FALLIMENTO PORTO DI IMPERIA S.P.A. – IMPERIA BENE COMUNE: “IL SINDACO HA SCELTO IL “PONZIOPILATISMO” E L’ATTENDISMO”

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Sappia il Sig. Sindaco e sappiano tutti i cittadini che Imperia Bene Comune è pronta a mettersi al servizio della città e a dare il suo contributo politico di idee e di progetti se l’interesse perseguito sarà quello di restituire ad Imperia economia e lavoro, reddito e qualità della vita

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Imperia – Il fallimento della Porto di Imperia S.P.A. ha scatenato moltissime reazioni da parte di poltici e amministratori. Anche il gruppo consiliare Imperia Bene Comune con Gianfranco Grosso e Mauro Servalli hanno così espresso il loro parere sull’avvenuto, sottolineando come questo sia il risultato di un modo di considerare privato ciò che invece è pubblico:

Con la sentenza di fallimento della Porto di Imperia S.p.A. si chiude una pagina amara della portualità e della politica amministrativa del centrodestra imperiese. Una pagina che è lo specchio di un modo di considerare privato ciò che invece è pubblico, di un potere oscuro, pericoloso tanto quanto profondamente radicato in tutte le sue matrici amministrative, burocratiche e istituzionali. La sentenza del tribunale di Imperia ha decretato la fine di un progetto nato non per il bene della città ma per altri scopi, che fa il paio con il tramonto sempre più evidente del suo leader cittadino.

Era la cronaca di una morte annunciata che avrebbe dovuto e potuto consegnare a Capacci e alla sua maggioranza il virtuosismo di un singulto coraggioso, di una sferzata politica, di una vera tramontana fresca e pulita in grado di spazzare questa città da ombre ed impasse, come noi avevamo auspicato. Il Sindaco ha invece scelto l’attendismo, il ponziopilatismo, ha abdicato i suoi poteri di scelta e di indirizzo al più sicuro verbo giuridico di un tribunale.

Pazienza, Sig. Sindaco, purtroppo gli imperiesi ci sono abituati ad aspettare che siano i tribunali a fare la storia! Di amministrazioni coraggiose ce ne sono state veramente poche, coraggiose ho detto non spregiudicate, e i danni sono davanti a tutti, anche ai più refrattari: il porto, l’Agnesi, il territorio, il commercio, la tutela dell’ambiente. Ce ne faremo una ragione! Ora però è necessario ripartire velocemente e velocemente disegnare la nuova strada da intraprendere per portare a termine il porto di Imperia, approfittando della situazione per apportare qualche correzione, per farsi qualche scrupolo in più su quale ruolo assegnare alla portualità nel rispetto delle esigenze economiche complessive della nostra città.

Sappia il Sig. Sindaco e sappiano tutti i cittadini che Imperia Bene Comune è pronta a mettersi al servizio della città e a dare il suo contributo politico di idee e di progetti se l’interesse perseguito sarà quello di restituire ad Imperia economia e lavoro, reddito e qualità della vita, ma siamo altrettanto pronti all’ennesima barricata se, al contrario, gli obiettivi saranno la speculazione e la rendita confezionata con luoghi comuni o facili pressapochismi, se non si avrà il coraggio di ripensare a una politica infrastrutturale e funzionale in grado di restituire dignità e credibilità a Imperia”.

C.S.

 

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