Imperia: processo morte Bohli. Colpo di scena, perito scagiona Carabinieri imputati. “Decesso non direttamente collegato all’arresto”/L’udienza

Giudiziaria Imperia

In aula le conclusioni della perizia eseguita dal medico legale Lorenzo Vasetto, nominato dal giudice monocratico Laura Russo.

“Non sono d’accordo con il collega Traditi. Non rilevo una morte per asfissia di tipo meccanico da immobilizzazione del torace, in quanto non vi è, a mio modo di vedere, nessun elemento convincente su autopsia e esami istologici. Credo che, al contrario, ci si trovi davanti a una morte improvvisa cardiaca, per aritmia. Il decesso del Bohli non credo sia direttamente collegabile all’arresto, ma conseguenza di una serie di concause”.

Queste le conclusioni della perizia eseguita dal medico legale Lorenzo Vasetto, nominato dal giudice monocratico Laura Russo (Pm Lorenzo Fornace), nell’ambito del processo che vede sul banco degli imputati due Carabinieri, Fabio Ventura, 37 anni, e Gibanluca Palumbo, 42 anni, accusati di omicidio colposo per la morte di Kaies Bohli, tunisino 26enne.

Conclusioni che, di fatto, sembrano scagionare definitivamente i due militari.

Imperia: processo morte Bohli, perizia medico legale scagiona Carabinieri

“La ricostruzione di Traditi sulla base delle risultanze dell’autopsia non ha sostegno – ha aggiunto Vasetto – In mancanza di altre cause, potrebbe trattarsi di una morte improvvisa cardiaca per aritmia. Anche perché, tra gli elementi a supporto di questa tesi, va rilevata un’infiammazione del miocardio, aspetto tipico della morte da aritmia.

Non posso dire, però, con certezza, quale sia la causa della morte di questa persona. Il quadro della saturazione di ossigeno non era preoccupante e, per questo, non si sposa con la tesi di un’asfissia che possa aver portato alla morte.

Stato di incoscienza? Non sappiamo se questa persona fosse davvero o meno incosciente. Non l’ho trovato come un dato accertato. Si tratta di una persona che era già incorsa, in passato, in una sincope. Nella sincope i fattori emotivi sono decisivi. C’è una vasta letteratura americana riferita proprio alla morte di persone arrestate. Si parla di sindrome. Dovuta a un insieme di fattori, emotivi, fisici, che favoriscono l’aritmia.

Bohli potrebbe aver avuto una sincope o una ipossia tale da fargli perdere conoscenza. In questo caso, però, non possiamo sapere con certezza se vi sia stata o meno perdita conoscenza. Quello che sappiamo è che c’è stato un momento successivo all’arresto in cui i parametri vitali erano nella norma. Questo aspetto stride con le conclusioni del collega Traditi.

Io posso anche perdere conoscenza, ma non muoio. Una persona che perde conoscenza, ma ha dati di saturazione come quelli del Bohli, non si può definire moribonda, non ha parametri vitali che possano far presagire la morte.

Ci sono delle lesioni compatibili con una colluttazione, ma non hanno avuto alcun ruolo nella morte. La morte non è direttamente collegata alle sole fasi dell’arresto e della concitazione del momento.

Io credo sia stata una morte rapida, avvenuta in un tempo non superiore al viaggio in ambulanza.

Lesioni sulla schiena? Escluderei possano essere state provocate dallo schiacciamento sui sedili dell’auto.

La somministrazione di ossigeno in ambulanza? A mio modo di vedere corretta. Io lo avrei fatto. Perché un soggetto che ha 92 di saturazione non è patologico, ma non è neanche totalmente a posto. L’ossigeno, in casi come questo, non fa mai male.

Certamente c’è stato uno scompenso durante il viaggio in ambulanza. La saturazione è scesa. Ma dire con precisione il perché è impossibile.

In quell’ambulanza qualcosa certamente è successo. Ma io non so spiegarlo, per due motivi. Intanto perché non so quanto siano attendibili le dichiarazioni di chi era a bordo dell’ambulanza, viste le discrasie emerse nel corso delle testimonianze, e poi perché non erano anestesisti, non avevano un monitor e non potevano verificare istante dopo istante i parametri vitali del paziente.

Le cause della morte del Bohli? Non sono in grado di identificare una condotta biologicamente sbagliata che possa aver in qualche modo causato la morte del Bohli. E aggiungerei che nessuno è in grado di farlo, perché mancano gli elementi necessari.

L’azione degli imputati può o non può inserirsi tra le concause della morte? Non lo so. Non abbiamo evidenza che vi sia stata una posizione asfissiante. Manca la prova di una causa.

Faccio un esempio. Il terremoto di Los Angeles del 94.morti per aritmia sono aumentati nel giorno del terremoto, ma non sapremo mai se quelle persone sarebbero morte lo stesso.
L’ammanettamento delle mani dietro la schiena può aver avuto un ruolo nella morte del Bohli, ma nessuno può dirlo con certezza. L’ammanettamento, per mia esperienza personale, ha sempre avuto un ruolo decisivo in crisi asfittiche solo in soggetti corpulenti. E non è il caso del Bohli”.

Terminato l’esame del perito, il giudice Laura Russo ha chiuso l’istruttoria, rinviando l’udienza al prossimo 27 gennaio per la discussione.

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