranno felici di sapere che molto probabilmente potranno vedere da vicino il loro idolo in un’aula di tribunale durante il processo penale in cui saranno coimputati.

Sarebbe una bella lezione per questi soggetti adoratori del fascismo, ai quali, siccome non sono come loro, somministrerei come giusta pena un servizio di volontariato di sei mesi in un centro richiedenti asilo e un percorso di recupero psichiatrico poiché l’esibizione ostentata di immagini di persone politiche decedute da decenni è certamente il sintomo di un grave disagio (sociale, lavorativo, affettivo, o altro) che va curato”.