Processo morte Martina Rossi: lo sfogo di Luigi di Maio. “Prescritto un reato, ingiustizia inaccettabile”

Politica

La prescrizione di uno dei due reati porterà inevitabilmente a una riduzione della pena per i due imputati in Appello.

“Ecco cos’è la prescrizione: una vergogna che costringe un padre a non avere giustizia per la morte di sua figlia”. Lo ha affermato Luigi Di Maio, il ministro degli Affari Esteri e leader del M5S, da tempo impegnato nella riforma della giustizia, in particolare per quanto riguarda la prescrizione.

Di Maio, in particolare, si riferisce al processo sulla morte della giovane imperiese Martina Rossi. Recentemente, infatti, la Corte d’Appello di Firenze ha dichiarato prescritto uno dei due reati (morte come conseguenza di altro reato) di cui erano accusati Luca Vanneschi e Alessandro Albertoni, i due giovani aretini finiti a processo.

In primo grado Vanneschi e Albertoni erano stati condannati a 6 anni di carcere ciascuno per tentata violenza sessuale (3 anni) e morte come conseguenza di altro reato (3 anni). Secondo l’accusa Martina Rossi cadde dal balcone del 6° piano dell’hotel Sant’Ana a Palma di Maiorca, nel 2011, nel tentativo di fuggire ad un tentativo di violenza sessuale da parte dei due imputati.

Processo morte Martina Rossi: il commento di Luigi di Maio

“Martina è venuta a mancare all’affetto dei suoi genitori e dei suoi cari il 3 agosto 2011. È caduta da un balcone a Palma di Maiorca, mentre tentava di scappare da un tentativo di stupro di gruppo.

I due ragazzi imputati per la morte di Martina erano stati condannati a 6 anni per morte come conseguenza di altro reato e tentata violenza di gruppo.

La corte d’Appello di Firenze, però, qualche giorno fa ha dichiarato estinta l’accusa per il primo reato.

Ecco cos’è la prescrizione: una vergogna che costringe un padre a non avere giustizia per la morte di sua figlia. Per me e per tutto il MoVimento 5 Stelle resta un’ingiustizia inaccettabile e per questo stiamo lavorando, affinché chi sbaglia paghi. Storie come questa non vogliamo si ripetano mai più”.

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