Imperia piange Tonino Simonti, ultimo partigiano della Banda Felice Cascione. “Ruolo fondamentale durante la Resistenza”/ Il ricordo

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Il funerale si svolgerà in forma civile domani, mercoledì 27 novembre, alle ore 15, presso il Cimitero di Oneglia

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Imperia in lutto per la scomparsa di Tonino Simonti, l’ultimo dei partigiani della Banda di Felice Cascione, morto all’età di 95 anni.

Lutto A.N.P.I. per la morte di Tonino Simonti

Antonio Simonti, noto a tutti come “Tonino”, fu amico e compagno dell’eroe nazionale Felice Cascione. Il suo nome di battaglia era Fedor e fu lui, il 27 gennaio 1944, giorno in cui Cascione morì, ad avvisare la banda del rastrellamento dei tedeschi. Il suo contribuito salvò la vita a molti membri del gruppo.

Il funerale si svolgerà in forma civile domani, mercoledì 27 novembre, alle ore 15, presso il Cimitero di Oneglia. Interverranno Ugo Mela, segretario del circolo Sezione Anpi Oneglia e Giovanni Rainisio, presidente dell’Istituto Storico della Resistenza di Imperia.

Il ricordo di Giovanni Rainisio, presidente Istituto Storico della Resistenza di Imperia

“Tonino era una delle figure più significative della resistenza imperiese. Era l’ultimo partigiano della banda di Felice Cascione, era di sentinella il giorno in cui Cascione si suicidò. Ha dato lui l’allarme del rastrellamento dei tedeschi ad Alto. Grazie a lui si sono salvati molti partigiani della banda.

Se ne va uno degli ultimi testimoni della guerra di liberazione dai nazisti e dal regime dittatoriale fascista. Uno di quei giovani che ha permesso all’Italia di essere liberata. Era una persona semplice, amata da tutti, dal carattere eccezionale. Tonino, infatti, era molto scherzoso e sempre ottimista. Ha lavorato tutta la vita come operaio alla raffineria d’olio sul porto di Oneglia. Ora era vedovo da 4 anni, lascia suo figlio Franco e suo nipote. 

È sempre stato un grande attivista dell’Anpi. Fu iscritto al partito comunista, ma poi si è ritirato dall’attività politica.

Fu anche portabandiera dell’Anpi. Infatti, nelle foto scattate in occasione della consegna della medaglia d’oro a Imperia da parte del presidente Pertini, lui compare sullo sfondo con la bandiera.

Partecipava sempre al ricordo della battaglia di Montegrande.

Era il tipico partigiano che dopo la guerra di liberazione non ha mai preteso niente, ha fatto l’operaio tutta la vita, non pensava che la resistenza era stata tradita. Pensava di aver fatto il suo dovere e basta”.

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