Imperia, assolti gli attivisti de “La Talpa” che lanciarono la carta igienica a Salvini:”dissenso parte fondante della democrazia”/ il commento

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“Dunque il lancio della carta igienica non è da considerarsi pericoloso. Forse lo sapevamo già tutti, così come sapevamo che  la dice lunga sul grado di stima  che si nutre verso colui o coloro al quale è diretto”. Inizia così la nota stampa dell’associazione “La Talpa e l’Orologio” a seguito della sentenza di assoluzione degli attivisti che nel 2015 contestarono il leader della Lega Matteo Salvini in tour elettorale a Imperia.

“Si è reso però forse necessario – proseguono -, di questi tempi, ribadire come la contestazione, il dissenso e l’opposizione non siano “accessori” della democrazia, ma parte costitutiva e fondante di essa.
Per questo nessuno di noi è stato condannato: perché universalmente, fare rumore quando c’è un pericolo incombente serve per risvegliare l’attenzione, per fare girare le teste e mettere in allarme.
E allora denunciare i soprusi e gli abusi, il razzismo e la falsità  è, in un’ottica democratica, un buon – il migliore che si possa dare – servigio alla comunità tutta.

Era una cosa ovvia ma l’arroganza e l’arrivismo dei politici e delle politiche locali, desiderosi di farsi belli davanti al loro capitano, ha spinto una Questura e un Tribunale, allora compiacenti, a istruire un
processo farsesco, anzi più d’uno, con congetture che anche i testimoni dell’accusa hanno fatto fatica a confermare… ed infatti non ci sono riusciti.
Ma tant’è, ci siamo passati un po’ di giornate extra in Procura dove, in mezzo a processi per ‘ndrangheta e corruzione, le giudici hanno dovuto anche perdere del tempo per disquisire sulla carta igienica…

Questa lunga campagna di mobilitazione ha però positivamente evidenziato la necessità  e l’incisività dell’agire insieme, collettivamente, contro questo vetusto eppur rinnovato fascismo dilagante che oggi rappresenta un problema non solo italiano, ma europeo e mondiale.
Da Salvini alla Le Pen, passando dal gruppo di Visegrad e tutti gli altri, questi sovranisti e nazionalisti con il loro capetto Trump vanno osteggiati quotidianamente per evitare di farsi abbindolare da un
“fascismo scorreggione” (dallo slang inglese) che fa leva sui nostri istinti più bassi e viscerali, invece che sulla ragione e l’empatia.

E proprio da qui, invece, bisogna ripartire: da  un percorso con al centro la solidarietà e l’umanità, all’interno di un movimento internazionalista di resistenza globale, dove vogliamo trovare la coesione e la capacità di agire per le tappe che ci attendono e che, purtroppo, non sono state le prime e non saranno le ultime.

Proseguiamo quindi da questo lunedì con la seconda udienza per il processo al campo autogestito dei Balzi Rossi. Ci vediamo alle 9.30 in Tribunale a Imperia”.