“Ad Auschwitz per non dimenticare”. Il sogno degli Scout di Imperia. “Per pagarci il viaggio abbelliamo le vetrine per Natale”

Cultura e manifestazioni

I ragazzi più grandi del gruppo scout Imperia 2 all’opera per realizzare un progetto ambizioso: visitare un luogo della memoria, Auschwitz.

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“Abbelliamo le vetrine dei negozi per Natale, in cambio di un’offerta, per realizzare un sogno. Visitare Auschwitz e non dimenticare la storia”. È questa l’iniziativa lanciata dal gruppo Scout Imperia 2, in vista delle festività natalizie.

Vetrine di Natale per Auschwitz: il progetto di autofinanziamento degli scout Imperia 2

L’idea è quella di ottenere le risorse economiche necessarie per realizzare un viaggio culturale al campo di concentramento di Auschwitz, con l’obiettivo, come spiegano gli organizzatori, “di dare voce alle persone che non ci sono più e non essere indifferenti”.

Per farlo, quindi, gli scout imperiesi hanno pensato di offrire il proprio aiuto per addobbare con decorazioni natalizie le vetrine dei negozi, in cambio di un’offerta.

Ecco l’iniziativa spiegata dai protagonisti

I ragazzi più grandi del gruppo scout Imperia 2 (Noviziato e Clan Freedom) da qualche settimana si aggirano per i negozi e tra le famiglie di Imperia proponendosi come “allestitori” per le vetrine di Natale, in cambio di un’offerta, che possa permettergli di realizzare un progetto ambizioso: visitare un luogo della memoria, Auschwitz.

Il motivo di questo progetto? Lo chiediamo direttamente a loro.

“Come ogni anno – spiega Martina B.abbiamo concordato un tema da affrontare e approfondire durante i nostri incontri settimanali. Quest’anno abbiamo scelto di soffermarci sulla tragedia dell’olocausto. Ne tratteremo a lungo ma siamo convinti che per penetrare davvero dentro a tutta questa pagina orrenda della nostra storia, e farne tesoro perché non accada mai più nulla di simile, al di là degli approfondimenti storici, sia necessario poter attivare ogni aspetto della nostra umanità e questo può essere raggiunto in modo completo riuscendo a coinvolgere anche la nostra parte più emotiva attraverso la possibilità di farne, in un certo senso, esperienza concreta (se pur velata e limitata) visitando il campo di sterminio di Auschwitz. Questo è il nostro sogno per la conclusione del nostro percorso di quest’anno”.

“Vorremmo andare ad Auschwitz in primo luogo per capire – aggiunge Gaia A. – Ma il nostro intento non è quello di visitare il campo da turisti.

Facciamo parte di un’associazione Scout cattolica, e per questo siamo stati abituati alla catechesi e alla riflessione religiosa, e siamo cresciuti con gli insegnamenti del Vangelo, dei grandi messaggi di pace trasmessi attraverso piccoli gesti d’amore.

L’idea di una Route estiva ad Auschwitz ci è stata proposta dal nostro capo Alessandro durante l’estate scorsa, e tutti noi abbiamo accolto con entusiasmo la proposta. Anche se, con il passare del tempo, abbiamo riflettuto su quello che il campo di Auschwitz è stato -ed è tuttora- e ci è sorta una domanda: Perché? Perché l’uomo, con tutte le possibilità di fare del bene di cui dispone decide di fare il male? Ed è proprio questo che vorremmo scoprire.

Ma la nostra, come ho detto prima, non sarà una Route affrontata da turisti. Vogliamo arrivare ad Auschwitz con la piena consapevolezza di quello che è stato, per portare testimonianza di quello che l’odio, l’intolleranza, la divisione possono portare.

Ultimo impegno che ci prefiggiamo è quello del silenzio. È l’impegno più difficile che ci potessimo mai assumere, ma allo stesso tempo siamo consapevoli che il campo di concentramento sia una meta difficile, e che ci voglia una grande preparazione; dovremo essere pronti ad ascoltare il silenzio dei luoghi che hanno visto la disperazione e la morte di milioni di persone, e a portare un messaggio a tutte le persone che non vogliono ascoltare”.

“I negozianti che sono ancora indecisi sul come realizzare la propria vetrina e in generale le persone che vogliono decorare le proprie finestre possono contattarci – continuano i capi scout – saremo felici di poter abbellire le vostre vetrine con semplicità, e potervi ringraziare personalmente per la condivisione del nostro progetto.

Nello stile che ci contraddistingue, vista la necessità di reperire risorse economiche per compiere questa impresa senza gravare sulle famiglie, in un’ottica di responsabilizzazione dei giovani, abbiamo pensato durante il periodo di Natale di abbellire le vetrine delle case e dei negozi della nostra città e non solo. Con le offerte ricavate potremo realizzare, anche se forse solo in parte, il sogno dei nostri ragazzi di rendere il mondo un posto migliore in cui vivere cercando di non rimanere indifferenti a quello che ci succede e di lasciare un segno nella vita delle persone che incontriamo”.

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